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intervista

Arcevia: Marisa Abbondanzieri al lavoro per costruire una squadra per le amministrative di giugno

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Marisa Abbondanzieri in questa intervista racconta la sua Arcevia, tra l'amore per un territorio bellissimo e tanto grande, tanti cambiamenti, la passione ed il senso civico degli arceviesi.

Marisa Abbondanzieri, già Sindaco di Arcevia, già deputato, insegnante in pensione. Si parla di te come candidata a Sindaco di Arcevia nelle elezioni per il rinnovo dei Consigli Comunali che si terranno a giugno. Cosa c’è di vero?
"Il Partito Democratico mi ha chiesto di mettermi a disposizione per la candidatura a Sindaco di Arcevia per mettere al servizio della mia città l’esperienza amministrativa e la mia passione. Molti mi hanno chiesto e incoraggiato a farlo. Dopo giorni di grande riflessione e tante domande ho accettato di pensarci. Sto cercando di comporre una lista adeguata, bisogna fare la fatica di saper guardare a chi può mettere a disposizione tempo e senso civico anche nelle amministrazioni locali.
Serve l’impegno delle giovani generazioni per guardare al futuro.
I partiti con cui interloquire non ci sono più e si sente il “vuoto”, quindi guardo all’intera comunità, alle energie che ci sono, alle persone, tenendo fermi alcuni principi a partire dai principi costituzionali.
Siamo al primo giro, molti contatti, alcune disponibilità, alcune ritrosie “vorrei ma non è il momento, onorato/a ma…, il lavoro non mi consente di impegnarmi….” E al tempo stesso attenzione e curiosità. La fase è questa. A giorni tireremo le somme, mi auguro che in tanti sentano questa responsabilità."

Cosa c’è alla base della decisione di tornare ad impegnarsi per la comunità?
"Per quanto mi riguarda è una decisione molto sofferta ed impegnativa. Sono molto legata ad Arcevia, ho dedicato al mio territorio gran parte delle mie energie, ci vivo da sempre, conosco le generazioni che la compongono... Vita politica, amministrativa, la scuola mi hanno consentito di aver un rapporto con le persone che non si è mai interrotto e che riempe anche oggi la mia vita quotidiana.
Ho sentito il dovere di non sottrarmi a questo impegno, la formazione che ho avuto, il mio senso civico e la responsabilità non mi hanno aiutato a fare diversamente… vedremo."

Arcevia è la tua città. Come la ritrovi dopo alcuni decenni dal tuo ultimo mandato? Cosa è cambiato?
"Arcevia è sempre bella e complessa. Ha un territorio bellissimo che le amministrazioni pubbliche e i cittadini, gli agricoltori hanno saputo mantenere e mantengono con grande cura, impegno e lavoro.
I forti cambiamenti che riguardano la società italiana sono presenti anche qui e le nostre realtà vivono un periodo difficile.
Tutti i comuni italiani, ancora di più quelli sotto i 5.000 abitanti, collocati in grandissima maggioranza nelle aree interne e montane del paese, sono ormai costretti a coniugare forti tagli finanziari, dimezzamento del personale, invecchiamento demografico e denatalità, sperequazione fiscale, aumento della richiesta di servizi sanitari e alla persona, difficile viabilità e dissesto idrogeologico a causa del venir meno della manutenzione che prima effettuavano i contadini.
Di fatto grandi trasformazioni sociali ed economiche, potrei continuare all’infinito…
A questo si aggiunga, oggi, una maggiore complessità amministrativa fatta di Ambiti di riferimento, che aggregano le funzioni in campo sociale, idrico, gestione rifiuti, atti, delibere e determine dei dirigenti, procedure, vincoli, linguaggi, uso e ruolo ridondante della tecnologia, numerosi interlocutori istituzionali, funzioni indipendenti esercitate da ANAC, Corte dei Conti, ARERA, Autorità di bacino.
Una complessità e una burocrazia che non ammettono differenze tra comuni più grandi e più piccoli, che al contrario richiederebbero competenze professionali maggiori per numero e qualità, funzioni aggregate tra Comuni senza far prevalere solo i tagli dei trasferimenti dello Stato. Comunque in oltre 20 anni sono stati fatti sforzi enormi per esempio nel campo dei servizi socio-sanitari, la scuola, il servizio idrico integrato e la raccolta differenziata. Bisogna invertire la rotta, non si possono esaltare i borghi italiani e non garantire adeguate opportunità a chi vive nelle realtà minori. L’ANCI nazionale e regionale avrebbero molti temi da mettere in discussione, il dlvo 267/2000 (testo unico sull’ordinamento degli Enti Locali) va aggiornato profondamente. I Comuni non sono più quelli del secolo scorso."

Ma l'estensione del territorio comunale non è cambiata…
"Esattamente! Voglio sottolineare con forza che i 126 kmq dell’estensione territoriale sono rimasti gli stessi!
La cura del territorio e le risposte possibili fanno i conti con tutto questo. In sostanza molte sottrazioni e pochissime, o addirittura nessuna addizione. Devi strappare tutto con i denti, non ti vengono risparmiate né fatiche, né delusioni, un continuo stato d’allerta.
Nonostante tutto c’è una popolazione molto impegnata in nuove professioni, nel socio-sanitario, nell’agricoltura di qualità, nelle attività artigianali, nella grande rete della ristorazione e bar, nella Pro Loco, nei comitati delle frazioni, nell’Avis, nella Caritas, nella protezione civile, nell’accoglienza dei rifugiati, nella ricostruzione della banda musicale, nella scuola, nelle aziende produttive; in molti si sono messi in gioco e mettono a disposizione il loro senso civico per numerose iniziative. Un aspetto significativo che in questi anni ha saputo tener duro con generosità, e che va apprezzato e considerato. Da lì si riparte."

Dario Perticaroli sta terminando un mandato particolarmente difficile, caratterizzato dall’alluvione e da uno strascico giudiziario che mi permetto di definire inquietante…
"Dario, il Sindaco, va innanzitutto ringraziato per essersi messo a disposizione per un incarico molto impegnativo. 5 anni difficili, nei quali si sono presentati fatti e problemi straordinari, direi storici. Una pandemia e un’alluvione che ha provocato vittime e disastri ambientali in tutto il nostro territorio. L’ha dovuta affrontare a mani nude, senza un vero ruolo della Regione, senza personale e senza un effettivo coordinamento che prendesse in carico tutta l’asta dei fiumi Misa e Nevola, tra l’altro le competenze sul reticolo idrico sono regionali. I finanziamenti destinati o impiegati ad Arcevia, al momento, sono insufficienti. Lo strascico giudiziario anche per me è inquietante, quella sera ha fatto tutto il possibile, senza ombra di dubbio; i cittadini lo pensano e sono rimasti molto colpiti. Anche questo fatto rende tutti consapevoli del peso enorme del carico di responsabilità assegnato.
Ho espresso a lui, sin dal primo momento, tutta la mia solidarietà che sinceramente vale anche per gli altri Sindaci."

Hai già una squadra che correrà insieme a te? Che cosa proponi?
"Sto lavorando per cercare di comporla, trovo attenzione. Come ho già detto sarà il frutto di un lavoro impegnativo, l’esito dipenderà dalle effettive adesioni, non si inventa niente. Nei contatti avuti ho trovato condivisioni sulla direzione da intraprendere. Ci si chiede passione, impegno e capacità di concretizzare le scelte. Spero non ci sia un eccesso di delega, serve un lavoro il più collegiale possibile, costante, che voglia approfondire i temi del governo locale e rapportarsi ai cittadini.
Le proposte programmatiche saranno il frutto dell’apporto dei candidati. Sanità, scuola, cura del territorio e della viabilità compromessa, valorizzazione del turismo di qualità, comunità energetiche, messa in funzione della fibra ottica nelle cosiddette aree bianche, potrebbero essere alcuni dei filoni di intervento. Non è adesso il momento di fare anticipazioni. Faremo insieme le proposte e la sintesi."

Come immagini Arcevia nel caso dovessi indossare di nuovo la fascia tricolore?
“La immagino fiduciosa in se stessa, capace di esprimere, tutti insieme, le sue migliori energie, con una visione nella quale prevalga il noi sull’io. Mi auguro anche di poter effettivamente consolidare ciò che abbiamo costruito in campo sanitario e nella valorizzazione del territorio. Bisogna riprendere molti contatti con le altre istituzioni e trovare forti collaborazioni in Consiglio Comunale e nel territorio.”

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Questa è un'intervista pubblicata il 05-04-2024 alle 11:10 sul giornale del 06 aprile 2024 - 166 letture






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