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Sgominata la banda che riforniva le Marche di cocaina e hashish, 700 kg in 3 anni [VIDEO]

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Un’operazione inedita per la regione Marche. Smantellata dalla Guardia di Finanza una rete di spaccio che riforniva le Marche di cocaina e hashish importandola direttamente dai porti del nord Europa per un giro di affari da 700kg e 35 milioni di euro

«Un’operazione importante sia dal punto di vista quantitativo che dal punto di vista della repressione di un fenomeno che suscita preoccupazione e allarme sociale, in quanto dimostra essere radicato nella regione Marche» così la procuratrice della Repubblica di Ancona, Monica Garulli commenta il risultato dell’operazione “Doppio Gioco” conclusasi nelle ultime ore con l’esecuzione di 12 arresti verso componenti della banda che riforniva le Marche di Cocaina e Hashish. Sono stati infatti ricostruiti traffici per circa 700 kg di droga, per un giro d’affari complessivo, al dettaglio, pari a circa 35 milioni di euro.

LA RETE DELLA DROGA

Le indagini iniziate nei primi mesi del 2020 hanno permesso di ricostruire un quadro in cui la banda era diventata il riferimento dell'approvvigionamento di sostanza stupefacente, importandola direttamente dai porti del nord Europa per poi smistarla in tutte le Marche e nel centro Italia.

L’operazione nasce dal territorio, andando a intercettare il fenomeno odioso di spaccio nelle città marchigiane, in particolare Fano e Civitanova. In quest’ultima si verificava il caso che nel 2020 dava avvio alle indagini, quando fu scoperto un ex collaboratore di giustizia rifornire i pusher di Ancona, Macerata, Pesaro e Fermo. Partendo dai pusher, grazie soprattutto alle attività di indagine sul posto e grazie alle importanti tecnologie messe in campo, gli uomini della GdF di Ancona hanno potuto ricostruire la piramide dello spaccio marchigiano fino ai suoi vertici.

IL VERTICE

Dalle indagini emerge come a gestire la rete ci fosse una coppia di fratelli di origine albanese. I due gestivano il fiorente giro di spaccio da Porto Sant’Elpidio, dove avevano la loro attività di facciata, un concessionario di auto. La copertura era sfruttata anche per procurare ai corrieri i numerosi veicoli forniti di doppio fondo per trasportare la droga dal nord Europa.

GLI ITERMEDIARI

A fare da intermediari una coppia di uomini, sempre di origine albanese, residente a Montemarciano. I due, che lavoravano come copertura nel settore edile, ricevevano le partite di droga dai corrieri, nascondendole in un magazzino occultato in un bosco nella zona della Strada delle Saline, tra Senigallia e Montemarciano. I panetti di droga, di hashish o cocaina purissima, venivano poi ceduti ad ulteriori intermediari e spacciatori.

I CORRIERI

A conferma dell’elevato grado criminale della associazione il ruolo coperto dai due corrieri, incaricati di portare la droga nelle Marche dal Nord Europa. A ricoprire il ruolo fondamentale una coppia incensurata, lui albanese da anni in Italia e lei italiana. Ai due era stata anche creata un’identità di copertura , per giustificare i continui viaggi in nord Europa. Ai corrieri veniva fornita una macchina, modificata con un elaborato sistema di doppiofondo o vani segreti. I due raggiungevano la città tedesca di Acquisgrana, doveva avevano una casa in affitto in prossimità dell’arrivo di un carico. Qui aspettavano qualche giorno e solo all’ultimo momento venivano informati su quale citta raggiungere tra Amsterdam, Rotterdam, Bruxelles o Anversa. Le comunicazioni avvenivano in codice su telefoni criptati. Una volta ottenuta la droga rientravano in Italia per consegnarla alla coppia di Montemarciano.

Nel corso delle indagini sono stati arrestati 8 corrieri, sequestrando oltre 50 kg di cocaina in 5 macchine dotate di doppiofondo.

Non solo nord Europa, durante il periodo del covid, che rendeva più pericoloso e sospetto muoversi tra le nazioni, la banda era riuscita comunque a procurarsi la sostanza stupefacente, facendola venire da Frosinone.

LE MACCHINE

A stupire gli inquirenti anche la complessità del sistema di occultamento riscontrato in alcuni dei veicoli utilizzati. Il più elaborato presentava un pulsante sul cruscotto, che se premuto a lungo faceva aprire una fessura nel retro della vettura. Infilando un ago munito di gancio in un piccolo buco di questa fessura si sbloccava il doppio fondo che celava i numerosi panetti di un chilo l’uno.

GLI ARRESTI

L’operazione si è quindi conclusa nelle ultime 24 ore, con l’esecuzione delle 12 custodie cautelari e la denuncia di 22 soggetti con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. 10 degli arrestati sono di origine albanese e nessuno degli italiani è marchigiano, sebbene tutti fossero stabili sul territorio.

I SEQUESTRI

Importanti sono stati anche i sequestri dei beni degli accusati. Grazie al confronto tra lo stile di vita e i beni posseduti, con quanto sarebbe stato plausibile guadagnare dalle attività di copertura, gli uomini del GICO della Guardia di finanza hanno potuto procede al sequestro di beni per oltre un milione di euro. A comporre questa cifra in particolare i possedimenti dei due fratelli di Porto Sant’Elpidio, a cui è stata sequestrata una villa e alcuni appartamenti, nonché 11 veicoli nel contesto del concessionario utilizzato come copertura. Finiti nel mirino dei Finanzieri anche tre orologi di lusso sequestrati ad un corriere: due Rolex e un Cartier dall’elevato costo.

LA DROGA NELLE MARCHE

«Questa operazione dimostra che nessun territorio è indenne- commenta il comandante regionale della Guardia di finanza, generale Alessandro Barbera- Lo spaccio di sostanze avviene tramite attività sempre più alte da un punto di vista tecnologico e amministrativo. Si è quindi organizzato un sistema di contrasto internazionale per poterli fermare».

L’investigazione e l’Action Day stesso sono stati supportati dalla Rete @ON finanziata dall’UE (Progetto ISF4@ON) di cui la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) è Project Leader.

Per le attività svolte all’estero, determinante è stato il contributo della Polizia Criminale albanese in sinergia con l’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza a Tirana, della Policía Nacional spagnola e della Police Fédèrale belga.

La maxi operazione antidroga è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona e condotta, nelle Province di Ancona, Fermo, Macerata, Pesaro-Urbino e Frosinone, oltre che in Albania, Belgio e Spagna, da 100 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, con il supporto del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), di altri Reparti territoriali del Corpo e delle Polizie albanesi, belghe e spagnole.





Questo è un articolo pubblicato il 29-06-2023 alle 14:39 sul giornale del 30 giugno 2023 - 260 letture






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