counter
SEI IN > VIVERE MARCHE > ATTUALITA'
articolo

Senigallia: Nuova cella frigorifera all'Orto Verde, "Se la burocrazia ci stoppa lo stabilimento di Cesano chiuderà"

4' di lettura
136

No al maxi investimento da 21 milioni di euro per l'espensione dell'Orto Verde e la società cooperativa agricola rischia la delocalizzazione. E' l'allarme lanciato dall'azienda che ha appena ottenuto un finanziamento a fondo perduto da di 8 milioni 771 mila euro per realizzare una nuova cella frigorifera dal PNRR ma dagli enti enti locali è arrivao il no all'ampliamento dell'impianto di Cesano.

“Nata dalle ceneri della ex Scac chiusa nel 2006, l'Orto Verde non solo ha rinnovato il vecchio stabilimento ma ha riassunto tutti gli ex dipendenti e via via è cresciuto divenendo oggi una realtà che contra 200 dipendenti ed oltre 50 milioni di euro di fatturato annuale -spiega il presidente Giampaolo Pettinari- Oggi siamo la quarta realtà italiana nella trasfromazione del prodotto surgelato. Lavoriamo con filiera cortissima perchè i nostri produttori sono soci marchigiani. Abbiamo un altro stabilimento a Rotella con altri 200 dipendenti. Siamo una attività cooperativa non speculativa con risvolti sociali importanti e abbiamo una responsabilità sociale. Dobbiamo portare avanti il nostro piano industriale per crescere e per farlo dobbiamo dotarci di nuovi impianti. Una struttura fondamentale per noi è la cella frigorifera che serve per immagazzinare i nostri prodotti, perchè ad oggi siamo costretti a portarli a Rieti o ad Ascoli Piceno, per poi riportarli qui, lavorarli e farli uscire di nuovo. E' chiaro l'enorme costo che mette a rischio la produzione. Da alcuni anni stavamo pensando ad una moderna cella frigorifera, che per definizione si sviluppa in altezza, non prevede la presenza dell’uomo perchè è tutto meccanizzato con importanti risvolti sulla salute dei dipendente. Sarebbe l'investimento più importante mai fatto da noi perché l'importo complessivo è di oltre 20 milioni di euro. La precedente amminostrazione comunale, sia maggioranza che opposizione, aveva dato l'ok all’unanimità a questo progetto che insiste in una zona industriale di completamento. Allora però non c’erano condizioni economiche ma ora, grazie al PNRR, si sono aperti nuovi bandi e noi ne abbiamo vinto uno a fondo perduto per 8 milioni di euro. Lunedì scorso ci è arrivato arrivato decreto di concessione”.

L'ostacolo principale è di natura burocratico-amministrativa dal momento che la Conferenza dei Servizi, convocata dal Comune di Senigallia, ha dato in questa fare pare negativo, principalmente dovuto all'altezza della cella frigorifera, di circa 20 metri. “Il 6 ottobre 2022 abbiamo presentato permesso di costruire ma arrivati alla convocazione della Conferenza dei Servizio solo nel gennaio scorso -aggiunge Pettinari- quando ci è stato notificato il diniego da parte del suap. Se non si sbloccherà questa impasse dovremmo rinunciare agli 8 milioni di euro e all'investimento con un danno gravissimo per l'azienda che dovrà ridimensionarsi e con lo stabilimento di Cesano di Senigallia che andrà via via a spegnersi. Se dovessimo fare investimenti futuri certamente dovremmo rivolgerci da altre parte, come ad esempio verso l'impianto di Rotella. Sembra però che l’occupazione sul territorio interessi molto poco. Noi siamo a disposizione delle amministrazioni per superare i problemi perchè crediamo nella collaborazione ma ad oggi non abbiamo trovato disponibilità”.

L'ingegnere Petrini, che ha redatto il progetto della cella frigorifera spiega che “l'impatto ambientale è ridotto al minimo, anche esteticamente perchè le superfici sono state pensate riflettenti per minimizzare l’impatto visivo e si trova comunque a ridosso dell'autostrada e con un dislivello di 18 metri più in basso”. “L'altezza è solo una scusa perchè non copre alcun paesaggio -aggiunge- sono impianti tecnologici che devono avere queste altezze, come i silos.. Non chiediamo di fare appartamenti. Sul mare si può spostare anche la strada, qui in zona industriale invece non ci si può espandere”. “Gli spazi di logistica fredda nella Marche e in Italia sono limitati per cui non è solo questione di risparmio economico ma anche di crescere. Se non abbiamo la cella non possiamo crescere” -aggiunge la dirigente Cecilia Hechtel mentre il dott. Blefari sottolineando che il progetto è stato premiato per la sua sostenibilità ambientale dal momento che riduce il trasporto su gomma".





Questo è un articolo pubblicato il 21-03-2024 alle 15:35 sul giornale del 22 marzo 2024 - 136 letture






qrcode