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comunicato stampa

Rette nelle rsa: i gestori delle strutture fanno chiarezza

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mani di anziana

Nel dettaglio, il Gruppo Solidarietà (in data 10 aprile 2024) sostiene in un articolo comparso nel Resto del Carlino che la vigente normativa regionale stabilisce che le prestazioni aggiuntive per i posti letto di Residenza Protetta non debbano superare il 50% della quota base. Va subito detto, per amore di chiarezza e verità, che questa affermazione non corrisponde alla realtà: gli atti normativi della Regione Marche non stabiliscono tali regole e si ritiene grave che vengano fatte simili affermazioni a mezzo stampa, con il rischio di confondere l’opinione pubblica. L’ultimo atto regionale relativo all’approvazione dello schema di convenzione (DGRM n. 1729/2010) indica, infatti, un principio: se un ente gestore eroga prestazioni aggiuntive rispetto agli standard previsti dalla Regione, deve compilare l’allegato A2, nel quale riporterà quali sono le prestazioni aggiuntive e il relativo costo al giorno per ospite. Questo documento fa parte integrante della convenzione che l’ente gestore stipula con l’Azienda Sanitaria Territoriale. Per questo motivo il riferimento alla percentuale sopra indicata dal Gruppo Solidarietà non trova fondamento giuridico.

Il Comitato Enti Gestori, inoltre, desidera porre all’attenzione della stampa e dei lettori il fatto che, in questo periodo storico, la sostenibilità gestionale delle strutture è messa a dura prova. La quota base per un posto letto in Residenza Protetta, pari a 33 euro, è stata stabilita con un atto della Giunta Regionale nel lontano 2005 (Delibera di Giunta n. 323/2005): dal 2005 al 2024, l’inflazione è stata pari al 46% (dato tratto da Indice prezzi al consumo per famiglie, operai e impiegati) e quindi il suo valore, adeguato all’indice ISTAT dovrebbe essere di 48 euro al giorno per posto letto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che i costi del personale, dei beni e servizi in questi 20 anni sono cresciuti anche per chi gestisce strutture per anziani. Per di più, dal 2005 ad oggi, la tipologia degli ospiti che entrano nelle nostre strutture è molto più complessa dal punto di vista dell’assistenza clinica: questo deriva dal fatto che, a partire dal 2011, la sanità nazionale e regionale ha ridotto molti posti letto ospedalieri, fra cui quelli di lungodegenza e geriatria. Pertanto, chi prima era ricoverato in strutture ospedaliere, viene oggi inserito nelle nostre Residenze per Anziani. I bisogni sanitari da soddisfare sono pertanto aumentati, mentre sono rimasti invariati gli standard regionali pensati nel lontano 2005, che prevedono 80 minuti di Oss e 20 minuti di Infermiere al giorno per ogni ospite: è chiaro a tutti che tali minutaggi non sono più del tutto adeguati a fornire un’assistenza appropriata e va anche detto che la qualità dei servizi richiederebbe la presenza di ulteriori figure professionali come il fisioterapista, l’educatore, l’animatore, il medico.

Inoltre, dal 2005 ad oggi sul piano delle regole organizzative si è assistito ad un elevatissimo innalzamento della richiesta sul livello di qualità che le strutture devono garantire se vorranno ottenere l’accreditamento: si legga, per intenderci, cosa prevede il nuovo Manuale regionale approvato nel 2019. Questo documento (DGR 1572/19) richiede la presenza di metodi di gestione molto avanzati e molto complessi (oltre che costosi), simili ai sistemi di gestione della Qualità ISO 9001: pianificazione, gestione documentale, piani di assistenza individuali, gestione delle infezioni correlate all’assistenza, registro indicatori di gestione, gestione del rischio clinico (FMEA), gestione degli eventi avversi e dei near-miss, gestione del benessere organizzativo, rilevazioni della customer satisfaction, audit interni, audit clinici, gestione non conformità, gestione azioni correttive, piani di miglioramento, verbali di riesame. Queste nuove regole non sono state introdotte in altre Regioni italiane, dove però la contribuzione sanitaria è più alta rispetto alle tariffe sanitarie marchigiane (vedi Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, ect). In Italia, infatti, il costo medio di una degenza giornaliera in una struttura per anziani non autosufficienti è pari a circa 100 euro al giorno: nelle Marche c’è chi ancora pensa che siano sufficienti 70 euro (33€ quota base +37€ quota sanitaria). Gli Enti Gestori marchigiani hanno sempre dichiarato il loro accordo a che gli anziani debbano ricevere prestazioni sicure, appropriate e di qualità e, non da ultimo, umanizzanti.

Lavorare nel nostro settore è diventato molto difficile per le responsabilità che presuppone la presa in carico di un ospite non autosufficiente e il rispetto di queste stringenti normative. È ancora più difficile farlo senza una adeguata contribuzione economica e non ricevendo sostegno da chi dichiara di voler tutelare gli anziani. Deve essere chiaro a tutti gli attori in gioco che prendersi cura di un anziano fragile oggi ha un costo molto maggiore rispetto a 20 anni fa e che questi nuovi costi qualcuno li deve pur coprire. Gli Enti Gestori stanno facendo il massimo per garantire una presa in carico dignitosa ad ogni ospite, ma è evidente che occorrono maggiori risorse per finanziare la spesa sanitaria. Pensare che il problema possa essere risolto con la demagogia o con dichiarazioni inesatte non porterà da nessuna parte.



mani di anziana

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-04-2024 alle 21:11 sul giornale del 19 aprile 2024 - 202 letture






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