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Fano: Una ‘Stanza tutta per Sé’: dai carabinieri uno spazio di ascolto per le donne e per ogni vittima di violenza [FOTO]

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È colorata, arredata con un mobilio rassicurante e senza spigoli. Alle pareti le foto – donate da Simona Santorelli - di alcuni bei fiori. Specie fragili, che appassiscono con la stagione, ma che sono sempre pronte a rinascere. Un po’ come le donne, e non solo, a cui quella stessa stanza è rivolta, vittime di violenze di ogni genere. Fisica, psicologica, magari economica. Quelle quattro mura, pensate per ascoltare e proteggere, si trovano all’interno della caserma dei carabinieri di Fano. È detta la ‘Stanza tutta per Sé’, citando un saggio di Virginia Woolf e la necessità della celebre scrittrice di possedere una zona franca in cui sfogare senza lacci e lacciuoli la sua creatività. Qui gli sfoghi saranno di ben altra natura. E saranno vitali, talvolta salvifici.

Grazie all’accordo siglato nel 2015 con il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e a quello del 2020 con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, tra caserme e questure, di luoghi così ce n’erano già 251 in tutta Italia. Merito della Soroptomist International Italia, partita da Torino con questo progetto che mira ad aiutare i più fragili. Quella di Fano è dunque soltanto l’ultima stanza di una lunga lista, e di certo ne spunteranno altre. La violenza è un veleno insidioso, e la Soroptimist intende rilasciare antidoti in tutto il Paese.

“Questo spazio operativo – ha spiegato il colonnello Gianluigi Cirtoli durante la presentazione di venerdì mattina, alla presenza di autorità civili, militari e religiose – è a disposizione dei più deboli, anche dei minori e degli anziani, sempre più spesso alle prese con figli o altri familiari affetti da un disagio psichico, con tutte le difficoltà che ne conseguono nell’ambito della convivenza domestica. Questa stanza – ha proseguito – fa il paio con quella istituita a Urbino nel 2018, e ci prendiamo l’impegno di realizzarne una anche nella sede del comando provinciale di Pesaro, dove però il personale è più numeroso a fronte di spazi più limitati”.

Intanto Fano, dove da tempo si attendeva il taglio del nastro di questo luogo speciale. Ci si è messo il Covid ad allungare i tempi, ma niente ha potuto la pandemia contro la caparbietà del Soroptomist International Club di Fano e della sua presidente Maria Cleofe Contardi, emozionata nel poter finalmente presentare questa ‘Stanza tutta per sé, con i suoi arredi colorati e con l’angolo dedicato ai bambini – troppo spesso le vittima di violenza sono mamme giovani con figli piccoli -, dove chi ne avrà bisogno verrà ascoltato da personale preparato ed empatico. “Sarà un’ancora per tutte quelle donne senza più autostima – ha spiegato -, magari senza un’autonomia economica. Soprattutto, donne in balia di una nebbia psicologica da cui è difficile riemergere da sole”.

Il problema, spesso, è proprio la mancanza di consapevolezza. Si sta subendo una violenza e neppure ci se ne accorge, soprattutto quando è sottile, mentale. Quando ti distrugge dall’interno, giorno dopo giorno. Poi ci sono i casi più evidenti, quando la violenza è già fisica. Spesso il filtro è il pronto soccorso, dove le donne accorrono per farsi visitare e medicare. Quando il sopruso è esplicito - o visibilmente celato - si apre una cartella clinica con annesso un ‘codice rosa’ riconoscibile soltanto dagli operatori sanitari. A questo punto si dà avvio a un percorso personalizzato, nel pieno rispetto della riservatezza della vittima, con le forze dell'ordine pronte a presentarsi in ospedale - anche in borghese - 24 ore su 24.

La stanza serve appunto nella fase successiva, quando è il momento di stabilire una relazione più immediata, familiare, rassicurante. Un ambiente protetto, che sa di casa, consente meglio di aprirsi e di dialogare in modo costruttivo. Qui il personale può contare anche su un kit informatico – donato dalla Soroptimist - che aiuta a memorizzare, verbalizzare e anche a interpretare la comunicazione verbale e non verbale della vittima. Nei casi più gravi – quando è meglio se la donna e i suoi eventuali figli non tornino a casa – sono disponibili in diversi punti d’Italia delle dimore per un'accoglienza temporanea. “Dall’altra parte c’è l'uomo maltrattante – ha concluso Contardi -, da non abbandonare anche se è lui che crea la vittima. Va curato e accompagnato, spesso perché non in grado di capire se stesso, forse a causa di un’infanzia piena di mancanze. Nelle Marche ci sono associazioni anche per loro”.

Entusiasta di questa inaugurazione Adriana Macchi, presidente nazionale di Soroptimist International Italia. “Questo – ha detto - è il risultato di un lavoro di continuità con il territorio su temi che portiamo avanti da tempo. Siamo sempre in prima linea contro ogni violenza, che è sempre una violazione dei diritti. A Torino la ‘stanza zero’. Quella di Fano è la numero 252, la prima aperta nel 2024. Anche qui vogliamo far capire a chi soffre che c’è chi gli può dare ascolto. La speranza – ha concluso – è che questa stanza non debba mai essere utilizzata. Purtroppo, però, i dati ci suggeriscono che le cose potrebbero non andare così”.





Questo è un articolo pubblicato il 15-03-2024 alle 16:42 sul giornale del 16 marzo 2024 - 972 letture






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