Urbino: Giovane rapinato e investito in pieno centro a Cagli, arrestati i tre responsabili

4' di lettura 15/11/2021 - Alle prime ore dell’alba di venerdì i carabinieri di Fano insieme al Nucleo Investigativo di Pesaro-Urbino, con la collaborazione dei militari di Tor Vergata, Anzio e Pomezia, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di misura cautelare in carcere emessa dal Gip di Urbino nei confronti di tre soggetti (due di loro sono fratelli), un 26 enne e due 21enni, tutti e tre di Ardea (RM), ritenuti responsabili di rapina e lesioni aggravate ai danni di un giovane cagliese, e di detenzione ai fini di spaccio di grandi quantitativi di sostanze stupefacenti.

I fatti che hanno dato avvio all’indagine risalgono al pomeriggio dello scorso 10 ottobre, quando la Centrale Operativa di Fano riceveva da Cagli una richiesta di intervento per l’investimento di un giovane avvenuto in pieno centro ad opera di una autovettura che successivamente si era allontanata senza prestare soccorso.

Il giovane era stato trasportato d'urgenza in ambulanza presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Urbino, dove gli venivano riscontrati politraumi con una prognosi di 30 giorni.

Le immediate indagini avviate dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Fano hanno permesso di ricostruire i fatti ed in particolare di appurare che in realtà il giovane cagliese era stato vittima di una rapina.

Aggredito violentemente con pugni e calci, era stato rapinato del contante già predisposto per l’acquisto di stupefacente, pari a 30.000 euro, nonché dello zaino contenente i suoi effetti personali.

Dalle risultanze investigative è emersa quindi la particolare pericolosità degli indagati, i quali avevano premeditatamente organizzato il piano criminale per impossessarsi della cospicua somma di denaro.

Fondamentali per la ricostruzione degli eventi le indagini repentine e meticolose compiute dai militari: innanzitutto da subito si era risaliti ad un'aggressione grazie al rinvenimento sul luogo di chiare tracce ematiche. Sono state recuperate inoltre anche due valigie che avrebbero dovuto contenere lo stupefacente, ma che in realtà contenevano solo del gesso e rotoli di carta assorbente. Sull'asfalto infine è stato recuperato un tergicristallo di auto rotto, a cui il giovane si era aggrappato nel vano tentativo di impedire la fuga dei suoi aggressori.

I militari quindi grazie ai lettori targa system dei Comuni di Cagli e Cantiano hanno individuato la targa del mezzo in uso ai tre giovani, una Lancia Y, ripresa dalle telecamere durante il passaggio con un trolley ben visibile dal lunotto posteriore, trolley dello stesso tipo di quello rinvenuto sul luogo dei fatti. Dall’identificazione del mezzo, le indagini hanno portato quindi a stringere il cerchio riguardo ai suoi utilizzatori, la cui identificazione non è risultata immediatamente semplice in quanto il mezzo era intestato ad una donna estranea al terzetto, e come tale non direttamente riconducibile agli stessi.

Dopo meticolose ricerche, il mezzo è stato rinvenuto parcheggiato nell'abitato di Ardea e presentava proprio la mancanza del tergicristallo anteriore sinistro (come detto rinvenuto a terra sul luogo dei fatti).

Sotto la direzione della Procura della Repubblica di Urbino, è stata svolta un'importante attività di indagine con l’ausilio anche di approfondite attività tecniche, attività che ha portato a raccogliere gravi indizi di colpevolezza tanto da permettere l'emissione delle misure cautelari di cui sopra.

Del tutto particolari le modalità di trasporto della sostanza stupefacente, che avveniva di volta in volta a bordo di auto noleggiate per l'esigenza, nonché i canali di comunicazione utilizzati per raggiungere gli accordi propedeutici ai futuri viaggi (chat istantanee crittografate), modalità finalizzate ad eludere quanto più possibile i controlli di polizia ed allontanare i sospetti.

Nel corso delle perquisizioni correlate all'esecuzione della misura, i militari hanno rinvenuto inoltre presso l'abitazione di due degli arrestati 350 grammi circa di hashish, 660 grammi di marijuana e la somma contante pari a 7150 euro, nonché lo zaino asportato alla vittima.

Gli arrestati, che risponderanno in concorso tra loro di rapina e lesioni aggravate, nonché di detenzione continuata a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati condotti presso le Case Circondariali di Napoli Poggioreale e Napoli Secondigliano.

Una risposta importante quella oggi garantita in termini di prevenzione e repressione, a testimonianza dell’attenzione massima e dello sforzo costante riposti in questa Provincia dall’Arma dei Carabinieri nel controllo del territorio, e dalla Procura della Repubblica di Urbino nella sua delicata funzione di direzione delle indagini, nell’intercettare dinamiche criminali di rilievo anche provenienti da fuori regione.

L’indagine apre un interessante spaccato sulle nuove modalità di acquisto delle sostanze stupefacenti attraverso piattaforme online, sulla realtà del dark web e sull’utilizzo del bitcoin, quale moneta virtuale per il pagamento delle transazioni.








Questo è un articolo pubblicato il 15-11-2021 alle 18:57 sul giornale del 15 novembre 2021 - 712 letture

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