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Fano: La Pala del Perugino è tornata a casa: in mostra il capolavoro restaurato, folla delle grandi occasioni all’inaugurazione [FOTO e VIDEO]

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C’è stato addirittura chi aveva mandato degli emissari per scoprire i suoi spostamenti. Non erano stalker, ma estimatori, potenziali committenti, che quel Pietro Perugino lo apprezzavano davvero, e che per questo lo volevano ‘assoldare’. L’artista, a cavallo tra il 1400 e il 1500, era una vera star della pittura. La grande stima nei suoi confronti non è affatto qualcosa di postumo: tutti lo volevano, tutti lo cercavano già quando era in vita. Pure in modi poco ortodossi. Lui che è morto cinquecento anni fa, e che per questo lo si sta celebrando a dovere da inizio anno. Lo ha voluto fare anche Fano, giocando d’anticipo e commissionando il restauro di una sua importante opera del 1497, la ‘Pala di Durante’, tornata all’ovile appena in tempo, a cavallo tra la fine delle celebrazioni per l’anniversario della scomparsa dell’artista e l’inizio degli eventi legati a Pesaro Capitale della Cultura, durante i quali anche Fano si ritaglierà il suo spazio.

Platea delle grandi occasioni, giovedì mattina, nella Sala di rappresentanza della Fondazione Carifano, che ha ospitato l’evento inaugurale della mostra dedicata proprio alla Pala del Perugino, all’epoca commissionata da Fano all’artista umbro – insieme all’Annunciazione - e oggi rimessa a nuovo, anche se non è tornata al suo antico splendore. Il risultato del restauro parrebbe suggerire il contrario, ma – per dirla con le parole di Emanuela Daffra, direttrice dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, il più importante al mondo, che si preso cura dell’opera - “i segni del tempo sono indelebili”.

Quanto si può però oggi visionare nella Sala Morganti della Pinacoteca di Fano – fino al 7 aprile, dal venerdì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, domeniche e festivi dalle 10 30 alle 12 30 e dalle 15 alle 19 - è stupefacente. I colori sono brillanti, e di certo si è mantenuta intatta tutta la poetica del Perugino, definito da Daffra ‘l’artista non del dramma, ma dell’armonia’. E c’è davvero un senso di velata quiete in quei volti così ben raffigurati, così come nei paesaggi dietro le loro spalle.

Orgoglioso il sindaco Massimo Seri, che nonostante l’influenza non è voluto mancare al taglio del nastro. “Questa è un’occasione che non ci saremmo potuti far sfuggire – ha detto -, a cinquecento anni dalla morte del Perugino che ha avuto un così importante rapporto con la nostra città”. Fierezza anche nelle parole dell’assessora al turismo Cora Fattori, secondo cui certi risultati sono il frutto di un lavoro di squadra – di certo è stato determinante vincere un bando della Regione -, e che ha ricordato che seguiranno tante iniziative (da qui il nome di mostra-dossier, a detta della curatrice e docente Anna Maria Ambrosini Massari), tra cui alcuni incontri sull’importanza di tale restauro, e addirittura un catalogo pensato per i bambini, così da sensibilizzarli all’arte quando sono ancora delle ‘spugne’. Peccato manchi ancora il catalogo vero e proprio, che sarà dedicato allo storico direttore di pinacoteca e biblioteca Franco Battistelli, ma d’altronde il restauro è appena terminato, e ci si è affrettati a inaugurare la mostra in tempo per le festività natalizie, magari nella speranza di attirare qualche turista in più.

Di certo l’opera del Perugino ha già attratto tantissimi curiosi. Non soltanto istituzioni, giornalisti e addetti ai lavori hanno dato una prima occhiata all’opera in pinacoteca. C’erano curiosi e studiosi, anche giovani. Una bella notizia nella bella notizia, rappresentata di per sé dal ritorno a casa del capolavoro del Perugino, che in primavera tornerà a Santa Maria Nuova. Sarà per l’uso del colore, sarà per le minuzie, sarà perché sull’opera aleggia la mano di Raffaello. Di certo la curiosità è tanta, e lascia presagire buoni numeri per la mostra.

“Bene la visione ottocentesca dell'arte – ha detto Ambrosini Massari -, ma al di là della filosofia il nostro è un lavoro che ha a che fare con la materia e con i materiali, e questo tipo di restauro ci ha permesso di tornare a contatto con la materia e con i materiali utilizzati dal Perugino, il più grande artista della sua epoca, e che si narra amasse tanto il mare di Fano”.

“Questa è una giornata di festa – ha aggiunto Daffra -, e ci permette di percepire quel fermento umanistico che vi era a Fano in quel periodo. Il dipinto è stato studiato a fondo, si è indagato sui materiali e sui loro elementi costitutivi. Poi è stato eseguito un intervento minuzioso, senza aggiungere nulla a quanto voluto dal Perugino, che era maestro nell’uso del colore e della pittura a olio, con le sue velature raffinatissime che esprimono una certa naturalezza. Questa mostra – ha concluso – consentirà di guardare le figure negli occhi, perché posizionate ad altezza d’uomo”. A corredo anche dei video che spiegano le varie fasi del restauro, portando alla luce le difficoltà incontrate, divenute sfide poi così ben superate.

Segue una gallery fotografica, qui un breve video.





Questo è un articolo pubblicato il 08-12-2023 alle 15:47 sul giornale del 09 dicembre 2023 - 834 letture






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