Processo Banca Marche: ascoltato come imputato l’ex Direttore Generale Massimo Bianconi

banca marche| 3' di lettura 25/10/2021 - All’udienza di lunedì del processo penale sul crack Banca Marche è stato sentito l’ex Direttore Generale Massimo Bianconi. Interrogato dai Pubblici Ministeri Laurino, Puccilli e Bizzarri Bianconi ha ricostruito i suoi rapporti con il Gruppo imprenditoriale Lanari ed in particolare il viaggio effettuato in Argentina su invito dello stesso Lanari, che gli aveva proposto di finanziare un importante intervento immobiliare turistico – residenziale .

È stato approfondito l’acquisto dell’appartamento di Bianconi in Argentina e poi alcun anni dopo rinvenduto a terzi, che l’ex direttore generale ha giustificato sostenendo un suo amore per la terra del Sudamerica, ma ha spiegato che il denaro necessario per l’acquisto proveniva da suoi risparmi. I Pubblici Ministeri hanno insistito sulle operazioni immobiliari che hanno visto attrice principale la moglie del Bianconi per molti milionari ed alcuni di esse in affari con un imprenditore, poi risultato insolvente rispetto ai finanziamenti erogati dalla stessa Banca Marche. Bianconi ha però giustificato che tali operazioni erano state effettuate dalla moglie, dalla quale si è separato e che aveva il pallino per gli affari immobiliari, precisando però che il denaro necessario a tali interventi erano in parte provenienti da denaro appartenente alla signora ed in parte da finanziamenti erogati da banche estranee a Banca Marche.

Poi è stata la volta del’Avv. Corrado Canafoglia, che patrocina oltre 3.000 azionisti truffati, alle cui domande Bianconi ha rivelato alcuni passaggi sino ora non emersi durante l’istruttoria. L’Ex Direttore Generale infatti ha riferito che appena entrato in Banca Marche nel 2005 ha affrontato un’operazione di fusione tra Banca Marche e Cassa di Risparmio di Firenze per creare il polo bancario più importante del Centro Italia, operazione suggerita dal Gruppo San Paolo non portata avanti da Banca Marche, mentre Cassa di Risparmio di Firenze è stata comunque acquisita da San Paolo. Tra il 2007 ed il 2009 Bianconi ha riferito che Banca Marche ha ricevuto 3 offerte di acquisto da parte del Gruppo San Paolo per 2 miliardi circa, dal Credite Agricole per 2, 4 miliardi e da Banca Popolare dell’Emilia Romagna per 2,6 miliardi. Alla domanda su come sia possibile che nel 2009 tre banche abbiano offerto fino a 2,6 miliardi per acquistare la Banca ed un anno e mezzo dopo inizia l’iter che ha portato Banca Marche al Commissariamento prima ed alla risoluzione poi, Bianconi ha spiegato che ciò è stato causato da un mutamento dei criteri di valutazione del credito imposta da Bankitalia, che ha anticipato una propria direttiva che sarebbe entrata in vigore solo nel 2014 e che dava comunque la possibilità a tutte le banche italiane di rivedere spalmando gli effetti in 5 ann.

“E’ singolare che una banca valga 2,6 miliardi nel 2009 e solo un anno mezzo dopo venga commissariata. Leggendo quanto riferito da Bianconi con quanto già è emerso nelle scorse udienze, i risparmiatori marchigiani hanno diritto di sapere cosa sia realmente accaduto”- ha commentato l'avvocato Canafoglia






Questo è un articolo pubblicato il 25-10-2021 alle 19:56 sul giornale del 26 ottobre 2021 - 584 letture

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