Recanati: Recanati: Casa Leopardi celebra Dante, in mostra un manoscritto inedito del Giovane Favoloso

5' di lettura 26/10/2021 - Anche Leopardi festeggia Dante. O meglio, lo fa Casa Leopardi tirando fuori dagli scaffali della sua inestimabile biblioteca delle perle di assoluto prestigio. Da questo venerdì e fino al 30 gennaio, infatti, nella Sala dei Manoscritti sarà esposto per la prima volta l’autografo originale del canto “Sopra il monumento di dante che si preparava in Firenze”, affiancato da sei edizioni dell’epoca della Divina Commedia (tra le quali una risalente al 1477 e una illustrata da Ugo Foscolo).

Il componimento risale al 1818 e fu composto a Recanati tra i mesi di settembre e ottobre, per essere poi pubblicato nei mesi successivi. Un testo di grande attualità anche oggi, visto che al centro c’è il degrado e l’abbandono dell’Italia. Un brano che, insieme al celeberrimo “All’Italia”, rappresenta una sorta di chiamata all’azione di Leopardi ai giovani del suo tempo nascosta dietro il ricordo della campagna napoleonica in Italia: in piena Restaurazione attaccare frontalmente il potere non sarebbe stato lecito.

«Per la nostra famiglia è un piacere poter dare l’opportunità al pubblico di fruire dei tesori presenti nella biblioteca che ha visto formarsi Giacomo – afferma la contessa Olimpia Leopardi, discendente diretta del Poeta, durante l’anteprima dell’esposizione cui hanno preso parte anche il sindaco Antonio Bravi e il presidente del Centro Studi Leopardiani Fabio Corvatta – vorremmo offrire ai visitatori la possibilità di calarsi nei panni del giovane lettore e di provare a riscoprire il stupore fanciullesco, quello che coglie tutti noi di fronte ad un’opera che ha plasmato l’immaginario collettivo, In Dante, Giacomo vede quell’ideale di poeta e scrittore che fonda la lingua italiana, ma non riesce ad immedesimarsi in lui fino in fondo. Non può ritenerlo suo padre putativo, troppo differenti le loro sensibilità. Dante è un soggetto forte per cui Leopardi prova ammirazione ma senza identificazione. L’autografo e i volumi della “Commedia” faranno parte del percorso naturale della visita a Casa Leopardi, senza necessità di biglietti ulteriori, e saranno anche a disposizione di studiosi che vorranno analizzarli con i loro occhi, ovviamente previa richiesta».

Dante, nel canto di Leopardi, diventa il destinatario della sua accalorata riflessione sulla condizione dell’Italia dei suoi tempi, schiacciata tra le grandi potenze europee e le loro manovre politiche e guerresche. «Un testo aulico ma fortemente politico, che folgorò i giovani dell’epoca alla vigilia dei moti del 1820-1821 – evidenzia Fabiana Cacciapuoti, curatrice del Fondo Leopardiano presso la Biblioteca Nazionale di Napoli – d’altronde sappiamo che Leopardi era vicino ai moti carbonari, tanto che nel 1820 provò a ripubblicare le due canzoni senza fortuna. Giacomo è stato l’ultimo vero poeta italiano, l’ultimo a usare la poesia come strumento di immaginazione: dopo di lui la poesia diventerà principalmente legata al sentimento. Un poesia filosofica la sua, come lo era quella di Dante, carica di concetti e immagini usate per spiegare e illustrare».

Casa Leopardi si dimostra ancora una volta un patrimonio da scoprire, un tesoro da non dissipare. «Ci stiamo battendo in tutta Italia perché, come diceva Leopardi, c’è il rischio concreto di perdere la straordinaria ricchezza di cui l’Italia dispone – finisce Cacciapuoti – abbiamo avviato una raccolta firme perché lo Stato si mobiliti per far sì che musei e biblioteche nazionali, sempre più in carenza di organico, evitino di chiudere. È un percorso iniziato da 10 anni ma ora siamo sull’orlo del baratro. Recanati è un’oasi felice, ma la situazione è davvero drammatica».

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Questo è un articolo pubblicato il 26-10-2021 alle 16:25 sul giornale del 27 ottobre 2021 - 199 letture

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