Le “Marche ferroviarie”, OR.S.A.: "Riaprire gli impianti, creare occupazione"

binari 3' di lettura 14/01/2022 - Non è facile comprendere come sia stato possibile che le “Marche ferroviarie” negli ultimi decenni abbiano perso impianti ( Impianto Passeggeri lunga Percorrenza e Impianto Mercitalia ), officine ( Fabriano ), sale controllo ( RFI Ancona ) e con essi si sono persi innumerevoli posti di lavoro: eppure per la loro produttività le “Marche ferroviarie” era sempre stata ai primi posti nelle graduatorie nazionali con professionalità e maestranze di alto livello.

La recente chiusura nel 2015 della linea per Ancona Marittima è stata una scelta inspiegabile osteggiata sino all’ultimo da OR.S.A. Marche sia per il mancato servizio viaggiatori al centro della città sia per la mancata opportunità di operare gli interscambi ( treno-nave) tanto auspicata negli stessi anni dall’Europa.

Nelle Marche tanta occupazione è stata creata proprio grazie ai treni e alle infrastrutture: il compartimento di Ancona, uno dei più estesi ed antichi d’Italia, fino a pochi anni fa risiedeva in uno dei più bei palazzi del centro d’Ancona come evidenziare la simbiosi tra città e ferrovia. Oggi il suo prestigio sembra sia venuto a mancare, a favore di altre città dello stesso compartimento.

Un sussulto d’orgoglio lo si è avuto con l’elettrificazione della linea Ascoli – P. Ascoli nel 2013 che ha portato benefici sia ai cittadini di quel territorio sia alle casse delle ferrovie che hanno visto aumentare le entrate offrendo un servizio di gran lunga superiore ma, è stato il frutto della caparbietà della provincia d’Ascoli Piceno e non certo della volontà regionale d’allora.

Attualmente il treno rappresenta il mezzo più incentivato dalle politiche nazionali ed europee. Le alte tecnologie per la sicurezza e per l’aumento della capacità delle linee, già operanti in quelle ad alta velocità, saranno applicate anche alle linee regionali come i treni all’idrogeno per le tratte secondarie.

Le Marche, purtroppo, hanno avuto per troppi anni una classe dirigente che ha creduto poco nel trasporto su ferro e tutti questi rinnovamenti non saranno utilizzati nei prossimi anni alle sue reti regionali diversamente, ad esempio, della regione Abruzzo che invece si sa muovere benissimo negli investimenti e innovazioni ferroviarie.

Non possiamo quindi che applaudire il repentino cambio di direzione dell’assessore alle infrastrutture regionali Baldelli che sta cercando di recuperare gli anni e le occasioni perdute: in pochi mesi ha riaperto la ferrovia Fabriano- Pergola chiusa da 8 anni per un banale dilavamento (per ora a scopi turistici), ha bloccato la realizzazione della ciclabile sul tracciato della ferrovia Fano-Urbino che avrebbe rappresentato la sua definitiva morte e in attesa del suo progetto, già finanziato per un milione di euro grazie al lavoro del sottosegretario Rossella Accoto, ha aggiunto un ulteriore finanziamento di 350.000 mila euro per il riallaccio delle due linee. Tale iniziativa crea di fatto un potenziale operativo di gran lunga più efficace rispetto al solo ripristino delle due linee, per ora separate, con destinazione Pergola ed Urbino.

A fronte di qualche centinaia di migliaia di euro per i progetti sarà possibile richiedere finanziamenti per centinaia di milioni di euro che realizzeranno infrastrutture fisiche, sostenibili, integrate, resilienti, intelligenti e digitali per costruire un futuro migliore per le nuove generazioni, creare occupazione e accorciare le distanze dei paesi lontani dalle principali direttrici per connettersi alle importanti metropoli d’ Italia.

Riaprire Impianti e creare occupazione deve essere la colonna sonora dei prossimi anni per le Marche.


da Segretario Regionale – OR.S.A. Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-01-2022 alle 16:38 sul giornale del 15 gennaio 2022 - 199 letture

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