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Jesi: insulti razziali verso una sartoria orientale: tre giovani incastrati dalla polizia e denunciati

2' di lettura 14/03/2022 - In una occasione il figlio dei titolari ha reagito ma è stato picchiato. Ecco come sono stati scoperti e chi sono i tre giovani.

Alla fine del mese scorso 2022 i titolari di una sartoria cinese da anni presente in città, ben integrati nella comunità, hanno denunciato in Commissariato di essere stati oggetto di comportamenti vessatori e molesti ad opera di tre giovani sconosciuti. Da circa due mesi, infatti, ricevevano visite poco cortesi di tre giovani, che entrando nell'attività, iniziavano a insultare tutti i presenti, titolari e clienti con frasi offensive anche a sfondo razziale, con gesti e atteggiamenti sprezzanti nei loro confronti.

Queste visite si sono fatte sempre più frequenti fino a raggiugere anche le tre volte a settimana, rendendo la situazione intollerbaile tanto che il figlio dei titolari in una occasione si sarebbe ribellato chiedendo di smetterla, ricevendo però percosse ed ulteriori insutli. Poi i tre si sarebbero dileguati lungo le vie adiacenti alla sartoria.

Non appena raccolta la denuncia sono partite le indagini per individuare i tre. Poichè nessun testimone era in grado di fornire elementi utili, la Polizia ha trovato riscontri preziosi dalle memorie dei circuiti di videosorveglianza presenti sulle aree vicine alle zone delle aggressioni. I fotogrammi hanno infatti fornito caratteristiche somatiche e altri dettagli ben definiti dei tre giovani, appena maggiorenni.

Ma è stato soprattutto grazie alla memoria ferma di un Ispettore in servizio presso il Commissariato di Jesi a consentire la svolta nelle indagini e la soluzione del caso.

Qualche sera dopo i fatti l’investigatore, libero dal servizio, mentre faceva due passi nei pressi dei giardini pubblici, ha notato che uno dei due giovani che passeggiavano proprio a pochi metri da lui vestiva capi di abbigliamento identici e quelli già visti indosso a uno degli aggressori della sartoria cinese e captati dalle telecamere, i cui fotogrammi erano stati acquisiti e studiati proprio da lui.
Avvicinatosi ai due si è reso conto che anche le caratteristiche somatiche corrispondevano perfettamente a quelle dei soggetti ripresi e, quindi, li ha raggiunti, si è qualificato e li ha così identificati.

I due giovani, uno dei quali di origine straniera ma entrambi della zona, messi alle strette, hanno ammesso di essere i molestatori del negozio cinese; in breve è stato individuato anche il terzo – di nazionalità romena ma anch’egli residente in questo comprensorio – e tutti risponderanno all’Autorità Giudiziaria per i fatti denunciati.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un articolo pubblicato il 14-03-2022 alle 10:35 sul giornale del 15 marzo 2022 - 308 letture

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