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Caos PD: la Bellomaria prova a gettare acqua sul fuoco, "Fermiamoci!"

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Dopo la bufera che ha investito il Partito Democratico regionale, culminata nella direzione di fuoco dei giorni scorsi, la leader dalla minoranza dem prova a smorzare i toni.

Dopo mesi di dissidi il vaso di Pandora si è scoperchiato con la messa all'angolo del capogruppo PD in consiglio regionale Maurizio Mangialardi da parte della segretaria regionale Chantal Bomprezzi che ne ha chiesto le dimissioni. Se Mangialardi non deciderà spontaneamente, il partito sembra destinato ad andare verso il voto di una sfiducia. Per sfiduciare l'ex sindaco di Senigallia su 7 consiglieri eletti in Regione (escluso Mangialardi) a votare la sfiducia devono essere almeno in 4. Insomma, al di là di come andranno le cose, per il partito non si delinea nulla di buono, soprattutto a livello di immagine verso l'elettorato e in vista di importanti appuntamenti come le elezioni Europee e Amministrative.

Sulla vicenda interveniene Michela Bellomaria. “A seguito delle dichiarazioni e di qualche intervista, tendenti a ravvivare polemiche vecchie e nuove, io dico FERMIAMOCI, fermiamoci, altrimenti così il PD va a sbattere. Il contributo che ho voluto dare alla direzione, attraverso la presentazione di un documento, è proprio nello spirito di unità che in questa fase ci deve caratterizzare. Documento che allego e nel quale si può leggere lo sforzo unitario che io, e diversi altri, proponiamo si debba avviare in questa fase. La stessa mia dichiarazione di voto, e la successiva non partecipazione alla votazione da parte di molti di noi, è stato un atto di amore verso il PD e non certo tendente ad alimentare ulteriori polemiche -afferma- Le frasi del nostro documento non possono essere caratterizzate da interpretazioni di parte. Esse, infatti, racchiudono un significato politico chiaro, tutto proteso ad invitare la segreteria a costruire un percorso unitario il quale, ovviamente, non può partire da nessun taglio di teste che altro non farebbe che continuare una inutile quanto dannosa divisione che tutta la comunità Marchigiana pagherebbe e non farebbe altro che ridare credibilità a una destra, che in tre anni e mezzo di governo regionale, non ha risolto i problemi reali dei cittadini”.



Questo è un articolo pubblicato il 28-03-2024 alle 15:43 sul giornale del 29 marzo 2024 - 434 letture






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