Pesaro: Violazione norme urbanistico-edilizie all’Ex Consorzio Agrario del Porto: concluse le indagini preliminari

l'ex Consorzio Agrario 2' di lettura 13/05/2022 - La Procura della Repubblica di Pesaro ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per la violazione di norme urbanistico-edilizie nella vicenda dell’Ex Consorzio Agrario del Porto di Pesaro.

Il permesso di costruire oggetto delle indagini prevedeva la demolizione di un edificio industriale (ex Consorzio Agrario), situato nel porto di Pesaro, risalente agli anni ’50 e la ricostruzione, al suo posto, di due fabbricati prevalentemente residenziali di sette piani utili fuori terra, per complessivi 63 appartamenti nonché esercizi commerciali al piano terra.

Il procedimento si sviluppava attraverso un complesso iter istruttorio avviato nel 2013, che registrava diverse conferenze di servizi, provvedimenti di diniego del Comune, una Sentenza del TAR Marche, pareri negativi della Capitaneria di Porto e dell’Autorità di Sistema Portuale di Ancona ed infine la conferenza di servizi decisoria del marzo 2018. L’Ente civico concludeva il procedimento con il rilascio del permesso di costruire ritenendo acquisito l’assenso di tutti gli Enti in virtù della mancata partecipazione al consesso dell’Autorità di Sistema Portuale, rappresentante unico degli interessi statali che pur aveva reso, sebbene irritualmente, il proprio parere sostanzialmente negativo chiedendo un rinvio della riunione per sopravvenuta impossibilità a parteciparvi. Inoltre, in concomitanza con l’avvio dei lavori di demolizione del vecchio edificio, nell’anno 2020 il Comune di Pesaro avviava un procedimento in variante, che prevedeva modifiche planivolumetriche e una nuova destinazione d’uso completamente residenziale, con aumento a complessivi 86 appartamenti.

A seguito di alcuni approfondimenti, avviati dalla Capitaneria di Porto sotto lo stretto coordinamento della Procura della Repubblica di Pesaro, volti a dirimere alcuni aspetti della vicenda non chiariti, quali in particolare la destinazione urbanistica dell’area, sulla quale peraltro risultava accavallarsi un progetto pubblico comunale per la realizzazione di una viabilità ciclo-pedonale-stradale, emergeva che il progetto in questione si poneva in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti.

L’Autorità Giudiziaria, ravvisando la violazione del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, iscriveva tre persone nel Registro degli Indagati, avanzando richiesta al Giudice per le indagini Preliminari di procedere con Incidente Probatorio. Il GIP, ritenendola ammissibile e fondata, accoglieva la richiesta del Pubblico Ministero conferendo incarico ad un collegio peritale, il quale, all’esito dell’attività svolta, dichiarava l’illegittimità del permesso di costruire, ritenendo in toto valide le tesi sostenute dalla Pubblica Accusa. Anche la relazione finale del Perito nominato dalla stessa Procura della Repubblica confermava l’apparato logico-ricostruttivo accusatorio. La società proprietaria dell’area e l’Amministrazione Comunale si opponevano alle tesi accusatorie con diverse argomentazioni sostenute dai propri periti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-05-2022 alle 10:29 sul giornale del 14 maggio 2022 - 174 letture

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