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Senigallia: Furbetti del fisco: il Comune recupera altri 141 mila euro di Imu e Tasi evase

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Il Comune alla carica per la riscossione dei tributi comunali non pagati negli ultimi anni. I furbetti di Imu e Tasi in particolare dovrebbero avere le ore contate. Dopo gli accertamenti degli anni passati che hanno portato alla luce un vero e proprio tesoretto di evasione fiscale, con quasi due milioni di euro di cartelle che non erano state pagate dal 2018 al 2020, è tempo ora si stringere il cerchio attorno ai contribuenti inadempienti degli ultimi due anni.

Si tratta di ulteriori 141 mila euro non pagati per Imu, la tassa sugli immobili e terreni che viene applicata sui beni immobili ad accezione che sulla prima casa mentre la Tasi è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo un immobile.Se qualcuno poteva dirsi moroso per errore o dimenticanza, dopo gli avvisi bonari notificati ai diretti interessati, non ci sono più scusanti.

Il Comune infatti ha espletato “tutti i vari tentativi possibili di recuperare le cartelle non pagate” ed ora occorre procedere con la riscossione coatta. Nel secondo semestre del 2022 infatti l'ente ha notificato ben 280 avvisi di accertamento per Imposta Municipale Unica (IMU) e Tassa sui Servizi Indivisibili (TASI) relativi ad annualità pregresse, che risultano ad oggi non ancora riscossi. In particolare si tratta ben 141 mila e 409 euro. Di questi 127.894,74 euro sono relativi all'Imu e i restanti 13.515,16 euro sono per la TASI. Il compito di procedere con la riscossione coatta è stato affidato ad Abaco S.p.A., società con cui il Comune ha da tempo un contratto di collaborazione. Nella tranche precedente, quella risalente aglle annualità dal 2018 al 2020, in totale gli avvisi di accertamento Imu e Tasi notificati per cartelle che non erano state riscosse ammontavano a 2 milioni e 408.354,28 euro. In quel caso l'importo era stato suddiviso in due lotti: uno per un importo di un milione e 942.784,03 euro e costituito da 146 titoli e un secondo lotto per un importo di 465.570,25 euro costituito da altri 526 titoli.

La normativa in vigore prevede che in caso di riscossione coattiva possono essere addebitati al contribuente oneri di riscossione pari al 3%, ovvero al 6% (a seconda che si paghi entro o oltre 60 giorni dalla notifica) con un tetto rispettivamente di 300 o 600 euro. Il pugno di ferro contro i furbetti del fisco è iniziata ormai da qualche anno e anche se la tempistica di riscossione finale non è sempre immediata, i risultati man mano arrivano nelle casse comunali.



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Questo è un articolo pubblicato il 04-12-2023 alle 17:09 sul giornale del 05 dicembre 2023 - 334 letture






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