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Civitanova: Il consiglio comunale due volte deserto, Paglialunga: "ho visto 10 consiglieri in piazza", Silenzi: "paura di affrontare la questione del fuorionda"

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«C’erano 10 consiglieri comunali di maggioranza in piazza XX Settembre lunedì sera alle 22. Li ho visti con i miei occhi mentre andavo a Palazzo Sforza per il consiglio comunale, cosa sia successo poi non lo so, ma di questo sono sicura».

Il centrosinistra alza la voce dopo il clamoroso annullamento della riunione dell’assise civica della sera del 25 aprile per mancanza del numero legale, con la maggioranza a disertare in toto al momento dell’appello per la seconda volta in quattro giorni. Un evento che ha scatenato il pour parler nel pieno della campagna elettorale e sul quale la coalizione guidata da Mirella Paglialunga vuole tenere il punto. «E’ accaduto qualcosa di importante, sul quale la città deve riflettere – afferma la candidata sindaco nella conferenza stampa tenutasi stamattina – nel merito della questione è giusto che entrino i consiglieri comunali, io come rappresentante della coalizione che si candida a guidare la città rimarca che è stato un pessimo esempio di politica, un modo di fare che contrastiamo fortemente e in cui si corre allo scaricabarile ora: di chi è la responsabilità dell’accaduto? Una domanda cui vorremmo una risposta».

Risposta certa che, verosimilmente, sarà difficile da avere, ma intanto ognuno se ne sta facendo un’idea. Anche l’analisi dell’ex sindaco Tommaso Corvatta, che era presente in aula lunedì sera, è più strettamente politica. «Una maggioranza che mette il sigillo su un’amministrazione che è stata incapace persino di tutelare i propri interesse – ha rimarcato il leader di Futuro in Comune – la destra è esplosa in mille rivoli e si presenta al voto divisa in varie formazioni, che vanno dall’area no green pass a chi vorrebbe agitare il vessillo dell’onestà. Di qua, invece, c’è un centrosinistra coeso, che propone una visione seria della città».

Pier Paolo Rossi non c’era per motivi lavorativi lunedì sera, ma è sempre stato tra i più attenti soprattutto sul fronte di urbanistica e lavori pubblici. E quello di lunedì sera era uno dei quei consigli dove l’urbanistica aveva un peso importante, con sul piatto la variante per l’area Ceccotti e quella per una nuova zona commerciale nei pressi della Serra. «E’ stato simbolico da una parte che questi cinque anni siano finiti come erano iniziati, ovvero con un consiglio che non si tiene per mancanza del numero legale, e dall’altro che la scivolata sia arrivata sull’urbanistica, terreno dove in cinque anni, a parte tante parole, non è stato fatto assolutamente nulla – rimarca l’esponente di Civitanova Cambia – al di là di piccole varianti ad hoc, e peraltro qualcuna è pure saltata, non si è visto niente della visione urbanistica della città di questa maggioranza. C’erano piani particolareggiati per il borgo marinaro, per il porto e per la zona industriale di Civitanova Alta già pronti, mancava solo l’adozione: niente di fatto. Non parliamo neanche dell’area Ceccotti, un buco nero che ci trasciniamo da decenni. E poi il grande cavallo di battaglia, il famoso riammagliamento, del quale non c’è traccia su carta. Se ci aggiungiamo le lottizzazioni bocciate, come la Santini o la Cristallo, e il pastrocchio della rotonda alla fine della superstrada… Ecco il fallimento totale di un sindaco ma soprattutto di un assessore all’urbanistica. È evidente che qualcosa non abbia funzionato, eppure si ripresentano tutti insieme appassionatamente sventolando una falsa coesione».

Roberto Mancini di Dipende da Noi guarda a quello che potrebbe essere il futuro con Paglialunga alla guida della città. «C’è un degrado sistematico della politica cittadina che porta la gente alla sfiducia – dice Mancini – con il solito modo di proporre opere e varianti negli ultimi mesi per puro marketing elettorale. E poi si fa la resa dei conti a colpi di video. Noi vogliamo un’amministrazione che si muova con interdipendenza tra persone, metodo e tematiche. Le sfide saranno quelle di rendere leggibile a tutti il piano regolatore della città e preparare le condizioni per un bilancio partecipato: non vogliamo rivincite su nessuno, ma ripristinare un metodo democratico che è andato perduto».

Giulio Silenzi è stato il primo a denunciare l’accaduto lunedì sera con una diretta Facebook. Ed è certo che più che per i contenuti di varianti e regolamenti presenti all’ordine del giorno, a far saltare il banco sia stata la sua interrogazione urgente in merito al fuorionda tirato fuori da Silvia Squadroni. «Negli ultimi tre consigli non è funzionato nemmeno lo streaming, sono stati infranti tutti i diritti dell’informazione e ogni regolamento – denuncia Silenzi – è la solita prepotenza e arroganza di questa amministrazione, che ha un presidente del consiglio che ha svenduto il suo seggio alla maggioranza, un sindaco come Ciarapica e un segretario comunale che, come ho rimarcato per anni e come è emerso con forza nel video, fa valutazioni politiche e personali anziché essere super partes. Quello dell’altra sera è stato l’ultimo atto di un’opera buffa. Si è deciso di convocare il consiglio comunale il 25 aprile sfruttando un’interpretazione del regolamento per andare in seconda convocazione senza che fosse stato specificato nella prima, quella di venerdì scorso. Poi arrivano e si riuniscono nell’ufficio del sindaco. Erano in 10, i nomi li ho già scritti su Facebook [Baioni, Nori, Beruschi, Marzetti, Croia, Pantella, Garbuglia, Lazzarini, Polverini, Pizzicara, oltre al presidente Morresi, ndr]. Ciarapica ha ordinato il rompete le righe per non dover rispondere alla mia interrogazione sugli incarichi a Perugini emersi dal fuorionda. Ormai si è svelato completamente l’interesse spartitorio dell’azione di questa amministrazione, con i consiglieri di maggioranza a fare solo le belle statuine. Ciarapica ha svenduto i posti che spettano alla città al Cosmari e all’Ato per spartizione politica, ha fatto lottizzazioni di ogni tipo negli ultimi tempi, con iter durati 20 giorni quando noi con 20 giorni non riusciamo nemmeno a fare accesso agli atti. Hanno annunciato sulla stampa più volte la realizzazione di un centro per l’autismo, ma su carta non c’è niente. Ma un modo diverso di fare è possibile e lo presentiamo con il sostegno a Mirella Paglialunga».

Del fatto che la verità “vera” non la sapremo mai è convinto anche Marco Poeta. «Il consiglio si poteva fare, ho visto diversi consiglieri uscire, le scuse del covid o degli impegni non reggono – precisa il leader della lista La Nuova Città – penso che ci siano stati diversi fattori a concorrere, tra i quali il fuorionda del sindaco e altro. Il problema è che non c’è condivisione in questa amministrazione e lo stesso sindaco, quando parla di “infiocchettamento delle delibere” fa capire bene il modo di fare. Io penso che molti si siano rifiutati di mettere ancora una volta la faccia su questo metodo, ma non lo sapremo mai».

Un metodo che Paglialunga dice di voler cambiare, a partire dal ruolo del segretario, nel caso fosse eletta sindaco. «Non può operare con connivenza e sudditanza, è una figura di garanzia troppo importante – precisa la candidata del centrosinistra – se vinceremo le elezioni faremo in modo di riordinare tutta la macchina amministrativa nella direzione di una massima trasparenza». Con il segretario Morosi e il dirigente dell’Urbanistica Paolo Strappato prossimi al pensionamento le prime due caselle sono già da risistemare.

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Questo è un articolo pubblicato il 27-04-2022 alle 17:46 sul giornale del 28 aprile 2022 - 281 letture






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