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comunicato stampa

Crisi Caterpillar: coinvolte anche 70 famiglie della diocesi. La Conferenza Episcopale marchigiana chiede di rivedere la decisione di chiudere

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La Commissione Regionale per i problemi sociali e del lavoro, a nome della Conferenza Episcopale Marchigiana esprime la sua più ampia vicinanza e solidarietà ai tutti i 270 lavoratori della azienda Caterpillar Hydraulics Italia di via Roncaglia Jesi a seguito dell’annuncio che hanno ricevuto il 10 Dicembre dalla direzione aziendale di chiusura definitiva dello stabilimento entro il mese di Febbraio.

Siamo a conoscenza che lo stabilimento di Jesi, appartenente alla multinazionale statunitense Caterpillar inc., ha rappresentato e rappresenta una eccellenza di qualità nella produzione di cilindri idraulici e che anche in quest’ultimo anno stava lavorando a pieno regime su tre turni giornalieri, e anche i risultati economici e di bilancio della Caterpillar non lasciavano presagire una decisione così drastica e così dura per i lavoratori e per il nostro territorio.

La Chiesa riconosce la giusta funzione del profitto, come primo indicatore del buon andamento dell'azienda: « quando un'azienda produce profitto, ciò significa che i fattori produttivi sono stati adeguatamente impiegati ». Ciò non offusca la consapevolezza del fatto che non sempre il profitto segnala che l'azienda stia servendo adeguatamente la società. È possibile, ad esempio, « che i conti economici siano in ordine ed insieme che gli uomini, che costituiscono il patrimonio più prezioso dell'azienda, siano umiliati e offesi nella loro dignità ». È quanto avviene quando l'impresa è inserita in sistemi socio-culturali improntati allo sfruttamento delle persone, inclini a sfuggire agli obblighi di giustizia sociale e a violare i diritti dei lavoratori. (compendio della Dottrina Sociale della Chiesa nr. 340)

Purtroppo con papa Francesco dobbiamo constatare che spesso Il paradigma tecnocratico tende ad esercitare il proprio dominio anche sull’economia e sulla politica. L’economia assume ogni sviluppo tecnologico in funzione del profitto, senza prestare attenzione a eventuali conseguenze negative per l’essere umano. (Laudato si’ nr 109)

Riteniamo che rinunciare ad investire sulle persone per ottenere un maggior profitto immediato è un pessimo affare per la società. (Laudato si’ nr 128)

La vicenda della Caterpillar è una vicenda emblematica di “una economia che uccide” la dignità dell’uomo anziché esserne al servizio, e pertanto va contrastata in ogni modo. Per questo, in primo luogo chiediamo ai responsabili della direzione di Caterpillar di rivedere la decisione di chiusura aziendale, dello stabilimento di Jesi. In secondo luogo chiediamo a tutte le istituzioni comunali, regionali e nazionali di prendere parte ed interessarsi a questa crisi industriale, probabilmente la più importante della regione Marche dopo quella di Fabriano.

Siamo vicini umanamente e spiritualmente a tutte le lavoratrici ed i lavoratori della Caterpillar, alle loro famiglie, alle piccole imprese che costituiscono l’indotto di Caterpillar; sosterremo con tutti i nostri mezzi la difesa del lavoro che hanno iniziato i lavoratori, anche partecipando fisicamente alle prossime manifestazioni pubbliche tramite i nostri uffici per la pastorale sociale e del lavoro presenti in tutte le diocesi Quest’anno non è un felice Natale per la nostra regione, la nostra preghiera pur nella speranza che scaturisce dalla Luce portata sulla terra da Gesù non può che essere carica di sofferenza per questi nostri fratelli.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-12-2021 alle 09:42 sul giornale del 29 dicembre 2021 - 147 letture