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comunicato stampa

Pesaro: Psichiatria, Biancani: “Pazienti, famiglie e personale lasciati nella totale incertezza a meno di 10 mesi dall'annunciato trasferimento"

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"Restano ancora senza risposta tutti gli interrogativi sul futuro dei servizi psichiatrici. Purtroppo alla mia nuova interrogazione l'assessore non ha fornito alcun aggiornamento". E' del tutto insoddisfatto il Vicepresidente del Consiglio regionale Andrea Biancani (Pd) dopo la risposta ricevuta in Aula al suo nuovo atto ispettivo sul trasferimento dei servizi di salute mentale e sul reparto di psichiatria attualmente nel presidio di Muraglia dell'ospedale di Pesaro.

"Un trasferimento – puntualizza Biancani – in parte già indicato nell’accordo sul nuovo ospedale sottoscritto a ottobre 2022 da Regione, Comune e Azienda Sanitaria. Il protocollo prevedeva che le strutture sarebbero state trasferite entro il 30 settembre 2024, data ribadita più volte anche nelle ultime settimane.

Questo significa che a meno di 10 mesi dalla scadenza non si sa ancora nulla, che fine faranno i 100 posti letto? Pazienti, famiglie e personale sono lasciati nella totale incertezza. Non sappiamo dove e quando saranno trasferiti i servizi e se lo spostamento del reparto di psichiatria a Fano sarà temporaneo o definitivo. Altra domanda senza risposta è quella relativa alle offerte inviate da più di due mesi all'Azienda sanitaria territoriale dopo il bando per ricercare immobili in locazione. Si ricorrerà ad edifici privati o si utilizzerà il patrimonio pubblico? La Regione deve fare chiarezza su quali servizi verranno trasferiti in edifici in affitto e in quali". Ricostruendo la vicenda, Biancani ricorda quanto accaduto nell'ultimo anno. "Nell'accordo 2022 la Regione aveva indicato spostamenti impossibili, in strutture non idonee o soggette esse stesse a lavori e una addirittura da costruire ex novo. Il bando è chiaro su quali siano i servizi rimasti senza futura sede. La RSA “Tomasello” che avrebbe dovuto essere trasferita nella Casa Roverella di Santa Colomba, che si è rivelata non idonea perché su quattro livelli a fronte di una esigenza di locali tutti a piano terra. Le sedi dell’Unità Valutativa Integrata (UVI), dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), del Punto Unico di Accesso (PUA) e dell’Unità Multidisciplinare Età Adulta (UMEA), per cui la nuova sede non era stata mai definita. La Struttura Riabilitativa Residenziale per la salute mentale che sarebbe stata collocata a Galantara, che però è oggetto di interventi nell’ambito del POR PNRR che sono in ritardo, quindi non sarà pronta. Il Centro di Salute Mentale che, insieme all’Assistenza Domiciliare Integrata ed altri servizi, sarebbero stati collocati nella nuova sede del Distretto di Pesaro, che sembrerebbe ancora non essere stata nemmeno individuata. Infine, le due Comunità Protette per la Salute Mentale da venti posti ciascuna (una maschile e una femminile), che avrebbero dovuto essere ospitate nel nuovo Ospedale di Comunità di Mombaroccio, finanziato con il PNRR, che è in gravissimo ritardo di progettazione e realizzazione. C'è poi l’unico trasferimento certo, quello del reparto ovvero del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, che verrebbe invece trasferito all’Ospedale S. Croce di Fano. Anche in questo caso però lo spostamento potrà avvenire solo dopo la ristrutturazione dell’area dedicata a tale servizio, senza sapere se tale trasferimento sarà provvisorio o definitivo".

“Spostare questi servizi – conclude Biancani - è un’operazione complessa che non deve penalizzare i pazienti, le loro famiglie e il personale. Attrezzare strutture anche solo temporaneamente per ospitarli non è nè facile, nè economico e soprattutto, dal momento in cui verranno individuate, serviranno mesi per attrezzarle.

Si sarebbero potute risparmiare risorse se non ci fossero stati ritardi nella disponibilità delle sedi di proprietà e se fossero state valutate in modo organico tutte le possibili sedi, compreso il recupero dell’ex ospedale psichiatrico San Benedetto di Pesaro, come sollecito ormai da tre anni, con una programmazione temporale più razionale e realistica. E' chiaro che alcune tipologie di strutture di cura e riabilitazione psichiatrica, devono essere inserite in un contesto urbano e facilmente accessibile per evitare l’isolamento e favorire le opportunità di interazione sociale degli ospiti. Caratteristiche che alcune delle soluzioni previste nell’accordo già non avevano, e di cui mi auguro si tenga conto nella scelta delle sedi da affittare. Spero inoltre che non si scelgano sedi troppo lontane tra loro e che si eviti lo spezzettamento, dato che la concentrazione di vari servizi legati alla salute mentale in un unico sito costituiva un valore aggiunto, perché facilita l’interazione fra i servizi, velocizzando il coordinamento e la collaborazione fra gli operatori, e agevola sia i pazienti che le loro famiglie che possono usufruire di un “sistema” integrato ed inserito nel contesto sociale cittadino. Ricordo che, già oggi, il personale di psichiatria, notevolmente sottorganico soprattutto di medici, deve coprire servizi sparsi in gran parte del territorio provinciale. Rischiamo che i medici debbano passare più tempo in auto per andare da una sede all’altra, che non a lavorare con i pazienti. Il servizio della salute mentale, importante e delicato, andrebbe sicuramente potenziato e rafforzato alla luce dell’aumento di richieste, dell’abbassamento dell’età dei casi, e dell’aggravarsi di alcune situazioni, come purtroppo evidenziato da ricorrenti fatti di cronaca”.

L'interrogazione è stata sottoscritta anche dalla consigliera Micaela Vitri e dal Gruppo PD.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-11-2023 alle 12:26 sul giornale del 01 dicembre 2023 - 58 letture






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