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Ancona: L'appello di Don Mihajlo Korceba: «Ora servono i farmaci». Temporaneamente sospesa raccolta di vestiti e alimenti»

3' di lettura 04/03/2022 - Intervista a don Mihajlo Korceba, sacerdote della parrocchia di Vallemiano, riferimento della comunità ucraina in Ancona e per l'invio di donazioni. Don Mihajlo: «Ora si apre anche la fase dell'accoglienza. Già alcuni hanno dato disponibilità a chi sta arrivando»

Don Mihajlo Korceba è il parroco della Chiesa di San Paolo Apostolo di Ancona e fin dalle prime ore del conflitto scoppiato con l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia di Putin è stato uno dei punti di riferimento della comunità ucraina in Ancona e non solo. Don Mihajlo Korceba, da 30 anni in Italia, ha origini ucraine ed è la guida spirituale della numerosa comunità ucraina in Ancona. La parrocchia è diventa di San Paolo Apostolo di via Tavernelle è diventata in meno di due giorni il punto di raccolta delle donazioni materiali portate da privati e associazioni di tutto il territorio. Dalla chiesa sono già partiti più di 10 furgoni carichi di beni di prima necessità.

LA GENEROSITÀ ANCONETANA

«Abbiamo avuto una grande partecipazione. Sono venuti in tanti e non solo dalla parrocchia, ma anche da fuori, per aiutarci a inscatolare e fare la cernita. Tanta gente ci ha aiutato per andare avanti questa raccolta». Mentre viene (almeno momentaneamente) sospesa la raccolta alimentare e quella di vestiti coperte: «Invitiamo privati e persone a non acquistare altri alimentari. Questo perché ci sono diversi gruppi e raccolte di parrocchie ed associazioni che sono partiti con la raccolta nei giorni scorsi e ora ce li dovranno portare. Ci sarà quindi un accumulo. Non invitiamo quindi i privati a portarli, così come abbiamo bloccato la raccolta di vestiario e coperte».

OCCORRONO FARMACI

A rimanere una priorità sono invece i farmaci, medicine e prodotti di farmacia,sempre più essenziali e preziosi: «Sono ancora utili le donazioni di prodotti di farmacia. Serve tutto: farmaci generici, garze, materiale da pronto soccorso, ma anche farmaci per diabete e pressione, anche medicine che si hanno in casa e non si usano possono essere portate».

IN ARRIVO I PRIMI PROFUGHI

Sono in arrivo anche i primi profughi che sfuggiti alle bombe russe hanno trovato ospitalità da amici e parenti. «Si apre ora un'altra pagina. Le persone stanno arrivando. Qualcuno ha già da subito dato la disponibilità per l'accoglienza di chi arriva».

Per adesso sarebbero arrivate solo poche persone ad Ancona e nei prossimi giorni si attende qualche altra decina di arrivi, quasi tutti gestiti all'interno della comunità ucraina: «In Italia ci sono tanti ucraini. Chi deve venire in Italia fa riferimento alle persone che conosce. E si rivolge direttamente a loro, che se riescono risolvono da soli. Ma c'è anche chi non riesce ad accogliere, come ad esempio una badante che sta a casa di una persona anziana e non può gestire la situazione da sola. In quel caso ci si può rivolgere a noi, alla comunità ucraina e anche al canale della Caritas diocesana. In questo momento è ancora impossibile dire quanti saranno gli arrivi».

ARRENDERSI ORA SIGNIFICHEREBBE SCOMPARIRE

L'Italia ed Ancona si confermano quindi pronte ad accogliere persone che scappano da una situazione insostenibile e che in molti casi hanno visto distrutta la loro precedente vita:

«Sono persone provate psicologicamente. Non ho ancora incontrato nessuno, ma quando si scappa dalla guerra i traumi sono brutti. Anche se il popolo ucraino sta dimostrando una grande tenuta morale. Non c'è intenzione di arrendersi, perché arrendesi significa scomparire. Significa perdere la libertà e non c'è questa opzione. Dall'altra parte si pongono condizioni, ma la prima condizione è far tacere le armi. Chi spara non può porre le condizioni come se la colpa è di colui a cui spara. L'unica condizione accettabile è l'uscita della Russia dall'Ucraina».


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it







Questa è un'intervista pubblicata il 04-03-2022 alle 19:42 sul giornale del 05 marzo 2022 - 228 letture

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