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Vidal all’attacco: l’importanza del riposo per i calciatori professionisti

calcio 4' di lettura 30/05/2022 - Terminata una stagione intensa, si sono tirate le somme e, di conseguenza, non sono mancate le critiche. Tra queste spicca “l’attacco” di Arturo Vidal, centrocampista in forza all’Inter, che si è lamentato per le numerose partite disputate nell’arco di pochi mesi, che non permettono così ai calciatori professionisti un meritato riposo.

Ultimamente, infatti, tra match con il proprio club e nazionali, mettendoci anche allenamenti e varie trasferte, gli atleti hanno pochissimi giorni a disposizione per riposarsi, soprattutto per i calciatori che giocano con squadre impegnate in più competizioni, tra coppe nazionali ed europee. In più, ogni due anni si alterna una competizione tra Europei e Mondiali, che porta quindi ad un altro impegno che sovraccarica i giocatori, specialmente nel periodo estivo.

Riposo per calciatori professionisti: critiche giuste

Tra numerosi impegni e diverse competizioni, i calciatori si ritrovano a giocare troppo spesso e questo causa anche infortuni e affaticamenti muscolari, che vanno a ledere sia lo stato di forma del giocatore, che il rendimento complessivo della squadra, come anche lo spettacolo. Persino le quote sportive risentono della forma fisica affaticata dei giocatori, abbassandosi spesso, come rilevato dagli storici (clicca qui per i confronti). Dato che spesso alcune sfide che sembrano poter regalare emozioni si dimostrano poco emozionanti e spesso deludenti, le attese dei tifosi non vengono rispettate. Non soltanto si gioca troppo, ma anche con gli stessi giocatori che, di conseguenza, tra allenamenti e partite, fanno fatica a mantenere il proprio stato di forma.

Giocare troppe partite in pochi giorni mette a repentaglio la salute e il benessere (psicofisico) dei calciatori, costretti così ad allenarsi sempre. Con gli impegni europei ci si ritrova ad affrontare partite nei turni infrasettimanali e questo implica una partita giocata nel weekend (tra Venerdì e Domenica) ed una in mezzo alla settimana (tra Martedì e Giovedì) in base alla competizione; e spesso questo comporta anche una trasferta che causa altra stanchezza e altro stress ai calciatori. Con l’aggiunta anche della Conference League, ci sono così nuove squadre che giocano molte più partite e dunque devono affrontare degli impegni in più e degli sforzi maggiori a cui non erano abituate.

Il caso più eclatante è quello delle squadre inglesi, tra Premier League

varie coppe. Qui, a differenza delle altre nazioni, ci sono addirittura tre coppe oltre quella del campionato: si tratta di FA Cup (che sarebbe la maggior coppa inglese, tipo la nostra Coppa Italia), la Carabao Cup e la Community Shield. L’ultima, in particolare, richiede uno sforzo enorme dato che il palinsesto si dimostra lunghissimo. Viste le numerose competizioni e i diversi impegni europei che coinvolgono i maggiori club, si può menzionare il Liverpool.

I Reds, con la stagione appena conclusa, hanno giocato ben 63 gare, arrivando fino in fondo sia in Champions League che in FA Cup e Carabao Cup. Ultime due vinte, quella europea persa in finale, sfumato anche il sogno Premier League proprio all’ultima giornata. Non soltanto moltissime gare, ma anche un impegno enorme e forse inaspettato, per una compagine che conta “appena” 27 giocatori, davvero poco se si pensa alla mole di lavoro che viene richiesta ai membri della rosa. Pochissime soste e molte giornate da giocare in poche settimane, motivo per cui tanti giocatori – non soltanto del Liverpool – si sono dovuti arrendere ad affaticamenti muscolari che hanno limitato la propria stagione e il proprio rendimento.

L’importanza del riposo: si deve trovare un compromesso

La critica lanciata da Arturo Vidal suona come un campanello d’allarme che deve far riflettere federazione e varie società. Non si può abusare della forma fisica dei giocatori e della loro “professionalità”, ma bisogna trovare un compromesso che possa accontentare tutti.

Molti calciatori possono confermare le parole del cileno, che chiede semplicemente più giorni di pausa, per staccare la spina e ricaricarsi, soprattutto mentalmente. L’importanza del riposo gioca infatti un ruolo primario per i giocatori, che con uno stato di forma adeguato possono rendere di più e non limitarsi, oltre alla possibilità di giocare con la “mente più libera”, poiché non hanno il peso di allenamenti stancanti e non si portano dietro la stanchezza delle ultime partite. Occorre dunque un cambio di rotta per andare incontro alle esigenze dei calciatori.






Questo è un articolo pubblicato il 30-05-2022 alle 22:23 sul giornale del 27 maggio 2022 - 9 letture

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