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Ancona: Fiaccolata per la Pace: “No alla Guerra, no al riarmo” lo spirito pacifista accende Ancona

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Le anime pacifiste della città si uniscono in una fiaccolata da piazza Cavour al Passetto contro la guerra, l’invio di armi all’Ucraina e l’aumento della spesa militare. Decine di persone rappresentanze di associazioni e partiti. Il Partito Democratico scende in piazza unito per la pace, ma diviso sul tema della spesa militare

Si sono accese le candele nel sabato sera anconetano, come sono accese le speranze di ritrovare la pace in Europa. Una metafora ben rappresentata dalla determinazione nel tenere vive le tante fiammelle che, nel freddo e teso vento della vigilia di Pasqua sono state portate da Piazza Cavour al Passetto, nella manifestazione indetta dall’Università per la Pace, a cui hanno aderito numerose sigle, partiti associazioni e singoli cittadini del territorio.

Una richiesta quella dei manifestanti non solo di far tacere il prima possibile le armi, ma anche di bloccare sul nascere la spirale al riarmo e della corsa agli armamenti. Un tema che sembra aver conquistato la cima del programma politico di molti paesi mondiali, compresa l’Italia e che ha visto un netto “No” della piazza dorica.

Decine i manifestanti che hanno preso parte alla fiaccolata partita alle 21 e 30 da piazza Cavour per arrivare fino al Passetto. Tante le associazioni tra queste l’Anpi Ancona, l’Acu Gulliver, la Caritas Diocesana e i City Angels di Ancona. Numerosi anche i partiti che hanno voluto dare voce alla propria vocazione pacifista. Tra questi il Partito Democratico, Altra Idea di Città, Dipende da Noi e il Partito Comunista Italiano.

La richiesta degli organizzatori dell’Università Per la Pace è stata rivolta alle amministrazioni locali nella prospettiva di interrompere l’invio di armi al popolo ucraino, non aumentare il budget in armamenti e fare pressione diplomatica nella ripresa del dialogo tra le parti. Quattro le proposte su come conseguire fattivamente tali obiettivi: Convocare l’assemblea elettiva dell’ente locale per discutere sull’applicazione dell’articolo 11 della Costituzione, dare disponibilità all’ospitalità ai profughi di guerra, realizzare gemellaggi con città di zone del mondo interessate da conflitti bellici e promuovere percorsi di eduzione alla pace nel territorio.

PERCHÈ PARTECIPARE ALLA FIACCOLATA

«Siamo contro la guerra e chiediamo che si ristabilisca una situazione di dialogo e di pace- spiega Tamara Ferretti presidentessa dell’Anpi Ancona- il Paese deve sentire che la maggioranza della popolazione vuole questa pace e per questo che siamo qui».

Roberta Coletta, Segretaria del PCI di Ancona nota come in questa occasione i contenuti della manifestazione siano più espressamente pacifisti rispetto alle altre occasioni precedenti: «La nostra è stata un’adesione sui contenuti. Un appello più netto di quello del 27 febbraio, un po' fumoso e votato alla pace come concetto generico. Il contenuto che traspare è no al riamo e all’aumento delle spese militari e l’avvio al costi quel che costi alla trattativa della pace».

«Importante risvegliare le coscienze e rifiutare una politica di riarmo e costruzione della guerra che può diventare guerra mondiale- osserva il Professore Roberto Mancini di Dipende da Noi- Aiutare il popolo ucraino significa essere solidali, accoglierli e soprattutto spezzare questa spirale e aprire uno spazio di dialogo con la Russia affinché finisca questo massacro».

Così Margherita Baldoni Copresidente Altra Idea di Città: «Aderiamo convintamente all’appello per la pace e anche per fermare la corsa al riarmo e alle spese folli. Obiettivo non alimentare questa guerra inviando nuovi armamenti che non serviranno a risolver i problemi e invece lavorare ad una soluzione pacifica».

LA MOZIONE PACIFISTA NEL PARTITO DEMOCRATICO

Scende in piazza anche il Partito Democratico della Provincia di Ancona, che presentea sul tema pacifismo e armamenti due anime parallele che hanno trovato rappresentanza, in questo caso, nelle voci del segretario Provinciale Falà e della ex Senatrice Silvana Amati. «Il PD è presente convintamente- spiega il Segretario provinciale Jacopo Falà- Riteniamo che l’unico orizzonte possibile sia quello della Pace. Il PD nazionale ha voluto rispondere positivamente al grido di dolore del popolo ucraino, ma dobbiamo ricordare che non c’è altra via che la pace e siamo qui per ribadire, con tutte le altre associazioni, questo nostro intimo convincimento».

Convincimento sicuramente comune a tutte le anime del PD, meno invece l’appoggio del Partito Democratico al Governo Draghi sulla scelta dell’incremento della spesa militare al 2% del Pil. Sebbene non esista una linea ufficiale all’interno del PD ha preso corpo nei giorni scorsi una presa di posizione di diverse “individualità” dem, riunitesi attorno ad una petizione lanciata in 4 città italiane, tra cui Ancona, nettamente contraria alla proposta dell'aumento della spesa militare (ne parliamo qui).

«Ho seguito l’iniziativa della Senatrice Amati e altri esponenti del nostro partito, che facendosi alle radici pacifiste del nostro mondo saranno alla Marcia della Pace Perugia-Assisi- ha proseguito Falà- In base ad un imperativo della loro coscienza hanno preso una posizione difforme rispetto a quella del partito a livello nazionale. È un fatto comprensibile e capiamo il disagio di questi nostri iscritti, tuttavia non possiamo che sostenere l’attività dei nostri gruppi parlamentari che hanno voluto fornire questo supporto strategico e militare. Il dibattito nel nostro partito è articolato e dobbiamo guardare in prospettiva. Non credo sia possibile l’invio continuo di armi, ma credo che vada perseguita la strada del negoziato».

Continua intanto crescere l’adesione alla petizione, come spiega l’onorevole Silvana Amati: “La raccolta delle firme prosegue attivamente e dopo Pasqua faremo un nuovo punto per capire come allargare l’adesione. Siamo soddisfatti e crediamo sia una questione giusta da voler riproporre. È impensabile che si tagli di 6 miliardi la scuola e 7 miliardi la sanità dopo quello che abbiamo vissuto per finanziare le spese militari. Su questo tema penso che il PD abbia posizioni molto diversificate. Per quello che riguarda la Dirigenza mi sembra che la posizione sia molto spesa sulla posizione del governo, ma il PD è plurale e sulle armi, come sulla Costituzione vale più la coscienza che la forma-partito».





Questo è un articolo pubblicato il 17-04-2022 alle 09:46 sul giornale del 19 aprile 2022 - 335 letture