counter

Jesi: Vivere con stile: per Natale, regaliamoci la "pace"

5' di lettura 24/12/2022 - Se è vero che ognuno di noi, è contributo importante per questa terra, oggi vorrei gettare la mia piccola goccia nell’oceano, per fare questo, ho scelto delle parole non farina del mio sacco, ma, così intense ed illuminanti, da volerle condividere con tutti voi come augurio di pace e di buone feste.

Parole che mi auguro possano risvegliare la coscienza di tutti. Non tutti hanno il coraggio di affrontare la propria coscienza, al solo pensiero molti di noi sembriamo storditi, perché non siamo abituati, ma piano piano, se ci fermiamo a dialogare con lei, potremmo rimanere straordinariamente incantati dalla consapevolezza della sua esistenza. Ed è proprio in occasione del Natale, che tutti noi, abbiamo bisogno di messaggi positivi, realistici e speranzosi.

Vi dedico questa conversazione con il grande Tiziano Terzani, proprio sul tema della pace. Il suo linguaggio, è incredibile, come è incredibile il suo vissuto, parole che toccano il cuore.

Terzani

Forse lo dico perché vivo in India, forse perché sono vecchio, ma l'unico modo per cambiare quello che ci circonda è cominciare a cambiare noi stessi, prendere coscienza della realtà. Solo prendendo coscienza di noi, rispetto al nostro vicino, di noi, rispetto alle cose che usiamo, allora faremo un passo avanti. Solo prendendo coscienza di quel che si fa inutilmente si può capire quali siano le cose che realmente ci servono, utili davvero per vivere meglio, per prendere più tempo.

Abbiamo sempre bisogno di quattro orologi, dell'ultimo telefonino uscito, sempre una cosa nuova, in questo sistema perverso, che costringe alcuni a lavorare come matti per comprarli. Dobbiamo stare di più con i bambini, con le mogli, stare di più fra di noi, avere più tempo e consumare di meno. Dobbiamo smettere di assecondare questo sistema. Quindi esiste un altro modo, ma dobbiamo cominciare da noi, sempre da noi.

Una rana dal fondo del pozzo guarda su e crede che quel che vede sia tutto il cielo (proverbio cinese).

Dentro di noi c'è tutto, noi siamo quello che siamo e il contrario. Anche per me è così. Potrei sembrare un vecchio, innocuo, buono, pulito, un babbo natale con la barba bianca. In realtà dentro di me c'è anche un assassino, un ladro, un adultero, però tutto questo è controllato dalla coscienza.

La vita è fatta dagli opposti. L'equilibrio degli opposti è la vita. … C'è nella natura umana, qualcosa che ci porta a fare il contrario di quello che siamo, così ogni tanto prevale il nostro opposto. In realtà, tutti desideriamo le stesse cose, se ci parlassimo davvero per bene, sarebbe facile comprenderlo. Eppure, succede che in alcune fasi storiche, predomini soltanto il contrario di quello che vogliamo. Forse non riusciamo a tenere a bada l'altra parte di noi. Lo dico anche per la mia innominabile concittadina, che ha avuto questo enorme successo con la sua rabbia meschina e il suo orgoglio mal riposto.

Se tutti percepissimo in noi questa grandezza, se attingessimo a questa fonte che abbiamo dentro, se ci sentissimo parte di una grande cosa, la piccolezza della quotidianità ci parrebbe ridicola. Vedremo anche con più ironia il nostro essere su questa terra e proveremmo più compassione nei confronti del prossimo. La rana in fondo al pozzo, guarda e pensa che il mondo sia solo quello. Chi ha costruito il pozzo? Forse l'altra parte della rana, l'altra parte di noi stessi. Ci fa piacere pensare che lo spazio sia limitato, ci sentiamo più al sicuro restando lì, dentro al nostro pozzo, lo conosciamo. Invece, il bello del mondo è che è enorme, vario, e che c'è tanto di bello, ma bisogna avere un po' di coraggio per scoprirlo.

Per apprezzare la diversità prima è importante trovare cosa abbiamo in comune e non quel che abbiamo di diverso. Dobbiamo accettare che la diversità non è un'offesa a noi, ma che è frutto di un'altra storia, è bella, è un arricchimento, ognuno ha la sua, poi ci troveremo strada facendo. Io amo la diversità.

Un'altra perversione del nostro mondo è voler ridurre tutti uguali. E'ridicolo pretendere che l'occidente abbia il monopolio della cultura, della civiltà, del progresso, della dignità della donna. E' così bello il saluto degli indiani: namastè, riconosco e saluto la divinità che è in te. Qualche volta, tutti dovremmo isolarci per ritrovare il sentore della voce di dentro. Quella voce la senti solo se stai zitto, non la puoi percepire nella cacofonia della quotidianità. Ed è proprio quella voce a essere, secondo me, il minimo comune denominatore a cui tutti potremmo rifarci. E' la voce di quei valori, come dicevamo prima, che non appartengono ad una scrittura sacra, ad un vangelo, ma che sono quelli semplici, umani.

Secondo me in Israele non avranno mai pace, finchè questa grande civiltà non troverà la forza di perdonare i tedeschi e dimenticare Hitler. Perdonare Hitler, pensa che bello, dopo le aberrazioni che ha compiuto, gli ebrei lo perdonano. Allora sì che troverebbero la pace.

L'idea che loro siano gli unici ad aver sofferto non è vera, hanno sofferto in tanti nella storia dell'umanità. Questa pretesa di avere l'esclusiva della sofferenza, rende impossibile la pace, se continueranno a far soffrire gli altri come hanno sofferto loro, non ci sarà mai una soluzione. Soltanto quando capiranno che il loro dolore è anche il dolore degli altri riusciranno a risolvere contraddizioni e problemi. Lo stesso Islam è cinquecento anni più giovane della cristianità, mille più del buddismo, cinquemila più dell'induismo, gli vogliamo dare un po' di tempo, passare attraverso il suo rinascimento, il suo illuminismo, per raggiungere il suo approccio alla modernità. E' giovane. Costringerlo nel ghetto delle bombe, farlo sentire nemico, vuol dire semplicemente alimentare il fondamentalismo.

La pace è dunque l'unica via percorribile se l'uomo vuole sopravvivere in quanto uomo. Poi dovrà fare un passo verso l'alto, migliorare, fino a diventare meno materia.

Buon Natale a tutti voi, regaliamoci la pace.






Questo è un articolo pubblicato il 24-12-2022 alle 18:50 sul giornale del 27 dicembre 2022 - 140 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Vivere con stile, Serena Liguori

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve https://vivere.me/dJqz

Leggi gli altri articoli della rubrica Vivere con stile





logoEV
logoEV
qrcode