counter
SEI IN > VIVERE MARCHE > CRONACA
articolo

Recanati: Recanati: eseguita l'autopsia sui corpi delle sorelle Stortini. Avevano scelto una vita solitaria

2' di lettura
226

Venerdì 8 dicembre il PM Carusi ha conferito ufficialmente l'incarico al dott. Tombolini per eseguire subito l'autopsia sui corpi delle sorelle Stortini, Luisa Berenice (69 anni) e Piermaria Luigia (71).

L'esame autoptico è stato poi rinviato a oggi, 9 dicembre, prima del via libera alla sepoltura. La Procura ha aperto un fascicolo.

Le due donne, trovate morte dopo mesi nella loro abitazione in Corso Persiani 27 a Recanati, avevano scelto la vita solitaria. Erano una a fianco all'altra e probabilmente il decesso è avvenuto per inedia. Infatti la più grande, a causa di una caduta accidentale, non era più in grado di uscire per la spesa che di solito facevano insieme. La più piccola, non essendo autosufficiente, era impossibilitata ad adempiere a questo compito. Inoltre le donne, per il loro carattere scontroso e diffidente, non avevano rapporti nè con eventuali parenti nè con i vicini o con le istituzioni. È possibile che entrambe siano morte lentamente perchè denutrite.

Le due sorelle avevano sempre vissuto insieme, facendosi compagnia a vicenda. Originarie di Macerata, erano rimaste orfane giovanissime.

Secondo i vicini di casa, le donne rifiutavano rapporti con chiunque, dai parenti al vicinato, alle istituzioni. Gli infissi delle finestre della loro casa, che avevano ereditato, erano sempre chiusi ed era raro incontrarle in strada.

Uscivano solo per fare la spesa e percorrevano a piedi chilometri per raggiungere i supermercati, perlopiù quelli della periferia.

L'intera comunità è stata sconvolta dal macabro ritrovamento. Le sorelle avevano optato per una vita solinga e questo le aveva fatte sfuggire a ogni forma di controllo su particolari stati di solitudine. Il medico di famiglia, che avevano scelto da poco, ha dichiarato di non averle mai incontrate. Una volta aveva provato a contattarle ma senza ottenere risposta. Neanche il parroco, don Pietro Spernanzoni, aveva mai avuto modo di parlare con loro. Non frequentavano la chiesa e le conosceva solo di vista.

Vivevano con un modesto reddito e non erano seguite dai servizi sociali. Gli unici parenti erano dei lontani cugini con i quali non c'erano rapporti.

In questi giorni in molti si interrogano sul problema dell'indifferenza, soprattutto perchè l'episodio è avvenuto in una città con poco più di 20mila abitanti. Resta il fatto che le donne avevano volontariamente scelto di andare avanti con quel poco che possedevano, senza mai chiedere il supporto di nessuno, e questo purtroppo le ha condotte a un tragico epilogo.



Questo è un articolo pubblicato il 09-12-2023 alle 14:46 sul giornale del 11 dicembre 2023 - 226 letture






qrcode