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Macerata: Truffe agli anziani, un'indagine dei carabinieri fa finire ai domiciliari due giovanissimi

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Due ventenni di origine napoletana sono finiti ai domiciliari con l'accusa di aver messo a segno due truffe e di averne tentata una terza, sempre a danno degli anziani, con la storia del falso incidente. Si tratta di Fabio Giuseppe Ramaglia e Carmine Arianello.

A individuarli, attraverso una indagine articolata e meticolosa, sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo di Macerata.

Gli accertamenti su di loro erano partiti in seguito a un episodio avvenuto lo scorso giugno a Viterbo, dove i due ragazzi avevano provato a raggirare una donna di 82 anni. Uno dei due aveva telefonato all’anziana spacciandosi per carabiniere, facendole credere che il figlio avesse avuto un incidente e chiedendole 5mila euro per l’avvocato. Per fortuna, pochi giorni prima la pensionata aveva sentito in televisione una storia simile e ha capito che era una truffa, così ha fatto finta di crederci, ha dato appuntamento al falso maresciallo per la consegna dei soldi e quando è arrivato ha trovato i veri carabinieri. Così i due campani erano stati arrestati.

Le indagini sui loro spostamenti hanno rivelato che prima di Viterbo erano stati a Tolentino, così dal Lazio la segnalazione è stata inviata a Macerata. Qui i carabinieri del Nucleo investigativo hanno scoperto che il 15 giugno, prima dell’arresto dei napoletani, due ultrasettantenni erano stati raggirati a Tolentino, consegnando ognuno qualche migliaio di euro; un altro tentativo era andato a monte perché il pensionato, sapendo che spesso i truffatori tengono bloccato il telefono alla vittima, era andato dal vicino, aveva chiamato il figlio e aveva accertato che stava benissimo. Anche a Foligno poi era stata messa a segno una truffa con lo stesso trucco. Per capire se i banditi di Tolentino fossero gli stessi di Viterbo, i militari di Macerata hanno svolto una serie di indagini tecniche, ad esempio con i cellulari.

Alla fine, il sostituto procuratore Rita Barbieri ha chiesto per tutti e due la misura cautelare in carcere. Il giudice per le indagini preliminari Daniela Bellesi aveva disposto invece solo l’obbligo di dimora a Napoli. La procura ha fatto allora appello, che è stato accolto; il caso è arrivato infine in Cassazione, e nei giorni scorsi la Corte ha riconosciuto la necessità di una misura più restrittiva per i campani, mettendoli ai domiciliari: sono state condivise le conclusioni delle indagini e l’esigenza di evitare che la coppia potesse commettere di nuovo lo stesso reato.



Questo è un articolo pubblicato il 31-01-2024 alle 15:43 sul giornale del 01 febbraio 2024 - 54 letture






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