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Jesi: Caro bollette 2022: soffrono Jesi e Maiolati, Chiaravalle e M.S.Vito limitano i danni

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Il caro bollette dovuto all’aumento delle materie prime conseguente la guerra in Ucraina, è calato come una mannaia sulle casse delle famiglie italiane, ma anche degli Enti locali. Quelli che ne hanno risentito di più sono stati proprio i comuni.

Ma in che misura? Siamo andati a vedere come sono andate a Jesi e dintorni. Va detto subito che i dati sono indicativi, in quanto mettono a confronto le spese sostenute per le bollette di luce e gas degli enti locali della nostra zona maggiori di 6000 abitanti nel 2022 rispetto al 2021, anno in cui alcune strutture funzionavano ancora in modo limitato a causa delle norme anti-covid. Tuttavia, i dati scaturiti evidenziano alcuni spunti interessanti. Il campione, come dicevamo, è quello dei comuni più popolosi, ovvero: Jesi con 39.500 abitanti, Chiaravalle 14.300, Monte San Vito 6.700, Maiolati Spontini 6.050. Avevamo intenzione di includere nella ricerca anche Filottrano (con i suoi quasi 9000 abitanti), ma dagli uffici comunali competenti abbiamo avuto un diniego a ricevere i dati che avevamo richiesto.

Per quanto concerne Jesi, il dato della maggiorazione di spesa per luce e gas è abbastanza pesante, in linea con quelle che erano state le previsioni che l’Amministrazione aveva previsto lo scorso settembre. L’aggravio per le casse ammonta infatti a € 1.250.000, a fronte del milione e duecentomila circa preventivati. Per coprirli, fanno sapere da piazza dell’Indipendenza, 450.000 euro sono stati coperti con i fondi elargiti dallo Stato centrale per far fronte alla crisi energetica, mentre altri 800.000 provengono da fondi attribuiti nel 2022 agli enti locali per la pandemia e che, a fronte del caro bollette, è stata data la possibilità di ridestinare al pagamento delle utenze.

Pesante aggravi anche per Maiolati Spontini, dove la maggiorazione è stata di poco più di 300.000 euro, passando dai quasi 476.000 del 2021 agli oltre 746.000 del 2022. Va detto che Maiolati, specie nella frazione Moie (dove risiede gran parte della popolazione del comune) vi sono parecchi edifici pubblici, come biblioteche, uffici, palestre di grandi dimensioni e campi da calcio, che rendono comprensibile una cifra apparentemente così alta.

Discorso differente per i due comuni della bassa Vallesina Chiaravalle e Monte San Vito. Qui l’aggravio è stato minimo, grazie ad un contratto a canone fisso concordato che entrambe le amministrazioni avevano stipulato pochi mesi prima dello scoppio del conflitto russo-ucraino. A Chiaravalle la maggiorazione di spesa è stata di appena 15.000 euro, grazie alle convenzioni Consip (attivate a ottobre 2021 con validità 12-18 mesi) sia per luce e che per il gas, che hanno permesso di mantenere i prezzi fissi per le materie prime di consumo, che pertanto non sono aumentate. Stando a quanto riferitoci, per 2023 le tariffe sono destinate a salire venendo meno l’opportunità di attuare ancora queste convenzioni “bloccate” in relazione ai forti aumenti verificatisi nel 2022, anche se da qualche mese i prezzi generali sono in forte ribasso.

Discorso analogo per Monte San Vito, dove la spesa per la corrente elettrica e rimasta invariata dal 2021 al 2022, mentre quella del gas ha subito un aumento del 37% (circa 16.000 euro), stando ai dati fornitici direttamente dal sindaco Thomas Cillo, che fa notare come “l’amministrazione nel 2022 ha fatto importanti opere di efficientamento energetico sugli edifici pubblici e sulle scuole, grazie anche al contributo regionale ottenuto nel 2020”. “A breve – ha concluso Cillo – partiranno anche i lavori per la manutenzione e la sostituzione di tutti i punti luce dell’illuminazione pubblica nel nostro territorio con tecnologia a led”.





Questo è un articolo pubblicato il 14-03-2023 alle 14:26 sul giornale del 15 marzo 2023 - 174 letture






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