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Macerata: Rimane incinta nonostante l'intervento di sterilizzazione: l'Asur manterrà il figlio con 500 euro al mese

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Ospedale di Macerata

L'Asur è stata condannata a risarcire una donna di Recanati, 35enne all'epoca dei fatti, che aveva chiesto un intervento per non restare più incinta e invece dopo un periodo dallo stesso si è ritrovata a vivere una terza gravidanza.

Per la crescita ed il mantenimento del terzogenito, ora l'Asur dovrà versare una somma di 500 euro al mese per 12 mesi ed un periodo di 23 anni (considerando il raggiungimento della maturità ed un periodo di 5 anni per gli studi universitari) per un totale di 138.000 euro. Questa la sentenza emessa dal giudice del tribunale civile di Macerata Umberto Rana, al termine di una lunga battaglia legale durata alcuni anni senza che le parti trovassero un accordo e fatta di accertamenti e perizie tecnico scientifiche, con quest’ultime che alla fine hanno dato ragione alla parte lesa.

I fatti risalgono al 2011 in sede di secondo parto, che per la donna è in realtà il terzo taglio cesareo, in quanto un primo le era stato praticato per un intervento a causa di un problema alle ovaie da giovane perché in laparoscopia all'epoca non si poteva fare, mentre il secondo gli era stato praticato in occasione della nascita del primo figlio. Nel febbraio 2011 nasce il secondo figlio e in quella sede la donna viene sottoposta ad un intervento anche per la sterilizzazione tubarica, come da lei richiesto. Per lei si trattava del terzo taglio cesareo, inoltre durante la gravidanza del secondo figlio aveva avuto problemi di salute ed i medici le avevano sconsigliato, visto il suo quadro clinico, di non avere altre gravidanze.

Quindi la donna viene sterilizzata, come da lei richiesto all'ospedale di Macerata. Passano alcuni mesi e la signora scopre per caso di essere incinta di nuovo, in quanto lei, andando a dormire in una certa posizione sentiva forti dolori al basso ventre, simili a quando aveva avuto il problema alle ovaie e pensava di avere di nuovo quel tipo di patologia. A quel punto si sottopone ad un'ecografia nello stesso ambulatorio che l'aveva seguita in precedenza per la maternità e scopre di essere incinta di 5 mesi, ma decide comunque di portare a termine la terza gravidanza ed il terzo figlio nasce regolarmente e senza problemi nel marzo del 2013.

A quel punto, la donna si affida all'avv.to Laura Antonelli (del foro di Macerata, nella foto) per chiedere all'Asur un risarcimento. Dopo un lungo periodo di trattative giudiziali che non hanno portato a nulla, sulla base di una perizia di parte effettuata dal Ctp dott. Piergiorgio Fedeli (perito di parte), inizia questa causa nel 2016 che termina nel novembre del 2022. La sentenza del giudice del tribunale civile di Macerata Umberto Rana accoglie le conclusioni del CTU dott. Marco di Tommaso (umbro), che afferma come la signora non ha ricevuto adeguate informazioni circa gli interventi di sterilizzazione e che quindi non ha potuto esprimere un suo consenso effettivamente informato e non ha potuto scegliere altro intervento oltre quello posto in essere ed alla stessa imposto.

Inoltre il personale sanitario – prosegue il dispositivo del Ctu umbro - ha eseguito una tecnica di sterilizzazione con il più alto rischio di insuccesso, pur essendo a conoscenza della circostanza che la signora aveva necessità di non avere più gravidanze a causa dei suoi problemi di salute. Nell'intervento a cui si era sottoposta all'ospedale di Macerata era stata adottata la tecnica di Pomeroy, quando invece il Ctu dice che avrebbero dovuto utilizzare la tecnica di Irving o Uchida, che danno garanzie di successo pressoché assolute. Di qui la decisione del Giudice di condannare l’Asur al risarcimento.





Ospedale di Macerata

Questo è un articolo pubblicato il 03-03-2023 alle 20:12 sul giornale del 04 marzo 2023 - 342 letture






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