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comunicato stampa

Programma annuale politiche del lavoro 2024: Mastrovincenzo, troppe carenze e scarsa progettualità

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Il Programma per le politiche attive 2024 proposto dalla Giunta regionale, su cui ieri in II Commissione il Gruppo del Partito Democratico non ha espresso parere favorevole, è un testo che lascia molto a desiderare. Pur prevedendo alcuni interventi apprezzabili, presenta carenze sotto diversi aspetti e su alcuni temi non tiene affatto conto di quanto previsto nel Piano Triennale approvato a gennaio e, in particolare, delle proposte avanzate allora dal nostro Gruppo, inserite poi nel documento approvato.

A partire dalla tematica fondamentale della sicurezza nei luoghi di lavoro: nel Programma è quasi totalmente assente, non si prevede un aumento di risorse per il finanziamento delle attività di prevenzione e un incremento del numero di addetti alle attività di prevenzione, né si fa cenno al tema delicatissimo dei sub-appalti. Sull'occupazione giovanile non è chiaro quante risorse siano destinate realmente alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro e non si prevede quanto da tempo auspichiamo: la promozione di forme di inserimento lavorativo dei neolaureati con progetti che coinvolgano le Università attraverso borse di studio per dottorati di ricerca in ambiti strategici, per raccordare la ricerca accademica con il tessuto economico regionale. Per quanto riguarda l'occupazione femminile, a differenza di quanto stabilito nel Piano Triennale, non sono previsti incentivi né ai congedi parentali maschili né alle assunzioni a tempo indeterminato di donne vittime di violenza e beneficiarie di interventi di protezione.

C'è una progettualità molto carente per quanto riguarda l'inserimento lavorativo dei disabili e nulla si dice per promuovere forme di autoimpiego, come peraltro previsto nella Legge regionale n. 2 del 2005. E' stata dimenticata completamente l'emersione del lavoro irregolare, che invece era ben trattata nel Piano Triennale, in cui si rilanciava la collaborazione istituzionale e con le parti sociali, così come non si parla di contratti di solidarietà difensivi, che rappresenterebbero un intervento concreto per coloro che rischiano di perdere l'occupazione. Infine per quanto riguarda la formazione, il Programma non si basa su un adeguato approfondimento sui reali fabbisogni delle imprese e non è previsto un ampliamento dell'offerta degli ITS, che vanno sempre più valorizzati perché sono un'opportunità di assoluto rilievo e l'espressione di una strategia vincente di connessione delle politiche di istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali. Da un Programma che prevede uno stanziamento complessivo particolarmente ingente di 102 milioni di euro, in gran parte risorse europee, ci aspettavamo interventi decisamente molto più concreti per un lavoro sicuro e di qualità.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-05-2024 alle 11:08 sul giornale del 18 maggio 2024 - 30 letture






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