counter
SEI IN > VIVERE MARCHE > CRONACA
articolo

Civitanova: truffa sul Superbonus, lavori mai eseguiti per 200mila euro e fatture fittizie, denunciato un imprenditore

2' di lettura
130

Truffa sul Superbonus: le fiamme gialle della Compagnia di Civitanova Marche, al termine di un’articolata operazione di servizio, hanno smascherato un meccanismo fraudolento ideato da un imprenditore edile di nazionalità inglese, titolare di una ditta con sede nel Maceratese, basato sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti, riguardanti l’esecuzione di lavori edili mai effettuati, e sul successivo utilizzo dei relativi crediti d’imposta indebitamente maturati in capo alla propria impresa.

L’attività in questione è stata avviata attraverso una preventiva fase investigativa rivolta alla verifica sulla corretta spettanza dei bonus in materia edilizia, previsti dal cosiddetto “Decreto Rilancio” (D.L. n. 34/2020). Nel corso delle indagini è emerso che l’imprenditore per documentare la realizzazione dei lavori edili, in realtà mai avvenuti, aveva emesso fatture nei confronti dipersone del tutto inconsapevoli (tra cui detenuti, nullatenenti e percettori del reddito di cittadinanza), dislocate su tutto il territorio nazionale, e, grazie al meccanismo dello “sconto in fattura”, aveva mantenuto la disponibilità dei crediti d’imposta maturati, utilizzandoli per compensare altri debiti tributari oppure per monetizzarli presso intermediari finanziari o istituti di credito ignari della loro provenienza illecita. In questo modo era chiaro che i relativi crediti d’imposta fossero falsi.

I Finanzieri hanno segnalato l’imprenditore alla Procura per reati fiscali e per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche. Il Gip del Tribunale di Macerata, condividendo le ipotesi delittuose delineate dalle Fiamme Gialle, ha disposto, su richiesta della locale Procura della Repubblica, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche nella forma per equivalente, di un importo pari ad oltre un milione di euro, quale profitto dei reati di truffa e di evasione fiscale.

I Finanzieri hanno così sottoposto a sequestro i conti correnti personali intestati all’indagato e i crediti di imposta rinvenuti all’interno del cassetto fiscale dell’imprenditore per un importo pari a duecentomila euro, grazie alla collaborazione con l'Agenzia delle Entrate.



Questo è un articolo pubblicato il 29-03-2024 alle 13:31 sul giornale del 30 marzo 2024 - 130 letture






qrcode