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Ancona: Il prof ucraino ad Ancona: "Vicinanza dell'Italia ci ha colpito. Gli ucraini stanno mostrando a Putin di saper resistere"

3' di lettura 02/03/2022 - Oleg Rumyantsev è professore di lingua russa e ucraina all'Università di Palermo ed è in Italia e ad Ancona da più di 20 anni. Racconta di una Ucraina decisa a non piegarsi a Putin, ma che resiste nonostante le difficoltà

Oleg Rumyantsev è professore presso l'università di Palermo di lingua russa e ucraina, ma ha insegnato per anni nelle Marche dove risiede da oltre 20 anni e dove vive la sua famiglia. È infatti tra i rappresentanti della comunità ucraina di Ancona, attivissima in queste difficili ore. «Con lo schieramento delle truppe nel Donbass avevamo capito che qualcosa era nell'aria, ma all'inizio del conflitto è stato shockante» spiega il prof Rumyantsev, ripensando alle prime ora dell'offensiva russa in suolo ucraino «La situazione a Kiev è molto dura. Non è in atto solo una azione militare. I miei amici mi raccontano di bombardamenti sulla città. Ogni genere di mancanze rendono difficile gestire la situazione. È una situazione inconcepibile anche al di là della mia personale indignazione umana nei confronti della guerra».

Il sostegno dell'Italia e di Ancona

Una indignazione che migliaia di italiani ed anconetani hanno voluto manifestare a sostegno del popolo Ucraino. «Abbiamo sentito tanta vicinanza. Ci ha aiutato molto. Siamo rimasti anche sorpresi e colpiti. Fino a non molto tempo fa alcune fasce di popolazione italiana e anche locale scrivevano dando agli ucraini dei nazisti e accusandoli di massacri nel Donbass, senza pensare che quei massacri erano a danno di cittadini Ucraini di lingua russa e non a danno dei russi. Oggi la situazione nel Donbass vede invece perseguitati i cittadini che parlano ucraino».

«Nel Donbass chi parla ucraino rischia la galera e la vita»

«Con l'arrivo delle forze occupanti nel Donbass è stata proibita la lingua ucraina. Chiunque è sentito parlare ucraino è denunciato dai servizi occupanti e rischia la galera e quindi la vita».

«Putin non teme la NATO. Aggredisce per non perdere Ucraina e per problemi interni»

Una aggressione quella della Russia che ha colto tutti impreparati ma che inizia a gettare le proprie basi nel 2014 con l'annessione della Crimea. «Prima del 2014 l'Ucraina era un paese neutrale e non c'era nessuna necessità di entrare nella NATO, ma dopo che la Russia ha invaso la Crimea è stato chiaro che occorreva rivolgersi ad un'alleanza per far fronte ad un paese potente come la Russia. In generale credo si stai un po' ingigantendo il ruolo della NATO».

«Putin non ha paura della NATO, ma sta minacciando la NATO, perché nella sua visione c'è la volontà di restaurare una Grande Russia come quella sovietica o come quella dello Zar, un impero di cui Kiev secondo lui fa parte. Inoltre non vuole passare alla storia come colui che ha perso l'Ucraina e quindi la faccia, verso altri stati sotto l'influenza russa e verso la politica interna».

«La guerra anche per tenere a bada opposizione in Russia».

Le azioni di Putin hanno sollevato proteste in Italia e in tutto il mondo, compresa la stessa Russia. Proteste spesso seguite da una repressione anche dura «In Russia la situazione di Putin non è delle più rosee. C'è una opposizione attiva e una profonda insoddisfazione della popolazione, che si accontentano di condizioni di vita modeste a fronte di una distribuzione delle ricchezze profondamente ingiusta. Negli ultimi anni si anche le libertà personali sono state troncate. Come spesso accade si muove l'attenzione nazionale verso l'esterno per evitare di rispondere a delle responsabilità con il proprio popolo».

«L'Ucraina resiste. Colpito dal coraggio della gente»

Viene da chiedersi se al momento di dare il via all'invasione Putin si aspettasse una resistenza così inflessibile del popolo ucraino che ha colpito anche il professore Oleg Rumyantsev «La situazione è durissima, ma il coraggio degli ucraini dà speranza. La popolazione ha dimostrato una grande coesione e senso di nazionalità, la società è molto compatta e tiene moralmente».


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it





Questo è un articolo pubblicato il 02-03-2022 alle 15:38 sul giornale del 03 marzo 2022 - 217 letture

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