M5S, Pdl sul servizio idrico nelle Marche, "Sistema troppo frammentato, meglio due Ato"

Movimento 5 stelle 5' di lettura 20/05/2022 - Nuovo impulso alla gestione delle risorse idriche e del servizio integrato. Marta Ruggeri, capogruppo dei 5 Stelle in consiglio regionale, ha depositato una proposta di legge che mira in prima istanza a ridurre la frammentazione nel settore, consolidando inoltre il modello marchigiano composto in larga maggioranza da società pubbliche.

«Gli economisti – argomenta Ruggeri – sono concordi nel ritenere che ridurre la frammentazione aumenterebbe l’efficienza del sistema e la capacità di investimento, entrambe indispensabili sia per la salvaguardia ambientale sia per affrontare in modo efficace i cambiamenti climatici e di conseguenza l’impoverirsi progressivo delle risorse idriche. Tutto ciò senza perdere di vista una salda gestione pubblica, presupposto irrinunciabile per i 5 Stelle, che intendono estenderla e consolidarla».

La Pdl depositata da Ruggeri modifica la legge regionale 30/2011 e mira a conseguire l’obiettivo primario (ridurre la frammentazione) istituendo due ambiti territoriali nella nostra regione invece degli attuali cinque. I nuovi ambiti, dunque, servirebbero ognuno circa 750.000 persone (un numero più vicino alla media nazionale di circa 900.000) e le rispettive entrate dal servizio idrico sono stimate in circa 300 milioni annui. Prosegue Ruggeri: «La maggiore dimensione territoriale, unita alla previsione di legge sul gestore unico nell’ambito, favorirebbe le aggregazioni e la capacità di programmare investimenti, di progettare e di eseguire i lavori, di concentrare risorse e competenze e di ridurre l’incidenza dei costi fissi nelle bollette, ottenendo economie di scala su una serie di spese».

Più investimenti, dunque, considerando che i gestori d’ambito «potranno contare su maggiori flussi di auto-finanziamento e sull’accesso a strumenti di finanza sostenibile». «Un esempio virtuoso per tutti – prosegue Ruggeri – è l’accordo di programma riguardante l’anello dei Sibillini nel Sud delle Marche. Un progetto da 235 milioni finanziato dalla Stato, una infrastruttura idrica che interessa tre diversi ambiti territoriali, oltre 130 Comuni e circa un milione di abitanti. Allargare i confini degli attuali Ato permetterebbe di superare logiche campanilistiche che in alcuni casi hanno agito da freno a sviluppo e investimenti». La proposta di legge specifica che non saranno obbligatorie fusioni tra gestori («Sono possibili forme di aggregazione diverse») e individua un obiettivo ulteriore.

«Si avverte l’esigenza – conclude Ruggeri – di rendere più democratiche le decisioni assunte dalle assemblee d’ambito, un risultato che si otterrebbe riservando il voto ai Comuni sulla base del numero dei residenti, con un piccolo correttivo riguardo all’estensione territoriale. Parteciperebbero alle assemblee anche le Province, ma senza diritto di voto. La proposta di legge rende effettiva la partecipazione pubblica anche mediante la Consulta degli utenti, un organo che ad oggi non ha mai funzionato, che sarebbe chiamato ad esprimere parere obbligatorio sui principali atti degli Ambiti Territoriali Ottimali». «Sistema troppo frammentato, meglio due Ato» Ruggeri: «Più investimenti, più tutela ambientale, più democrazia. Il pilastro: gestione pubblica» Nuovo impulso alla gestione delle risorse idriche e del servizio integrato. Marta Ruggeri, capogruppo dei 5 Stelle in consiglio regionale, ha depositato una proposta di legge che mira in prima istanza a ridurre la frammentazione nel settore, consolidando inoltre il modello marchigiano composto in larga maggioranza da società pubbliche.

«Gli economisti – argomenta Ruggeri – sono concordi nel ritenere che ridurre la frammentazione aumenterebbe l’efficienza del sistema e la capacità di investimento, entrambe indispensabili sia per la salvaguardia ambientale sia per affrontare in modo efficace i cambiamenti climatici e di conseguenza l’impoverirsi progressivo delle risorse idriche. Tutto ciò senza perdere di vista una salda gestione pubblica, presupposto irrinunciabile per i 5 Stelle, che intendono estenderla e consolidarla». La Pdl depositata da Ruggeri modifica la legge regionale 30/2011 e mira a conseguire l’obiettivo primario (ridurre la frammentazione) istituendo due ambiti territoriali nella nostra regione invece degli attuali cinque. I nuovi ambiti, dunque, servirebbero ognuno circa 750.000 persone (un numero più vicino alla media nazionale di circa 900.000) e le rispettive entrate dal servizio idrico sono stimate in circa 300 milioni annui. Prosegue Ruggeri: «La maggiore dimensione territoriale, unita alla previsione di legge sul gestore unico nell’ambito, favorirebbe le aggregazioni e la capacità di programmare investimenti, di progettare e di eseguire i lavori, di concentrare risorse e competenze e di ridurre l’incidenza dei costi fissi nelle bollette, ottenendo economie di scala su una serie di spese». Più investimenti, dunque, considerando che i gestori d’ambito «potranno contare su maggiori flussi di auto-finanziamento e sull’accesso a strumenti di finanza sostenibile». «Un esempio virtuoso per tutti – prosegue Ruggeri – è l’accordo di programma riguardante l’anello dei Sibillini nel Sud delle Marche. Un progetto da 235 milioni finanziato dalla Stato, una infrastruttura idrica che interessa tre diversi ambiti territoriali, oltre 130 Comuni e circa un milione di abitanti. Allargare i confini degli attuali Ato permetterebbe di superare logiche campanilistiche che in alcuni casi hanno agito da freno a sviluppo e investimenti». La proposta di legge specifica che non saranno obbligatorie fusioni tra gestori («Sono possibili forme di aggregazione diverse») e individua un obiettivo ulteriore.

«Si avverte l’esigenza – conclude Ruggeri – di rendere più democratiche le decisioni assunte dalle assemblee d’ambito, un risultato che si otterrebbe riservando il voto ai Comuni sulla base del numero dei residenti, con un piccolo correttivo riguardo all’estensione territoriale. Parteciperebbero alle assemblee anche le Province, ma senza diritto di voto. La proposta di legge rende effettiva la partecipazione pubblica anche mediante la Consulta degli utenti, un organo che ad oggi non ha mai funzionato, che sarebbe chiamato ad esprimere parere obbligatorio sui principali atti degli Ambiti Territoriali Ottimali».






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-05-2022 alle 12:56 sul giornale del 21 maggio 2022 - 133 letture

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