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Il consigliere regionale Maurizio Mangialardi ha preso parte questa mattina alla delegazione del Coordinamento degli Enti locali per la pace guidata da Flavio Lotti, che,  nell’ambito dell’iniziativa promossa dalla Rete Nazionale delle Scuole di Pace per l’educazione alla pace e alla cura, ha partecipato all’incontro tra Papa Francesco e gli studenti e gli insegnanti. Presenti nell’occasione anche molte scuole marchigiane.



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“La Regione provveda urgentemente alla demolizione di ponte Garibaldi e, in attesa della sua ricostruzione, si adoperi per l’installazione di una struttura ciclo-pedonale provvisoria che consenta di collegare nuovamente le due sponde del fiume Misa. So bene che i problemi attuali sono molteplici, ma il permanere di una città divisa letteralmente a metà non solo è fonte di notevoli disagi per i cittadini, ma soprattutto rischia di pregiudicare la ripresa di tante attività economiche del centro storico”.


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“Sabato 5 novembre parteciperò alla manifestazione a Roma indetta dalla piattaforma “Europe for Peace” per chiedere all’Unione Europea e alle Nazioni Unite la convocazione urgente di una Conferenza Internazionale per la pace che ponga immediatamente fine alla guerra in Ucraina e ristabilisca il rispetto del diritto internazionale.


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“Come ho detto fin dall’inizio, di fronte alla alluvione che ha devastato i nostri territori nelle giornate del 15 e 16 settembre, la politica e le istituzioni devono saper accantonare ogni divisione, andare oltre le legittime appartenenze e lavorare insieme per dare risposte immediate alle comunità così duramente provate.


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“Devo dire che mi preoccupa molto la posizione espressa dall’assessore Saltamartini circa la stabilizzazione del personale precario che ha prestato servizio durante il periodo dell’emergenza Covid-19. Di fatto, rispondendo oggi alla mia interrogazione, Saltamartini ammette che la giunta regionale, nonostante la legge finanziaria dello scorso anno abbia introdotto una apposita procedura di stabilizzazione, non ha idea di come muoversi per far sì che questo personale sia assunto al fine di rafforzare le strutture sanitarie regionali.


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“Se fosse stata necessaria un’ulteriore dimostrazione della sua inadeguatezza a ricoprire un ruolo di governo nella giunta regionale, Ciccioli ce l’ha offerta con le sue indegne dichiarazioni di ieri. Dichiarazioni disperate, di chi ha capito di aver sbagliato ma tenta in tutti i modi di non pagare per le gravi e gratuite offese rivolte alle vittime dell’alluvione del 15 settembre. Altro che linciaggio morale e politico.



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“Credo che ci sia un grossolano  errore di sottovalutazione nel giudizio che la presidenza del consiglio regionale ha dato a proposito delle Pietre d’inciampo che ricordano in molte città la deportazione di milioni di ebrei, rom, sinti, omosessuali e antifascisti nei campi concentramento nazisti.


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“Auspichiamo che il consiglio regionale di martedì prossimo, dedicato all’alluvione che lo scorso 15 settembre ha drammaticamente colpito le Marche, sia un’occasione di confronto vero, ricco di contenuti e improntato a delineare una visione complessiva capace di dare risposte alle popolazioni alluvionate.


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Non è il momento della caccia all’uomo, della ricerca smodata di un capro espiatorio. Ma la sconfitta subita, nelle Marche come nel resto del Paese, va compresa e analizzata in ogni sua piega, se davvero vogliamo correggere gli errori compiuti e dare un futuro al Partito Democratico, iniziando a costruire da subito non solo un’opposizione dura e integerrima a questa destra, ma soprattutto una vera alternativa a essa.


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“In questa drammatica situazione serve dare risposte rapide e certe alle famiglie e alle imprese messe in ginocchio dall’alluvione per evitare di perdere decine e decine di attività economiche e scongiurare il rischio di un generale impoverimento del tessuto sociale delle comunità delle valli del Misa e del Nevola.


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“E’ di una gravità inaudita il fatto che la Form, una delle istituzioni regionali di maggiore prestigio, rimanga paralizzata dagli intrighi politici dei partiti di maggioranza. Il presidente Acquaroli ha il dovere di fare immediata chiarezza e, se necessario, di ridimensionare immediatamente le ambizioni di qualche assessore in pectore, notoriamente smanioso di allungare le mani sul mondo della cultura marchigiana. E’ urgente ripristinare il fondamentale principio della trasparenza amministrativa”.





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La campagna elettorale in corso sembra aver cancellato dal dibattito pubblico la drammatica situazione in cui versa la sanità marchigiana, che grazie alle politiche messe in campo dalla giunta Acquaroli negli ultimi due anni ha visto acuirsi i vecchi problemi, facendone nascere nuovi ancor più gravi.



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"Antonio ha vinto la sua battaglia. Dopo quasi due anni, grazie anche al forte sostegno dell’Associazione Luca Coscioni, è riuscito a far valere il suo diritto ad accedere al suicidio medicalmente assistito nelle modalità sancite dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale e ora potrà liberamente dare corso alla volontà di porre fine alle sue sofferenze in maniera serena, con il conforto dei propri cari al suo fianco”.


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“Sono perfettamente d’accordo con l’appello rivolto dai sindaci marchigiani al premier Draghi affinché resti alla guida del governo per portare a compimento il lavoro avviato in questi quasi due anni, a partire dalla messa a terra delle risorse contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza fino all’approvazione delle riforme in discussione in Parlamento.



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“Ho particolarmente apprezzato l’iniziativa di quei consiglieri di Senigallia che hanno sottoscritto il ricorso al Presidente della Repubblica per chiedere l’annullamento dell’incarico all’avvocato Canafoglia quale commissario straordinario della Fondazione Città di Senigallia.


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“Leggo con grande stupore e imbarazzo le giustificazioni avanzate da Acquaroli circa la sua verticale perdita di consensi rilevata dall’indagine sulla Governance poll del Sole 24 ore. Il presidente sostiene che ci vuole tempo per poter apprezzare i presunti benefici derivanti dalle riforme attuate dalla sua giunta. Ma di quali riforme parli non è dato sapere.



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“Scegliendo Lorenzo Fiordelmondo, Jesi non si è lasciata sfuggire l’opportunità di chiudere la triste parentesi degli ultimi dieci anni, caratterizzata dal governo della destra mascherata da civismo, per aprirsi a una stagione di grande cambiamento politico e sociale, in sintonia con la cultura, la storia e la tradizione della città.



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"Non è con il silenzio, né con la fuga dalle proprie responsabilità che la giunta Acquaroli può lavarsi la coscienza rispetto al danno arrecato a Fabio Ridolfi, a cui il servizio sanitario regionale ha negato il diritto ad accedere al suicidio assistito, nonostante il Comitato etico dell’Asur gli avesse riconosciuto la sussistenza dei quattro requisiti individuati dalla sentenza della Corte Costituzionale Cappato/Dj Fabo".


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"I casi di Mario e Antonio nei mesi scorsi, e quello di Fabio oggi, dimostrano l’urgente necessità di arrivare a una legge nazionale chiara e senza fraintendimenti, affinché siano eliminate le pieghe presenti nella sentenza Cappato/Dj Fabo in cui, purtroppo, si insinua quella equivoca discrezionalità delle aziende sanitarie regionali che allunga i tempi e il dolore di chi vorrebbe porre fine alle proprie insopportabili sofferenze in maniera consapevole e dignitosa".


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È finita con un incredulo Carlo Ciccioli che, in barba al regolamento, invitava la presidenza del consiglio regionale a ripetere il voto. In effetti, quella ottenuta oggi dal centrodestra è la classica vittoria di Pirro che va ad acuire ulteriormente le spaccature all’interno della maggioranza che sostiene il presidente Acquaroli.



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“Carlo Ciccioli è sempre lo stesso: quando non sa spiegare e va in difficoltà, inevitabilmente ricorre agli insulti. Egli può raccontarsela come e quanto vuole, ma i fatti parlano chiaro: durante l’ultimo consiglio regionale, l’assessore Guido Castelli, dichiarando di voler approfondire la pratica, ha chiesto di rinviare la mozione del Partito Democratico che impegna la giunta regionale a revocare la nomina del commissario straordinario della Fondazione Città di Senigallia.



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“La cappa di strumentalizzazioni e scorrettezze che ha permesso alla destra marchigiana e senigalliese di vincere le elezioni si sta dissolvendo. Prova ne sia il tracollo di popolarità fatto registrare dal presidente Acquaroli, che nell’annuale rilevazione annuale sull’indice di gradimento dei governatori italiani fa segnare un clamoroso – 9% rispetto al 2021, peggiore performance a livello nazionale.