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Pesaro: Accoglienza profughi ucraini, Biancani: “Importante l’accordo con le strutture ricettive per mettere a disposizione posti letto"

biancani ucraina 3' di lettura 14/03/2022 -

Per quanto riguarda gli alloggi, a livello nazionale, la competenza è affidata in primo luogo alle Prefetture ma in raccordo con i commissari regionali, quindi i presidenti di Regione. Le Prefetture devono attivare la rete dei centri di accoglienza normalmente utilizzati per tutti i migranti (CAS e SAI), le Regioni devono contribuire al reperimento di ulteriori strutture qualora fossero necessarie.

Ad oggi la Regione Marche ha nominato un comitato di coordinamento dell’emergenza. Purtroppo però i Comuni registrano le prime difficoltà a reperire alloggi e in tempi brevi servono accordi con le strutture ricettive. L’Emilia Romagna, ad esempio, ha già stilato, assieme alle associazioni di categoria del settore alberghiero, una convenzione per le camere d’albergo che saranno via via necessarie.

Persino i comuni si stanno attivando in autonomia, prevedendo che i numeri dei migranti ucraini cresceranno esponenzialmente. Il Comune di Pesaro ad esempio ha messo a disposizione i posti letti già attivi negli hotel per l’emergenza freddo dei senza tetto mentre Croce Rossa e Caritas locali hanno attivato ulteriori posti letto. Stiamo parlando, però, di un numero di alloggi ridottissimo rispetto alle esigenze che avremo a breve, mano mano che arriveranno in Italia gli ucraini che al momento si stanno radunando nei paesi europei di confine.

L’intervento della Regione per i posti in hotel è fondamentale. È importante che definisca quanto prima una convenzione con le associazioni di categoria del settore alberghiero, per garantire la disponibilità di alloggi adeguati ai profughi.

Il secondo problema è quello dell’assenza di mediatori culturali che parlino ucraino. Il mediatore culturale non è un semplice traduttore ma un professionista in grado di facilitare il dialogo e la comprensione tra gli operatori dei servizi locali e un cittadino di un altro paese, con un’altra lingua, un’altra cultura e soprattutto abituato a servizi che funzionano in modo diverso.

Ad arrivare in Italia dall’Ucraina sono soprattutto persone anziane, donne con bambini e anche minori non accompagnati. Si tratta di soggetti che hanno da subito bisogno di accedere a diversi servizi sociali e sanitari, ma che ad oggi non trovano operatori in grado di capirli. Mi hanno già segnalato dei grandi sforzi che gli operatori stanno facendo per rispondere alle richieste delle persone, come quelle con patologie croniche che necessitano di farmaci particolari con urgenza, essendo magari fuggiti senza portarli con sé.

So che l’Area Vasta 2 ha già aperto un bando per reperire alcuni mediatori culturali, ma trovo un errore che si sia partiti in ordine sparso. La Regione e l’ASUR devono intervenire velocemente per aprire un bando unico che dia risposte a tutti i territori. Occorre coordinare questo processo, importantissimo per garantire la salute di queste persone ma anche per facilitare il lavoro dei nostri operatori socio-sanitari che stanno già dando il massimo e meritano ogni supporto possibile.

Mentre si svolgono i bandi, che comunque potrebbero avere tempi lunghi prima dell’inserimento in servizio di queste figure, andrebbero definiti da subito degli accordi insieme alle associazioni che raccolgono gli ucraini che vivono nei nostri comuni, affinché possano affiancare per un breve periodo, come volontari, il personale sanitario e svolgere almeno la semplice traduzione dei colloqui.


da Andrea Biancani
Consigliere Regionale 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-03-2022 alle 09:37 sul giornale del 15 marzo 2022 - 335 letture

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