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Fabrizio Cesetti annuncia battaglia per domani in aula contro la proposta di legge statutaria 138/22 che prevede l’istituzione del sottosegretario alla presidenza della giunta regionale. Il consigliere del Partito Democratico, infatti, ha depositato un ordine del giorno sottoscritto da tutto il gruppo dem che ne chiede il ritiro.



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“Apprendiamo con soddisfazione che, dopo tante e inutili titubanze che hanno fatto perdere tempo prezioso ai sindaci, alle famiglie sfollate e alle imprese danneggiate dal sisma del 9 novembre, il presidente Acquaroli, sbugiardando sé stesso e tutto il centrodestra, ha deciso finalmente di cedere alle pressioni del nostro gruppo chiedendo al governo nazionale lo stato di emergenza.


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"La destra che governa le Marche ha respinto la mozione presentata dal Pd per chiedere al governo Meloni il riconoscimento dello stato d’emergenza per le zone colpite dal sisma del 9 novembre. Pare incredibile ma lo hanno fatto davvero". Lo afferma Alessia Morani, componente della direzione del Pd.


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“Non solo il buon senso, ma soprattutto la buona politica vorrebbe che di fronte alla allarmante paralisi che sta affossando una delle più prestigiose e autorevoli istituzioni culturali marchigiane, la giunta regionale scegliesse responsabilmente la via dell’azzeramento del consiglio d’amministrazione, al fine di restituire dignità sia all’Orchestra che alla stessa Regione Marche.



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“La risoluzione approvata all’unanimità dal consiglio regionale che impegna la giunta ad avviare una sperimentazione per l’introduzione dello psicologo delle cure primarie tra i servizi erogati dalle strutture sanitarie pubbliche e private, nonché nelle equipe di medicina territoriale, rappresenta un passo avanti importante per dotare il nostro sistema sanitario di strumenti volti a garantire il benessere psicologico dei cittadini.


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“Già nella seduta di martedì scorso, il consiglio regionale avrebbe potuto approvare la nostra proposta per dotare anche le Marche di una legge incardinata sul principio che vede nella parità di genere, nelle pari opportunità e nelle pari dignità, i presupposti fondamentali per la tutela dei diritti umani, il funzionamento della democrazia e il buon governo. Invece, ancora una volta, anziché discutere nel merito e, almeno per una volta, provare a dare un segnale di controtendenza rispetto al repentino arretramento che la nostra regione sta registrando da due anni sul fronte dei diritti, la maggioranza ha scelto di nascondere la testa sotto la sabbia rinviando la proposta in commissione per approfondimenti. Una scusa poco credibile, se si considera che il testo, depositato il 30 giugno 2021 a mia prima firma, in oltre un anno è stato volutamente ignorato dal presidente della I commissione Renzo Marinelli, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni affinché iniziasse il percorso per la sua approvazione”.


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“A quasi un mese dall’elezione in Parlamento dei tre assessori regionali Castelli, Carloni e Latini, la Regione Marche è in preda a una drammatica paralisi istituzionale. Evidentemente al presidente Acquaroli non è bastato bloccare l’attività della giunta per l’intera campagna elettorale, lasciando liberi solo i tre assessori candidati di utilizzare a tale scopo i loro ruoli.


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“Auspichiamo che dopo le vergognose parole pronunciate ieri in consiglio regionale da Carlo Ciccioli, non solo il presidente Acquaroli, ma l’intera maggioranza che lo sostiene, prenda atto della totale inadeguatezza del capogruppo di Fratelli d’Italia a ricoprire il ruolo di assessore regionale. Con la sua farsesca ricostruzione dei fatti dell’alluvione del 15 settembre, volta esclusivamente ad attribuire la causa della drammatica morte di così tante persone alla negligenza e all’irresponsabilità delle vittime stesse, Ciccioli ha dimostrato una palese assenza di equilibrio, sensibilità e senso di responsabilità, doti indispensabili a rappresentare i marchigiani nella giunta regionale”.



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Nel corso dell’ultimo consiglio regionale, il tema della difesa delle aree interne è stato al centro di due iniziative del consigliere regionale del Partito Democratico Romano Carancini, che in tal modo continua a tenere alta in Regione l’attenzione verso le aree colpite dal sisma nel processo di ricostruzione con proposte volte a contrastare i processi di spopolamento e rimuovere gli ostacoli al rilancio socio-economico.


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“Il rinvio in commissione della proposta di legge per la riforma dei consultori familiari, presentata ormai oltre un anno a mia prima firma dal gruppo assembleare del Partito Democratico, dimostra senza alcun dubbio le grandi difficoltà che attraversano la destra marchigiana, schiacciata tra la necessità di difendere a ogni costo la propria identità oscurantista e misogina e l’assoluta mancanza di argomenti per opporsi a un provvedimento equo ed equilibrato, capace di tutelare la libertà e i diritti delle donne".



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“Avevamo auspicato che il gravissimo strappo istituzionale maturato a luglio in seno all’ufficio di presidenza potesse essere recuperato in sede di consiglio. Purtroppo così non è stato: approvando la proposta di sostituire nella Commissione per le Pari opportunità tra uomo e donna la figura di Raffaella Bresca, componente dimissionaria in quota al centrosinistra, con Eglantine Groppa, nome proposto dal centrodestra, la maggioranza ha compiuto un vero e proprio atto di prevaricazione nei confronti dell’opposizione, che certifica ancora una volta l’assenza dei più elementari valori democratici tra le sue fila.


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“Nonostante i giochi di parole della giunta e dei partiti di maggioranza, la proposta di legge sull’assestamento di bilancio 2022-204 approvata ieri dal centrodestra in consiglio regionale non stanzia neanche un euro per le famiglie messe in ginocchio dal drammatico evento alluvionale del 15 settembre. La decisione di bocciare l’emendamento del Partito Democratico, che invece prevedeva a tale scopo la costituzione di un apposito fondo da 8,5 milioni di euro, è un imperdonabile errore, perché toglie a migliaia di persone la possibilità di ricevere contributi immediati per far fronte alle esigenze più impellenti”.





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"Faccio un appello al Presidente Draghi che è sul nostro territorio affinché il governo intervenga immediatamente con un provvedimento ad hoc oppure inserendo una norma nel nuovo decreto aiuti ter non ancora pubblicato in gazzetta per sospendere tasse, mutui e tutte le scadenze dei pagamenti per le attività commerciali e i privati colpiti dall'alluvione nelle Marche".


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ANCONA - “Bene la decisione del Governo di riconoscere subito lo stato d’emergenza per le Marche. Adesso è il momento di fronteggiare al meglio l’emergenza e di occuparsi degli sfollati. Per questo stamane mi sono informato con il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio al quale ho ribadito l’impegno dei militanti e dei volontari del Pd che hanno sospeso la campagna elettorale per prendere parte agli aiuti.” Così in una nota il Commissario regionale del Pd, Alberto Losacco.


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“È stata una lunga notte e finalmente sono state decise le liste dei candidati del Partito democratico per le prossime elezioni politiche. Ho saputo quale fosse la mia posizione in lista solo al momento della lettura da parte di Marco Meloni dell’elenco dei candidati. Nei posti eleggibili per le Marche sono stati designati Alberto Losacco, commissario del Pd Marche, Irene Manzi e Augusto Curti. A mia insaputa, il mio partito ha deciso di assegnarmi il collegio uninominale di Pesaro e un terzo posto nel proporzionale”.



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Ai primi di agosto si terrà il consiglio regionale che discuterà la riforma della riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale annunciata nei giorni scorsi dalla giunta Acquaroli. Un progetto fortemente sbagliato nel merito e intempestivo e per questo il Partito Democratico si prepara a dare battaglia in aula. A tal proposito, ieri pomeriggio si è tenuta una riunione tra il commissario regionale Alberto Losacco, il gruppo assembleare e i segretari delle federazioni provinciali.


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Nel primo pomeriggio il gruppo assembleare del Partito Democratico ha lasciato l’aula mentre erano in corso i lavori del consiglio regionale. La drastica decisione è stata presa per protestare contro l’immotivato allontanamento del vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Mirco Carloni, durante il dibattito su alcune mozioni riguardanti i rincari energetici.





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Le Marche premiano il PD e il campo largo del centrosinistra. A Fabriano c’è la straordinaria vittoria al primo turno di Daniela Ghergo. A Jesi il candidato Sindaco, Lorenzo Fiordelmondo, del Partito Democratico è primo con il 46% dei voti staccando di 10 punti gli avversari. Ballottaggio anche a Civitanova.


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La crisi economica causata dalla guerra in Ucraina avrà un ruolo decisivo nella proroga della misura decontributiva prevista dalla legge 104 del 2020 che l’Unione europea potrebbe concedere all’Italia a partire dal prossimo 1° luglio. Ad annunciarlo nei giorni scorsi è stata la ministra per il Sud Mara Carfagna, che parteciperà ai negoziati con Bruxelles.




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Il gruppo assembleare del Partito Democratico scende in campo a fianco del Gruppo Solidarietà per chiedere l’applicazione delle direttive ministeriali che hanno rivisto le misure restrittive riguardanti l’accesso dei familiari degli ospiti nelle strutture residenziali . L’obiettivo è ridurre gradualmente l’isolamento sociale che da ormai oltre due anni colpisce circa 10 mila anziani, il 75% circa % di questi non auto sufficienti.



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«Il Ministero della Transazione ecologica e la Regione hanno assegnato al Comune di Pesaro due importanti finanziamenti per la salvaguardia dell’assetto idrogeologico, la salvaguardia della Falesia e della strada di Fiorenzuola di Focara, un luogo di grande attrazione turistica e culturale - riferisce la capogruppo PD Anna Maria Mattioli - e l'ulteriore destinazione di 170mila euro andranno a mettere in sicurezza il litorale di levante, con nuove scogliere di protezione che da tempo gli operatori balneari attendono.


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“Anche quest’anno il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Filisetti è riuscito a ricavarsi qualche ora di notorietà e nutrire, attraverso un improprio utilizzo del suo ruolo istituzionale, le sue frustrate ambizioni di revisionista della storia d’Italia. Nulla di nuovo, se non l’ormai matematica certezza che le sue continue provocazioni volte a equiparare fascisti e antifascisti trovano la piena e totale condivisione della giunta Acquaroli, certificata dall’assenza di ogni minima forma di presa di distanza”.