Convenzioni fuori regione, partita da definire subito. Ruggeri (M5S): "È necessario in attesa degli investimenti sulla sanità annunciati dalla giunta"

2' di lettura 22/10/2021 - «Ai tanti che incappano nei disservizi della sanità marchigiana spesso è negata anche l’alternativa delle strutture pubbliche fuori regione». Marta Ruggeri, capogruppo consiliare di M5S, sollecita la giunta Acquaroli a definire bene e nel più breve tempo possibile la partita delle convenzioni con il sistema sanitario pubblico delle Regioni limitrofe.

Lo fa con un’interrogazione appena depositata insieme con la collega Simona Lupini, consigliera regionale dei 5 Stelle, in attesa che gli importanti investimenti annunciati dalla giunta marchigiana garantiscano il rinnovo della dotazione tecnologica, il taglio alla mobilità passiva e la sforbiciata alle liste d’attesa. «È necessario chiarire per prima cosa – incalza Ruggeri – quali convenzioni siano ancora in essere con il sistema sanitario delle Regioni limitrofe e quali si intenda rifinanziare, riattivandole per garantire servizi necessari ai cittadini marchigiani».

La richiesta nasce dalla denuncia di una quarantacinquenne pesarese, costretta a rivolgersi alle strutture private per effettuare una risonanza magnetica. Una scelta obbligata per la donna, dopo avere inutilmente cercato di prenotarsi attraverso il Cup e avere scoperto che in Emilia Romagna l’esame sarebbe stato da pagare a prezzo pieno, perché la sanità marchigiana non aveva rinnovato la convenzione con la Regione confinante. «Una vicenda che ho sollevato di recente – prosegue Ruggeri – è stata seguita nei giorni successivi da una quantità di segnalazioni su episodi analoghi. L’attuale stato delle cose denota mancanza di attenzione verso i cittadini».

Ha concluso Ruggeri: «È inoltre opportuno che sia quantificato l’ammontare della mobilità passiva nel 2020 e nel 2021 fino ad aggi, suddiviso in base agli enti del servizio sanitario regionale e per area vasta, in termini di prestazioni e costi. Ricordo a questo proposito che il dato relativo a questo fenomeno nel 2019 superava i 185 milioni di euro e che di norma è la provincia di Pesaro e Urbino a subire il maggiore esodo sanitario verso le regioni limitrofe, in particolar modo proprio verso l’Emilia Romagna».


da Marta Ruggeri
Consigliere regionale M5S





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-10-2021 alle 16:43 sul giornale del 23 ottobre 2021 - 142 letture

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