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Civitanova: "Non ci fu diffamazione", il Tribunale archivia la denuncia della giunta contro Mei sulla prelazione di Villa Eugenia

4' di lettura 29/12/2021 - È stata archiviata, su richiesta del pubblico ministero del Tribunale di Macerata Claudio Rastelli la denunciata presentata tre anni fa dalla giunta comunale nei confronti del consigliere del Movimento 5 Stelle Stefano Mei per la vicenda della prelazione di Villa Eugenia.

A darne notizia è stato lo stesso Mei, che a pochi giorni dalla chiusura della questione giudiziaria legata ai rimborsi per i pasti ai terremotati (ne è stato scagionato anche in quel caso) vede cadere un’altra accusa mossa nei suoi confronti, in questo caso molto “rumorosa” perché erano stati il sindaco Fabrizio Ciarapica e tutti gli assessori della giunta dell’epoca a mobilitarsi. Secondo questi ultimi, infatti, la diffida a rinunciare alla prelazione su Villa Eugenia conteneva passaggi che oltrepassavano il confine del diritto di critica politica, ledendo la dignità degli elementi della giunta stessa. Ma il pm non è stato dello stesso avviso. «Si ritiene che il Mei, nella predetta veste [di consigliere comunale, ndr], non abbia fatto altro se non esercitare il proprio diritto di critica politica su un fatto storico – si legge nella richiesta di archiviazione che il pm aveva depositato a luglio 2020 e che è stata accolta qualche giorno fa – il diritto di critica si concretizza infatti, in un giudizio valutativo che postula l’esistenza del fatto assunto a oggetto (lo stato dei luoghi di Villa Eugenia) o spunto del discorso critico e forma espositiva e, conseguentemente, esclude la punibilità di coloriture e iperboli, toni aspri e polemici, linguaggio figurato o gergale, purché tali modalità espressive siano proporzionate e funzionali all’opinione o alla protesta, in considerazione degli interessi e dei valori che si ritengono compromessi».

Mei, difeso dall’avvocato Alberto Feliziani, non è solo soddisfatto dell’esito della vicenda, ma anzi è pronto a rilanciare. «Alla luce di quanto accaduto, è evidente che sia stato io ad essere calunniato da Ciarapica e dalla giunta – spiega il consigliere comunale pentastellato – per cui presenterò una querela verso la giunta stessa per le parole usate all’epoca nei miei confronti. Devo ringraziare l’avvocato Feliziani e il suo studio, all’epoca nemmeno lo conoscevo e si propose di prendere le mie difese. Un cittadino, a maggior ragione un consigliere comunale, che esprime le sue ragioni su una questione di interesse pubblico non può essere condannato per diffamazione se ci sono fatti accertati ed opinioni esposte con cognizione di causa: è questo il principio che viene riaffermato con questa decisione del tribunale».

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Questo è un articolo pubblicato il 29-12-2021 alle 14:55 sul giornale del 30 dicembre 2021 - 169 letture

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