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“Innalzare la soglia di spesa destinata alla Salute Mentale nelle Marche che attualmente si attesta al 2,3% del Fondo Sanitario Nazionale destinato alla nostra Regione, adeguandolo per lo meno alla media nazionale che è pari al 3,5%, comunque al di sotto di quel 5% fissato attraverso il POSM (Progetto Obiettivo Salute Mentale 1998/2000, percentuale confermata dalla Conferenza Stato Regioni del 24 gennaio 2013. Si tratta di un atto di civiltà e di andare incontro alle reali esigenze dei malati e delle loro famiglie”.






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Dopo aver proclamato lo stato di agitazione e dopo tre “scioperi a sorpresa” (comunicati all’azienda poco prima dell’astensione dal lavoro): il 2 luglio, il 9 e il 10 luglio, i sindacati Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Pesaro Urbino,  assieme alla Rsa, hanno stabilito, dopo l’assemblea con i lavoratori,  lo stato di agitazione  a oltranza e un altro pacchetto di scioperi al punto ristoro Sarni Maglione Srl, sull’autostrada A-14, nei pressi di Marotta.





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Mai come quest’anno l’attacco operato nei confronti degli stagionali del turismo ha manifestato tutta la sua insolenza, in un’estate particolarmente calda, non solo per gli esiti disastrosi determinati dalla pandemia ma anche per le irragionevoli ingerenze delle associazioni datoriali di categoria circa la mancanza di personale disponibile a lavorare.



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“La sospensione del Piano industriale rappresenta uno spiraglio di luce per il futuro di centinaia di famiglie e per l’intera area del fabrianese. L’obiettivo, ovviamente, deve rimanere il ritiro del medesimo e, in particolare, il blocco dei licenziamenti annunciati a marzo.


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“Saluto con soddisfazione la sospensione del piano strategico da parte di Elica. Certamente, il fermo no a qualsiasi ipotesi di forte delocalizzazione e, di conseguenza, di un così grande numero di esuberi, portato avanti dalla Regione Marche, con il Presidente Francesco Acquaroli in testa, ha iniziato a dare i propri frutti”.





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Istituire una Zona logistica semplificata rafforzata nelle Marche, per sostenere le aziende locali ed evitare chiusure. E' la proposta avanzata da Alessia Morani, deputata del Pd, che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa a Cerreto d’Esi (AN) con i consiglieri regionali del Maurizio Mangialardi, Antonio Mastrovincenzo e Romano Carancini.



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“Siamo ancora una volta qui, a fianco dei lavoratori dell’Elica e delle organizzazioni sindacali per chiedere il ritiro del Piano industriale presentato dall’azienda, che, con i suoi propositi di delocalizzazione delle linee produttive in Polonia, mette a rischio oltre 400 posti di lavoro.




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«La Regione deve tutelarsi nelle sedi opportune e annullare la prova preselettiva del concorso per assumere 56 funzionari di categoria D». La capogruppo dei 5 Stelle, Marta Ruggeri, ha concluso con queste raccomandazioni il suo intervento in consiglio regionale riguardo a un episodio che ha provocato disagio, dissapori e perplessità fra i quasi 1.500 candidati.



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Priorità ai disoccupati over 30 e ai giovani laureati under 30 non occupati: è la finalità della delibera di giunta che assegna oltre 700 mila euro del POR Marche Fse 2014/2020 destinati a dare continuità alle azioni a supporto dell’inserimento lavorativo di disoccupati giovani e adulti per migliorarne le condizioni di accesso al mercato del lavoro.


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“La posizione espressa dall’Elica, dopo l’incontro con la Giunta regionale, rappresenta un primo positivo passo avanti per favorire il dialogo tra le parti. Lo scopo della Regione, ribadito all’azienda nell’incontro bilaterale avvenuto, è di difendere il territorio, salvaguardano il lavoro nelle Marche.



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Passaggio epocale per l'azienda di Montegranaro leader nel mondo delle sneakers: al via la campagna di equity crowdfunding che porterà il brand a consolidarsi nel mercato internazionale con l’obiettivo di rafforzare gli investimenti, ampliare il team, aprire nuovi negozi monomarca e implementare la tecnologia. Un operazione di aumento di capitale aperta a tutti mediante emissione di quote a partire da 500 euro fino a oltre 500.000 euro.


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“Seppur in ritardo, e forse mal volentieri, finalmente sembra che anche il presidente Acquaroli, uscendo dal suo solito torpore, abbia deciso di spendere qualche parola contro lo sciagurato piano industriale di Elica che, a tutt’oggi, prevede la delocalizzazione in Polonia degli impianti di Cerreto d’Esi e Mergo e il licenziamento di 409 lavoratrici e lavoratori.



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Anche lunedì mattina esponenti del gruppo assembleare del Partito Democratico hanno sfilato in corteo con i lavoratori dell’Elica per chiedere il ritiro del piano industriale annunciato dall’azienda. Presenti il capogruppo Maurizio Mangialardi e i consiglieri Antonio Mastrovincenzo, Manuela Bora e Romano Carancini.


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Le Associazioni degli artigiani dell’edilizia ANAEPA-Confartigianato e CNA Costruzioni Marche ribadiscono la necessità di rivedere con celerità il Prezzario per la ricostruzione nelle aree colpite dal terremoto e il Prezzario regionale per i lavori edili, assolutamente inadeguati alla fase di forte rialzo dei prezzi in atto da almeno 4 mesi.


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“Abbiamo chiesto con forza all’azienda di ritirare il piano, come chiesto dalle sigle sindacali per avviare un confronto. Abbiamo registrato un’apertura a una discussione e a una profonda revisione del piano stesso, non c’è però la disponibilità a ritirarlo”. È l’esito dell’incontro con i vertici aziendali di Elica, riferito al termine dal presidente della Regione Francesco Acquaroli.


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“Probabilmente né il presidente Acquaroli, né gli assessori Aguzzi e Carloni, hanno compreso la portata della crisi sociale ed economica che rischia di innescare la delocalizzazione in Polonia delle linee produttive di Cerreto d’Esi e Mergo annunciata dalla proprietà di Elica Spa e la conseguente perdita di oltre 400 posti di lavoro.



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“Lo sciopero di oggi, che oltre ai lavoratori dell’Elica ha visto partecipare le maestranze di tante aziende del territorio, manda un messaggio molto chiaro alla direzione: venga immediatamente ritirato l’infausto piano di delocalizzazione in Polonia che prevede il licenziamento di oltre 400 lavoratori e ci si sieda al tavolo con il sindacato per aprire un confronto vero su come mantenere in Italia la produzione e migliorare la competitività sul mercato nazionale e su quello estero.


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Fratelli d’Italia è vicina a tutti i lavoratori di Elica e alle loro famiglie in un momento così delicato per incomprensibili scelte di delocalizzazione riguardo una realtà produttiva fortemente radicata nel territorio fabrianese e con dati che non giustificano le decisioni di abbandonare.