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Simone Beato partecipa con una sua opera alla mostra a Roma per i cento anni dalla nascita di Vittorio Gassman

4' di lettura 15/04/2022 - FERMO - L'artista fermano è stato chiamato ad esporre una sua opera scelta da Alessandro, il figlio del grande attore. "Ritrae Gassman nelle sue mille espressioni: forte, spavaldo, comico, malinconico. Me la voglio godere, sono presente in un contesto così importante, quando mi ricapita più!" le parole di Simone.

"Questo è il piccolo lavoro del quale vi parlavo - scrive Simone Beato riferendosi al disegno su Gassman (vedi foto di copertina) - quello per il quale sono stato contattato dallo staff di Alessandro Gassman per partecipare, insieme ad altre tantissime persone, alla mostra in onore dei cento anni dalla nascita del grande Vittorio Gassman nella sezione dedicata ai ritratti. Sapete che vi dico? Me la voglio godere: un mio piccolo lavoro è entrato a far parte di una mostra importante dedicata a Gassman. A Gassman!"

L'evento racconta non solo la vita artistica ma anche quella privata del grande "Mattatore", scomparso 22 anni fa e considerato uno dei migliori e più rappresentativi attori italiani, nonché uno dei più grandi interpreti della commedia all'italiana.
Inaugurata lo scorso 9 aprile all'Auditorium Parco della Musica di Roma, la mostra resterà nella capitale fino al 29 giugno per trasferirsi a Genova (città dove Gassman è nato il 1 settembre 1922 da padre tedesco e madre ebraica) e diventare itinerante.

"Sono stato contattato da loro perchè avevano visto il disegno sul mio profilo Intasgram - racconta Beato - poi Alessandro Gassaman lo pubblicò di persona su twitter (lo staff mi avvisò di questa cosa, gentilissimi) penso lo abbia fatto anche per altri ma me la voglio godere, sono presente in un contesto così importante quando mi ricapita più. Le pareti dedicate a questa iniziativa sono affollatissime di opere, alcune davvero bellissime - prosegue Simone - e il mio lavoro si perderà sicuramente (vedi foto in basso con Alessandro Gassman, ndr), ma non mi importa: mai avrei pensato che la mostra per il quale fui contattato un anno fa fosse collegata a questa grande manifestazione, è un disegno fatto di scarabocchi con la penna direttamente sulla carta, semplice ma sentito, Gassman io lo vedo così, mille espressioni: forte, spavaldo, comico, poi d'improvviso malinconico con gli occhi persi in qualche rimasuglio della depressione che ha tanto combattuto. Va beh, mi fermo qui con il poema".

CHI È SIMONE BEATO

Ha frequentato l'Istituto d'arte "Ugo Preziotti" di Fermo, ha 41 anni. Nel corso degli anni ha preso parte a numerose mostre collettive: "Il Bianco" con Patrizia Di Ruscio, "Sarajevo 1.253 giorni d'assedio" con Bibi Iacopini e Pino Bartolomei , "Pastori sotto le stelle" con Ciro Stajano (arte) ed Eriberto Guidi (fotografia), "Il Sacro" organizzata dall'associazione Ex-allievi dell'Istituto d'arte Ugo Preziotti di Fermo, "ex Aequo" organizzata da Arte.events a Matera.

Ha allestito ad Artasylum a Fermo la sua unica personale dedicata ai quadri denominati Tele-Visioni: "quadri bianchi dai quali si delineano delle figure umane, come se stessero dietro la tela in cerca di un contatto, in continua torsione verso l'esterno" spiega l'artista fermano.

Simone Beato è arrivato in finale con una sua vignetta, nell'ultima edizione del Festival dell'Umorismo di Tolentino, è stata, per ora, la sua prima partecipazione a tale evento.
"Nel campo della pittura prediligo quella ad olio - racconta Beato - spero di avere la possibilità di ricominciare a dipingere a breve, mi piace disegnare con le penna degli scarabocchi fino a creare delle figure. Per il resto adoro tantissimo realizzare vignette, ma non sono una vignettista, mi piace fare caricature ma non sono un caricaturista, mi capita di collaborare a dei lavori di grafica ma non sono un grafico, insomma non ho nessuna qualifica, per me disegnare o dipingere non è una professione".

Simone Beato sarà erede artistico del grande maestro Danilo Interlenghi di Fermo? "Sarebbe un sogno! - esclama - ma lui è stato un professionista, io pubblico i miei lavoretti sul mio profilo Instagram e basta" conclude con eccessiva modestia: in realtà magari è già sulla buona strada.

(Cliccare sulle foto in fondo all'articolo per leggere la didascalia)

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Paolo Bartolomei


Questo è un articolo pubblicato il 15-04-2022 alle 14:36 sul giornale del 15 aprile 2022 - 259 letture

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