Senigallia. Coen: "Solo una persona in malafede potrebbe paragonare la Germania del '34 alla situazione attuale dei non vaccinati"

7' di lettura 02/12/2021 - Le polemiche sulle dichiarazioni dell'assessore Bizzarri hanno ormai raggiunto la ribalta nazionale. Abbiamo posto alcune domande ad Ettore Coen, esponente della Comunità Ebraica di Senigallia e collaboratore del nostro giornale.

Che cosa è successo in Germania nel '34?

Prima di entrare nel merito della questione desidero fare un piccolo “ripasso” di Storia, materia troppo spesso dimenticata. Contrariamente a quanto normalmente ritenuto, non fu Hitler ad influenzare Mussolini ma, almeno nei primissimi anni ’30, l’esatto contrario. Il Duce ed il regime da lui creato infatti, erano per il futuro Fűhrer un modello ed un esempio da esportare in una Germania che stava vivendo i difficili ed umilianti anni successivi alla prima guerra mondiale.Era addirittura lo stesso Hitler che desiderava ardentemente conquistare l’amicizia ed il favore di quello che considerava il suo modello, un Mussolini che, al contrario, guardava con disprezzo quell’ex caporale tedesco giunto al potere.
Il tentativo di annessione dell’Austria da parte del Fűhrer del ’34 si scontrò addirittura con l’opposizione del Duce che inviò l’esercito al Brennero al fine di dissuadere la Germania dalle sue mire espansionistiche.

Ora relativamente alla domanda, la prima serie di leggi, emanata tra il 1933 e il 1934 in Germania, puntava soprattutto a limitare la partecipazione degli Ebrei alla vita pubblica. La prima disposizione a ridurre in modo significativo i diritti dei cittadini ebrei fu la “Legge per la Restaurazione del Servizio Civile Professionale”, varata il 7 aprile 1933, secondo la quale funzionari e impiegati pubblici ebrei – insieme a quelli giudicati “politicamente inaffidabili” - dovevano venire esclusi dalle cariche e dalle funzioni pubbliche

Nell’aprile del 1933, la legge tedesca limitò il numero di studenti ebrei che potevano frequentare le scuole e le università. Nel corso dello stesso mese, altre leggi ridussero fortemente le “attività ebraiche” nella professione medica e in quella legale. Leggi e decreti successivi limitarono il rimborso ai medici ebrei da parte delle assicurazioni sanitarie costituite con fondi pubblici. La città di Berlino proibì agli avvocati ebrei e ai notai di lavorare su materie legali; il sindaco di Monaco, inoltre, vietò ai medici ebrei di curare pazienti non ebrei e il Ministro dell’Interno bavarese negò agli studenti ebrei l'ammissione alla facoltà di medicina.

A livello nazionale, il governo nazista revocò la licenza ai commercialisti ebrei; impose una quota, non superiore all’1.50%, di “non ariani” che potessero frequentare le scuole e le università pubbliche; licenziò gli impiegati civili ebrei dell’esercito e, all’inizio del 1934, proibì agli attori ebrei di esibirsi, a teatro come sullo schermo.

Le amministrazioni locali emanarono anche regolamenti che colpivano diverse altre sfere della vita della comunità ebraica: in Sassonia, per esempio, venne loro proibita la macellazione secondo i rituali tradizionali, impedendo così di fatto agli Ebrei di seguire le proprie regole alimentari.

A partire dal 24 gennaio del 1934 il governo tedesco vietò agli Ebrei di far parte dell’Associazione denominata Fronte del Lavoro; l’appartenenza a tale associazione era però obbligatoria per gli operai e gli impiegati e quindi questo decreto privava, di fatto, gli Ebrei della possibilità di trovare un impiego nel settore privato, e negava a chi era già impiegato, di godere dei benefici degli altri iscritti.

Queste furono solo le premesse per quello che poi sarebbe accaduto negli anni successivi con l’inasprimento delle restrizioni per gli ebrei fino a veri e propri pogrom culminati la notte tra il 9 e 10 novembre 1938 con la Kristallnacht, “La notte dei cristalli”, in cui furono distrutte 267 Sinagoghe, frantumate le vetrine di circa 7500 negozi appartenenti ad ebrei, profanati cimiteri ebraici e saccheggiate abitazioni (nella foto in calce una delle abitazioni).

Tutto questo sfociò poi nella Shoah con i suoi oltre 6 milioni di ebrei deportati ed uccisi le cui premesse erano state gettate proprio nel 1934 quando il comandante delle SS Himmler, il 10 dicembre, creò l’Ispettorato ai Campi di Concentramento affidandone la direzione al Generale delle SS Theodor Eicke.

La situazione nella Germania del '34 può essere paragonata alla situazione attuale dei non vaccinati costretti a restare chiusi in casa?

Assolutamente no: Solo un cretino o una persona in malafede potrebbe paragonare quanto esposto sopra alla situazione attuale dei non vaccinati. Ricordo che agli ebrei non veniva data possibilità di scelta; anche il fatto di convertirsi al cristianesimo non assicurò loro la salvezza (e già solo questo dovrebbe far riflettere sulla differenza delle due situazioni …..).

Il fatto che un'affermazione come questa arriva da parte di un esponente politico di un partito dove in tanti ricordano con nostalgia il regime fascista aggrava la situazione?

Non sono solito esprimere giudizi se non conosco bene i fatti. Quello che so è che l’Assessore Bizzarri ha postato una frase rilanciandola da un post del giornalista Borgonovo. Io non so se la frase è stata decontestualizzata per cui se l’Assessore l’avesse pubblicata criticandola, avrebbe sicuramente una valenza diversa dal pubblicarla perché ne condivide ed apprezza il contenuto.
Certo che se fosse questo il caso sarebbe quanto mai deprecabile che un rappresentante delle Istituzioni faccia simili paragoni dimostrando in primis di non conoscere la Storia, dimenticandosi che in veste di Amministratore pubblico rappresenta anche noi cittadini e soprattutto offendendo la memoria di milioni di morti ed il dolore dei sopravvissuti.
Aggiungo anche di aver letto un comunicato del partito di appartenenza dell’Assessore Bizzarri in cui si dice che non c’è evidenza che l’Assessore facesse riferimento ai vaccini o al Green Pass (https://vivere.me/cw1z) ; ne prendo atto e prima di esprimere un giudizio definitivo chiedo all’Assessore di chiarire a cosa faceva riferimento e di dire esplicitamente se condivide o meno il post di Borgonovo.
Sicuramente desta preoccupazione l’ondata di antisemitismo che si sta abbattendo in Europa soprattutto nei paesi dove ci sono al governo partiti ultranazionalisti ma auspico e credo che nel partito dell’Assessore in questione i “nostalgici”, benché presenti, siano una minoranza.
D’altro canto anche in campo diametralmente opposto abbiamo una nutrita pattuglia di antisemiti come provano le continue aggressioni alla sfilata del 25 aprile agli ebrei che manifestano con la bandiera della Brigata Ebraica (che combatté per liberare l’Italia dal nazifascismo) da parte di manifestanti filopalestinesi dimenticandosi, forse, che durante il secondo conflitto mondiale questi ultimi erano alleati dei nazisti (anche qui un ripassino alla Storia non farebbe male).

In Italia, per fortuna, chiunque può esprimere la propria opinione, anche se scomoda e inopportuna. Ma questo diritto va riconosciuto anche a chi rappresenta le istituzioni?

No, anzi credo che in alcuni casi non vada proprio riconosciuta. Esiste peraltro una legge fortemente voluta dalla nostra concittadina e Senatrice Silvana Amati promotrice e prima firmataria del D.D.L. sul negazionismo. Credo quindi che come non sia consentito negare alcune verità, queste non possano neanche essere banalizzate negandone implicitamente la gravità. Ritengo quindi che libertà di pensiero ed espressione non vogliano necessariamente dire poter “dire e fare ciò che vogliamo”; ne è un esempio l’articolo 658 del codice penale che punisce chi diffonde notizie false o pericoli inesistenti (Procurato allarme). A maggior ragione questo vale per chi rappresenta le Istituzioni.

Vorrei concludere questa breve intervista con una riflessione: i No Green Pass hanno sfilato con il pigiama a righe tipico dei detenuti ebrei dei Campi di Concentramento. In passato lo avevano fatto indossando una Stella Gialla cucita addosso ed hanno rivolto minacce ed insulti alla Senatrice Liliana Segre. Se tutto ciò non fosse tragico sarebbe comico. Che credibilità possono avere queste persone, evidentemente prive di una qualsiasi base culturale, che organizzano queste pagliacciate? Come possono sperare che qualcuno possa prendere sul serio le loro affermazioni mettendosi così in ridicolo con la loro pochezza e mancanza di sensibilità? Qui di seguito le parole del deputato Emanuele Fiano figlio di Nedo Fiano, uno dei pochi sopravvissuti al campo di concentramento di Auschwitz. “I No Green Pass hanno sfilato con il pigiama a righe; è evidente che noi abbiamo parzialmente fallito. Ci sono milioni di italiani che non conoscono la storia. Bisogna aumentare le ore di storia a scuola: è maestra di vita, conoscere è il primo passo per capire, e se si capisce non si insultano i morti dei Lager”.

Foto Archivio "Bildarchiv Preussischer Kulturbesitz"








Questa è un'intervista pubblicata il 02-12-2021 alle 18:05 sul giornale del 03 dicembre 2021 - 344 letture

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