Pesaro: Due giovani pesaresi in Tanzania per dare un futuro migliore ai bambini di Arusha: aperta la raccolta fondi

Due giovani pesaresi in Tanzania 3' di lettura 16/08/2022 - In un periodo in cui i giovani vengono utilizzati più per riempire le pagine delle cronache nere dei giornali, dove sociologi e psicologi si interrogano sul malessere, sull’abuso dell’alcol e delle droghe da parte dei giovanissimi, da Pesaro, anzi dalla Tanzania, ci arriva la notizia che invece fa bene al cuore e cancella dubbi e perplessità sulle nuove generazioni.

La notizia è di due giovanissimi studenti pesaresi di medicina, che per esperienza professionale personale e voglia di “darsi da fare” facendo attività direttamente sul campo, hanno deciso, al contrario di tanti altri, affascinati da Ibiza Mikonos o Formentera, di trascorrere le loro vacanze in Tanzania.

Il viaggio, iniziato tra mille curiosità e tanto ardore giovanile, li ha portati ad operare sul campo in una delle zone più povere dell’Africa. Si tratta di un volontariato in ospedale era il loro inizio. Ad Arusha. Ma con il passare dei giorni, si rendono conto che oltre il loro desiderio di “aiutare ed apprendere”, fuori dall’ospedale, dove capiscono che sebbene disastrate le condizioni sanitarie italiche, sono anni luce avanti quello che trovano, esiste una realtà ancor più toccante ed emozionante: un orfanotrofio.

“In questi giorni abbiamo svolto volontariato anche in uno dei tanti orfanotrofi della città, l’Evenerate, e abbiamo giocato con i tanti bambini che si trovano li (circa una trentina). Abbiamo trovato una realtà veramente difficile, bambini con una gioia di vivere disarmante, nonostante non abbiamo nulla e sia difficile immaginare per loro un futuro sereno. In questo orfanotrofio stanno costruendo (sempre dei volontari) un dormitorio per poter dare almeno un letto ad ogni bambino, pensate che al momento dormono in 8 letti a castello circa 30 bambini e bambine tra i 2 e i 10 anni. Purtroppo manca tutto, non hanno giochi, e i pochi che hanno sono tutti rotti; mancano penne per scrivere, libri, manca persino un pallone da calcio per giocare, in più, visto anche il periodo di crisi globale che c’è, non hanno neanche abbastanza cibo”

Così scrivono nel go fund che nell’immediatezza decidono di aprire, per raccogliere nell’immediato per poter semplicemente comprare da mangiare e cercare di aiutare materialmente questi bambini.

La raccolta iniziata due giorni fa on line raccoglie subito riscontri, raggiungendo la metà della somma inizialmente ipotizzata. Ma proprio la sensibilità e il buon cuore degli amici, dei seguaci di Instagram dove i due ragazzi, giornalmente postano, condividono le loro giornate le loro esperienze, oggi necessariamente deve alzare l’asticella. Come specificano dettagliatamente in questa pagina


Oltre all’immediatezza dell’aiuto, fin quando saranno in Tanzania, seguirà una seconda fase a Pesaro, organizzando e raccogliendo beni, alimentari vestiti medicinali e anche letti (si ahinoi mancano anche i letti per dormire), per poi spedire ad Arusha e perché no, un giorno sollecitando gli enti governativi locali, ipotizzare gemellaggi con Pesaro.
Pesaro capitale della cultura, non può esimersi di aiutare e di non rispondere presente alla chiamata di Giovanni Badioli e Matteo Pierpaoli.

Chiunque potrà seguirli su instagram e mettersi una mano sul cuore e l’altra impegnarla per donare. Ognuno di noi, anche con un piccolo gesto, può fare molto.







Questo è un articolo pubblicato il 16-08-2022 alle 13:48 sul giornale del 17 agosto 2022 - 239 letture

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