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Ancona: Vendono online scarpe di marca ma spediscono oggetti di basso valore. La truffa partiva da Napoli

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Pubblicizzavano la vendita di scarpe di note marche a prezzi concorrenziali ma poi inviano oggetti di infimo valore

Nella mattinata del 27 aprile i carabinieri della stazione di Ancona Brecce Bianche hanno dato esecuzione a tre misure cautelari reali nei confronti di tre società con sede operativa a Napoli ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in commercio. Secondo l'accusa, le società vendevano online scarpe ed abbigliamento multimarche a prezzi concorrenziali, ma poi inviano agli incauti acquirenti oggetti di irrisorio valore.

Il provvedimento cautelare emesso dal gip del Tribunale di Ancona nasce dalle attività investigative avviate nel mese di febbraio dai carabinieri a seguito di una denuncia per truffa sporta da un cittadino residente nel capoluogo dorico che, dopo aver ordinato su un sito web un paio di scarpe “Nike Jordan” per l’importo di 130 euro, si è visto recapitare un paio di scarpe da donna di infima fattura e valore. Da qui le attività investigative, coordinate dalla Procura di Ancona, che hanno consentito ai militari di analizzare a campione circa quaranta spedizioni aventi come destinatari diversi acquirenti residenti a Ancona e Osimo, rivelatesi essere tutte delle truffe.

Le indagini hanno permesso di risalire ad un sodalizio criminale con base logistica a Napoli dedito alla commissione di truffe online attraverso tre società con sede operativa nel capoluogo campano (una con sede legale a Milano). Secondo quanto ricostruito, la banda creava siti web e pagine pubblicitarie su Facebook e Instagram dove diffondevano messaggi pubblicitari per la vendita di scarpe ed abbigliamento di note marche a prezzi concorrenziali, per poi inviare agli incauti acquirenti non la merce pubblicizzata ma oggetti di irrisorio valore, lucrando in tal modo il pagamento della merce che avveniva in contrassegno alla ricezione. I militari hanno accertato tra gennaio e marzo spedizioni verso tutto il territorio nazionale per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro, di cui una parte effettuate anche nella provincia di Ancona.

Nel corso dell’esecuzione del provvedimento sono stati posti sotto sequestro diversi veicoli, conti correnti bancari e postali e somme di denaro per oltre 500mila euro. Sono ora al vaglio degli inquirenti le singole responsabilità degli amministratori e legali rappresentanti delle tre società.



Questo è un articolo pubblicato il 06-05-2022 alle 13:35 sul giornale del 07 maggio 2022 - 351 letture