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comunicato stampa

M5S: “Il centrodestra non intende più difendere la gestione pubblica di acqua e rifiuti”

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Marta Ruggeri

“Sono profondamente delusa perché la Giunta Acquaroli non rispetta gli impegni contenuti in una mozione del Movimento 5 Stelle approvata all’unanimità lo scorso 15 marzo. Così si delegittima il lavoro dell’Assemblea legislativa”.

Questo il commento della capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, Marta Ruggeri, a seguito della risposta negativa ricevuta dall’assessore regionale Brandoni alla sua interrogazione sull’attacco alla gestione pubblica dei servizi locali. In particolare, la consigliera intendeva sapere se la Regione intendesse promuovere un ricorso davanti alla Corte Costituzionale contro le disposizioni del decreto legislativo n. 201 del 2022, attuativo della Legge per la concorrenza, che ledono la sfera di competenza delle Regioni e degli Enti locali in materia di disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.

“Con questo decreto – continua Ruggeri – si aumentano gli oneri e le prescrizioni a carico di quei territori che intendono mantenere la gestione di servizi essenziali, come acqua e rifiuti, in mano completamente pubblica, nel rispetto della volontà popolare emersa a seguito del referendum del 2011 che, come tra l’altro riconosciuto dallo stesso assessore Brandoni, non è stata pienamente rispettata. Spiace constatare che il centrodestra abbia cambiato diametralmente posizione, dopo aver caldeggiato il ricorso alla Consulta con l’approvazione della nostra mozione quasi un anno fa. Ringrazio invece il gruppo del Partito Democratico, e in particolare il consigliere Cesetti che ha sottoscritto l’interrogazione, per essere rimasto coerente sul tema”. “Le risposte della Giunta – conclude Ruggeri - tradiscono la volontà di arrendersi alla penalizzazione della gestione pubblica, con il pretesto di una presunta maggior tutela della concorrenza e dell’economicità dei servizi. È vero l’esatto contrario: concorrenza ed economicità si tutelano con le procedure di evidenza pubblica, alle quali le società in house sono tenute per legge, mentre le aziende private utilizzano i fornitori che vogliono, caricando i costi aggiuntivi sulle bollette dei cittadini”.



Marta Ruggeri

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-02-2023 alle 17:19 sul giornale del 01 marzo 2023 - 118 letture






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