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Macerata: Macerata, lo spaccio corre via Whatsapp e Facebook: zia e nipote nei guai

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Utilizzando pseudonimi su social come Facebook e Whatsapp, avevano messo in piedi un fiorente giro di spaccio, ma sono stati scoperti dai carabinieri di Tolentino che gli hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

A finire nei guai una donna di Roma di 61 anni e il nipote di 33 anni di Macerata. La donna, a gennaio, era stata colta in flagrante mentre spacciava una dose di coaina; nel corso della successiva perquisizione domiciliare i carabinieri avevano trovato un’ulteriore dose della stessa sostanza, marijuana, materiale per il taglio e confezionamento e dei biglietti manoscritti con la contabilità della droga (con appunti del tipo "Albanese deve 40", "ragazzetto biondo 10", "brutto occhiali deve 10").

Dall’analisi del telefono è emerso un consistente numero di messaggi chat WhatsApp nei quali vi era un chiaro riferimento a cessioni verso plurimi clienti, procacciati e indirizzati a lei da un’utenza registrata con il nome di "Lilith" e intestata a uno straniero non censito nel territorio nazionale. Sulle modalità dello spaccio è emerso che l’utenza da contattare per l’acquisto era stata “passata” ai clienti da conoscenti nell’ambiente dello spaccio, che avevano raccomandato l’utilizzo esclusivo di WhatsApp per le comunicazioni evitando di effettuare chiamate. Il giovane “Lilith", che aveva in uso il telefono da contattare, dava appuntamento in un luogo prestabilito, chiedendo al cliente informazioni utili al suo riconoscimento quali l’autovettura o i capi di abbigliamento indossati. Sul posto inviava la zia per la consegna.

Alla fine è stato possibile identificare il giovane residente a Macerata, che utilizzava lo stesso pseudonimo “Lilith spirito guida” anche nelle proprie pagine pubbliche delle applicazioni social “instagram” e facebook”. Oltre al collaudato meccanismo di invio della parente agli appuntamenti – anch’essa nota tra i clienti con lo pseudonimo di “Sofia”, il 30enne effettuava anche autonome consegne a clienti, soprattutto in occasione di feste.

I due dovranno rispondere, in concorso, della vendita di 90 grammi complessivi di cocaina, in cambio di 7580 euro, a diversi acquirenti, con cessioni avvenute nel 2021 e 2022. Sono state inoltre accertate ulteriori cessioni effettuate dall’uomo per complessivi 43 grammi di cocaina con un profitto di 3.600 euro. Sono state portate inoltre all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria anche vendite effettuate dalla donna in autonomia per circa 30 grammi di stupefacente in cambio di 2540 euro.



Questo è un articolo pubblicato il 15-06-2023 alle 13:59 sul giornale del 16 giugno 2023 - 84 letture






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