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Senigallia: Escalation di casi di pertosse tra gli adolescenti: il medico, "Serve più copertura vaccinale, rischio alto solo per i neonati"

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E' una escalation di casi di pertosse quella che si sta riscontrando da un paio di mesi a Senigallia. La malattia infettiva, che solitamente colpisce i bambini e i neonati (di qui l'importanza della vaccinazione) sta contagiando sempre più ragazzini nella fascia dai 10 ai 15 anni, anche se non sono mancati casi di positività anche tra gli adulti.

In queste settimane molti i casi segnalati e altri trattati “in casa” che denotano una recrudescenza della patologia. Tra i casi diagnosticati ufficialmente figurano anche alcuni studenti delle scuole medie, come nel caso della scuola Media Marchetti che ha inviato ai genitori una nota dell'AST che comunica di aver registrato alcuni casi di pertosse tra gli studenti.

“La pertosse è una malattia infettiva di origine batterica molto contagiosa e a differenza di altre malattie infantili l'immunità conferita da una prima infezione non è definitiva, ma declina col tempo così come l'immunità conferita dalla vaccinazione pertanto si possono presentare forme atipiche o atipiche e per questo è importante eseguire regolamenti i richiami vaccinali -spiega l'AST- La pertosse si caratterizza per una tosse persistente (per più di tre settimane). L'esordio della malattia si manifesta con una tosse lieve, accompagnata da qualche linea di febbre e copiose secrezioni nasali. Progressivamente la tosse diventa parossistica e si associa a difficoltà respiratorie. Nei bambini piccoli, le complicazioni più gravi sono costituite da sovrainfezioni batteriche. Il periodo di incubazione può variare da 5 a 21 giorni, in media 10 giorni. La pertosse è altamente contagiosa. soprattutto nel periodo iniziale, prima dell'insorgenza della tosse parossistica. Dopo tre settimane dall'inizio della fase parossistica nei pazienti non trattati il contagio si considera trascurabile. Invece nei pazienti trattati con antibiotici il periodo di infettività è ridotto a circa 5 giorni dall'inizio della terapia anche se continua a persistere la tosse”.

Se negli adolescenti e adulti la pertosse raramente presenta complicazioni, i rischi maggiori sono per i neonati e bambini. “Negli adulti e nei ragazzini la pertosse si risolve anche spontaneamente, seppure la tosse può protrarsi per molte settimane. In questo caso però la terapia antibiotica è utile per bloccare il contagio -spiega il dott. Fabrizio Volpini, medico di Medicina Generale- nei neonati e nei bambini piccoli invece la pertosse può essere molto pericolosa per via dell'alveo bronchiale ancora non completamente formato, fino ad avere conseguenze anche letali, come purtroppo è avvenuto qualche mese fa. Fondamentale resta la vaccinazione, il cui ciclo deve essere completato ed è importante che si sottopongano a vaccinazione anche le donne in gravidanza in modo da trasmettere gli anticorpi ai neonati che fino a tre mesi non possono essere vaccinati”.

Il calo delle vaccinazioni incide anche sulla recrudescenza di una malattia, come la pertosse. “Perchè proprio ora questa diffusione di casi di pertosse che colpiscono prevalentemente i pre-adolescenti? Anzitutto perchè veniamo da alcuni anni di pandemia dove le mascherine e l'isolamente ci hanno protetto dalla diffusione dei virus respiratori -aggiunge Volpini- e poi perchè si è verificato un calo delle coperture vaccinali (non solo della pertosse ma anche del morbillo) e soprattutto dei richiami. Il vaccino per la pertosse viene somministrato a tre mesi di vita, poi ci sono due richiami a 5 e a 15 anni di età. Man mano che ci si avvicina alla data del richiamo, la copertura vaccinale si riduce e questo espone al contagio. Anche la malattia inoltre non dà un'immunità duratura, come nel caso del morbillo o della rosolia".



Questo è un articolo pubblicato il 19-04-2024 alle 19:16 sul giornale del 20 aprile 2024 - 178 letture






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