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comunicato stampa

Carceri marchigiane, numeri allarmanti: Mastrovincenzo: la giunta Acquaroli dia seguito alle promesse fatte

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I numeri illustrati dal Garante regionale dei diritti dei detenuti rispetto ai tentativi di suicidio e ai gesti autolesionistici nelle carceri marchigiane nel 2023 (uno ogni due giorni solo a Montacuto) sono allarmanti. Così come sono preoccupanti quelli denunciati dall'Associazione Antigone rispetto all'utilizzo di farmaci sedativi o antidepressivi.

Complessivamente è ormai evidente un costante aumento di detenuti affetti da patologie particolari e, di contro, una costante carenza di professionalità che seguano questi aspetti; la situazione nelle strutture carcerarie è sempre più critica sia per il sovraffollamento che per la mancanza di personale sanitario: psicologi (appena 17 per 900 detenuti), mediatori culturali, educatori, agenti di polizia penitenziaria. E' chiaro quindi che il tema della "sanità penitenziaria" è di assoluta priorità ed è di esclusiva competenza della Regione. Occorre allora investire in sanità penitenziaria e investire sulla salute mentale perché le situazioni critiche vanno intercettate prima del carcere, ma le Marche continuano ad essere penultime in Italia proprio per la percentuale di spesa sulla salute mentale. Nel Piano Socio Sanitario 2023-2025 approvato ad agosto scorso, si specifica che la sanità penitenziaria, a cui è dedicato un intero capitolo, "ricomprende servizi di medicina generale, di pronto intervento, di medicina specialistica, di salute mentale e per le dipendenze" e poi si precisa che "tutti gli interventi sanitari nei diversi Istituti di pena, presenti nella regione Marche, devono garantire all’interno di essi tutti i livelli essenziali di assistenza (LEA)".

Nel paragrafo "Screening hcv e piano rischio suicidario" si scrive che "si deve privilegiare la medicina d’iniziativa ri- spetto alla anacronistica medicina di attesa, che fa riferimento alle richieste dei detenuti, rispettare l’appropriatezza delle prestazioni, adottare priorità cliniche per le prestazioni, nel rispetto della specificità dei diritti dei detenuti". Si evidenzia poi che "occorre proporre e condurre azioni di sviluppo, in accordo con la Amministrazione Penitenziaria, in diversi ambiti: dallo specialistico al diagnostico, dall'assistenza di base fino all'area della salute mentale e delle di- pendenze, garantendo "una diffusa assistenza psichiatrica e psicologica, anche per evitare il rischio suicidario, e la cura delle dipendenze." Si prevede infine un investimento per la stabilizzazione di alcuni operatori sanitari, in particolare referenti clinici, psi- chiatri e infermieri che possano garantire la qualità delle cure e l’equità all’accesso, oltre ad un investimento tecnolo- gico e informatico, per assicurare le prestazioni specialistiche necessarie. Purtroppo dopo tre anni e mezzo dall'inizio della Legislatura e dopo otto mesi dall'approvazione del Piano Socio Sani- tario, nulla è stato fatto, nessun intervento di quelli elencati è stato progettato e attivato, a dimostrazione che quel Piano era un mero elenco di annunci inattuabili. Le risposte fornite poi dall'Assessore Saltamartini in Aula alla mia in- terpellanza in materia sono assolutamente insufficienti. La Giunta regionale si muova, dia seguito per una volta alle promesse fatte, prima che si ripetano altre tragedie negli istituti penitenziari marchigiani.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-04-2024 alle 11:22 sul giornale del 12 aprile 2024 - 62 letture






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