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Fano: Elezioni, Stefano Marchegiani candidato a sindaco per i progressisti: “Il Pd bloccato dalle civiche, noi rimettiamo i programmi al centro”

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Una persona stimata, conosciuta dai cittadini, un professionista apprezzato con un’esperienza amministrativa ormai matura. Così Andrea Serafini - coordinatore pentastellato del progetto progressista in vista delle prossime elezioni - ha definito Stefano Marchegiani, ora ufficialmente il candidato a sindaco di questo gruppo ampio e trasversale, presentato alla stampa dopo le indiscrezioni degli ultimi giorni.

Ex segretario del Partito Democratico, candidato alle primarie del centrosinistra di dieci anni fa, vicesindaco durante la prima giunta di Massimo Seri e oggi responsabile di Azione. Il curriculum politico di Marchegiani – che si aggiunge a quelli di architetto e insegnante - è lungo e articolato. Su di lui hanno trovato una convergenza il Movimento 5 Stelle, Bene Comune, il Partito Socialista, Europa Verde, Fano Ribella, ma anche la Fano dei Quartieri e Volt. Una compagine a cui si è appunto aggiunto il partito di Calenda, rappresentato da Marchegiani che si è subito ‘imposto’ come potenziale candidato dopo settimane e settimane di fumate nere per tentare un’alleanza con il centrosinistra ‘di governo’. “Non possiamo attendere ulteriormente i travagli del Pd e i passi avanti e indietro dei candidati alle primarie – ha aggiunto Serafini -, i tempi ci impongono di iniziare la nostra campagna elettorale. E non chiamateci ‘vecchie glorie’, come ha ingenerosamente fatto qualcuno”, ha concluso in riferimento a una dichiarazione di Samuele Mascarin, assessore nonché promotore delle primarie del centrosinistra alle quali si è prontamente candidato.

Serafini ha ribadito come si sia optato per Marchegiani soprattutto perché in grado di incarnare i valori condivisi dalla coalizione – denominata ‘Progressisti per Fano 2050’, anno entro il quale l’Unione Europea vorrebbe eliminare il consumo di suolo -, ovvero la solidarietà sociale, la tutela dei beni comuni, la transizione energetica e la tutela dell'ambiente.

“Speravamo oggi in un'alleanza più completa – ha esordito Marchegiani -, e dire che in quanto a valori ci sarebbero le condizioni per andare avanti uniti, ma ci dispiace di aver trovato uno schema bloccato da una serie di legittime aspirazioni personali. Sono state le liste civiche del centrosinistra a indicare di non procedere verso una vera alleanza con noi, e ora tirano dritti verso le primarie, in merito alle quali noi di Azione non abbiamo posto veti, ma restano uno strumento divisivo. I candidati sono quattro assessori a fine mandato. È come se stessero chiedendo ai cittadini chi sia meglio tra loro. Noi invece siamo partiti dall’ascolto delle persone. Vogliamo mettere da parte i nomi e ragionare sui programmi, che per noi hanno il valore di un atto notarile di fiducia reciproca”.

Secondo Marchegiani le cose da fare sono tante. Ha definito Fano una città vera, e non un paesone come lo intende qualcuno. Indispensabile una maggiore attenzione ai giovani. “Questa è una città con molti capelli bianchi – ha detto –, ma i nostri ragazzi non sono a loro agio quando si tratta di cercare il lavoro per cui hanno studiato. Per il sociale non abbiamo una struttura in grado di affrontare certi temi. Lo stesso piano regolatore è arrivato a un punto anche su impulso di Azione, per non buttare al vento nove anni di lavoro. Ma va discusso nei tempi giusti, è inutile accelerare sul finire come si sta facendo ora. Sulla sanità sono state fatte promesse poi non mantenute, si pensi alla cosiddetta Cotignola 2 che si farà a Pesaro e non a Fano”.

E poi c’è l’annosa questione dell’interquartieri di Gimarra, contro la quale molte delle forze che oggi si sono riunite sotto il ‘cappello’ del progressismo hanno sempre dato battaglia. “Si sono persi venti milioni”, ha rimarcato Marchegiani, che ha toccato anche temi come il biodigestore e il potenziamento di Aset. E il discusso sottopasso di viale Cairoli? “Un'operazione di RFI che sarebbe buona per Bologna, mentre per il nostro viale sarebbe soltanto una grande ferita, una cicatrice. La sovrintendenza ha detto no, ripartiamo con un nuovo progetto partendo dall'ascolto dei cittadini”.

Ma per i progressisti non tutto ciò che è stato fatto dalla giunta Seri è da buttare. Anzi. “Non farò una campagna elettorale ‘contro’ – ha sottolineato il candidato -, ma ‘per’, partendo da una politica solidale e sussidiaria. Bene la piscina, ma ora manca un palazzetto. Ok anche la gestione del teatro, che ha ridato un’anima alla città con una proposta di qualità e facendo il pieno di abbonamenti. Per l’università si è fatto tanto, il Carnevale avrebbe bisogno di più finanziamenti, mentre il turismo richiede più servizi e strade asfaltate. Occorre soprattutto interpretare i bisogni drammatici delle famiglie. Sono temi deflagranti da rimettere al centro del dibattito. Il declino porta alla disaffezione e all’astensionismo”.

A proposito di consenso, i progressisti puntano al miglior risultato elettorale possibile, a una rappresentanza in consiglio comunale quanto più ampia. Ma appaiono consapevoli dello scenario politico attuale. “Oggi vogliamo sbloccare questo stagno fermo – ha proseguito Marchegiani -, caratterizzato da un Pd bloccato e dalle civiche che hanno già espresso tre candidati alle primarie. È come dire che se dovessero vincere sarebbero già pronti un sindaco e tre assessori. E ci spiace vedere i dem così ingessati, ma la nostra porta resta aperta. Dall’altra parte c’è un centrodestra con i suoi problemi, con poche idee ma con il vento in poppa”. La situazione fanese è ben monitorata anche dall’alto. In una regione oggi amministrata dal centrodestra, che si è preso pure il capoluogo e non solo, perdere anche Fano sarebbe un bel problema per il centrosinistra, a cui resterebbe – forse – la fortezza pesarese, anch’essa al voto a giugno.

Ma perché mettere la propria ‘crocetta’ sui progressisti? Il gruppo punta anche sulla discontinuità, “perché – ha detto Marchegiani - non amministreremo giorno per giorno, e porremo fine alla politica del ‘non far danni’ assumendoci le nostre responsabilità”. Eppure all’interno di Azione vi sono anche lo stesso Seri – che ha già fatto il suo endorsment per Etienn Lucarelli per le primarie del centrosinistra - e altri rappresentanti delle sue liste. Uno scenario che può risultare quantomeno contraddittorio. “Io gli ho chiesto di fare da guida in questa fase – ha spiegato Marchegiani -, ma se preferisce affidare la città a chi non c'entra con Azione è un problema che deve affrontare lui. La sua è una visione ancorata a quanto fatto fino a oggi, cosa che noi non condanniamo, ma serve un rilancio. Vogliamo alzare l'asticella su questioni che non possiamo più rimandare”.





Questo è un articolo pubblicato il 15-02-2024 alle 21:33 sul giornale del 16 febbraio 2024 - 350 letture






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