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Fermo: "ll Mio Canto libero di Mogol" in memoria di tutte le donne vittime di violenza entusiasma un Teatro Alaleona sold out

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Un grande spettacolo arricchito da Mogol con racconti di vita personale, aneddoti e considerazioni sul tema, ha fatto cantare e segnato il pubblico per contenuti ed emozioni.


Montegiorgio. Buio in sala. Sul palco esce la giovane studentessa universitaria Alice Pistilli : “ Ciao Giulia, sono una ragazza come te e non ti dimenticheremo mai”- esordisce la lettera inidirizzata a Giulia Cecchettin, la recente vittima di femminicidio che ha sconvolto tutti. Alice si emoziona e con lei tutto il pubblico che affolla il Teatro Alaleona di Montegiorgio.
Quindi sul palco, fianco a fianco, in un composto silenzio compaiono tutte le donne della Commisssione Pari Opportunità della Provincia di Fermo, capitanate dalla consigliera Luciana Mariani che introduce e dalla Presidente Francesca Palma, quelle che hanno fortemente voluto e organizzato l’evento celebrativo della giornata contro la violenza sulle donne, alle quali il Sindaco Ortenzi ha ben volentieri messo a disposizione il Teatro di casa . Tutte, tranne una , l’Avvocatessa Donatella Sciarresi , quella che la Presidente ha definito l’anima dell’evento. Lei è già seduta dietro il sipario ancora chiuso, accanto a Mogol , l’ospite altisonante con il quale interloquirà, il paroliere candidato al Premio Oscar come lui stesso annuncerà, al quale è affidato il compito di raccontare, attraverso la sua musica e i suoi testi , il senso dell’amore vero, quello che non colpisce mai, fatto di stima, sostegno reciproco e non solo di attrazione e possesso.
Prima della sua Lectio magistralis “ Il mio Canto libero”, affiancato dal bravissimo M° Barbera al pianoforte, gli interventi delle tante Istituzioni presenti che hanno detto la loro sul tema della celebrazione.
Il Sindaco e Presidente Provinciale Michele Ortenzi è stato il primo: “ Stiamo tutti vivendo iperprotetti e non siamo più abituati a perdere, soprattutto noi uomini. Occorre ripartire dall’educazione in famiglia , insegnando ai figli che ci sono anche i doveri. E ci vuole certezza della pena per chi compie certi atti”.
Il Prefetto Rocchegiani ha parlato di un “disorientamento generale in cui si ha bisogno di risposte che non siano solo normative”.
Sull’importanza dell’ascolto e del saper cogliere i segnali di disagio che le donne maltrattate mandano anche quando non hanno forza di denunciare- si è espressa l'Ispettore Tiziana Maccari della Polizia di Stato. Ha raccontato toccanti esperienze da lei vissute a contatto con le vittime di violenza, la Presidente regionale CPO Maria Lina Vitturini. Il Presidente della Fondazione Carifermo, Girotti Pucci, ha invitato a prendere coscienza del fatto che persiste ancora il rifiuto nel riconoscere la libertà della donna e quindi occorre vigilare per prevenire fatti di violenza di genere. Sulle azioni già messe in campo dall’ambito XIX si è soffermato Ranieri ricordando l’esistenza dei centri antiviolenza, della casa rifugio per donne maltrattate e dei servizi legali e psicologici a loro disposizione.
Poi , e non poteva che essere così, la scena è stata tutta di Mogol che, alla domanda della Sciarresi “Come parleresti ai ragazzi di oggi della relazione amorosa?” ha risposto con le parole delle sue canzoni, raccontate, spiegate, cantate insieme al bravissimo Giuseppe Barbera e a tutto il pubblico in sala. Una carrellata di successi indimenticabili e sempre verdi, da una generazione all’altra: Amarsi un pò",Non sarà un avventura, Anche per te, Con il nastro rosa, I Giardini di Marzo, Il mio Canto Libero, l’Arcobaleno, fino alla canzone del Sole dedicata a Giulia Cecchettin e tutte le donne vittime di violenza, cantata a squarciagola da tutto l’Alaleona. Un grande emozionante spettacolo arricchito da Mogol con racconti di vita personale , aneddoti e considerazioni, che ha segnato i partecipanti per contenuti ed emozioni.





Questo è un articolo pubblicato il 29-11-2023 alle 09:24 sul giornale del 30 novembre 2023 - 64 letture






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