Jesi: il 23 e 24 ottobre al Teatro Pergolesi nuova produzione di “La serva padrona” di Pergolesi e “The telephone” di Menotti

10' di lettura 21/10/2021 - Il dittico “La serva padrona” di Giovanni Battista Pergolesi (1733) e “The telephone” (1947) di Gian Carlo Menotti, con la direzione di Flavio Emilio Scogna, regia e scene di Jacopo Fo, in scena al Teatro Pergolesi di Jesi sabato 23 ottobre ore 20,30 e domenica 24 ottobre ore 16, con anteprima giovani giovedì 21 ottobre ore 16, per la 54sima Stagione Lirica di Tradizione. In occasione della messa in scena, inaugura alle Sale Pergolesiane del Teatro la mostra “Studio e progettazione around La serva Padrona”, esposizione di 18 modellini e bozzetti a cura degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata e di Bologna.

Sabato 23 ottobre ore 20,30 e domenica 24 ottobre ore 16, con anteprima giovani giovedì 21 ottobre alle ore 16, debutta al Teatro Pergolesi di Jesi - per la 54sima Stagione Lirica di Tradizione - una nuova produzione de “La serva padrona” (1733), intermezzi per musica di Giovanni Battista Pergolesi nella revisione critica di Francesco Degrada, in dittico con “The telephone” (1947) di Gian Carlo Menotti.

Due opere che trattano entrambe dell’amore in maniera comica, avvalendosi di un terzo incomodo: il telefono, in Menotti, il servo muto, in Pergolesi.

L’appuntamento segna il debutto nella regia lirica di Jacopo Fo - eclettico artista fondatore della Libera Università di Alcatraz e figlio d’arte, di Dario Fo e Franca Rame - che ne firma anche le scene. Alla direzione d’orchestra è Flavio Emilio Scogna, che nel 2019 ha diretto a Jesi la prima mondiale della versione italiana di “Aucassin e Nicolette” di Mario Castelnuovo-Tedesco.

Nel nuovo allestimento e nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con Ente Concerti “Marialisa de Carolis” Sassari, cantano il soprano Giulia Bolcato (nel doppio ruolo di Lucy e Serpina), e il baritono Filippo Polinelli (Ben/Uberto), nel ruolo di Vespone il servo muto sarà l’istrionico attore Mario Pirovano. Suona la FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana.

Le luci sono di Marco Scattolini, aiuto regia Matteo Mazzoni, assistente ai costumi Roberta Fratini.

Sponsor della serata è P.S. Medical Center e Trevalli Cooperlat (educational partner).

Il dittico in scena

“La serva padrona” fu composta nel 1733, su testo di Gennarantonio Federico, come intermezzo per il dramma per musica “Il prigionier superbo”. È il primo intermezzo completo musicato da Pergolesi e senz'altro il suo capolavoro in questo genere. È nota la sua importanza nella storia d’opera: da essa nascono le origini dell’opera buffa, che avrà grande sviluppo nella seconda metà del ‘700 e culminerà in Rossini. Narra la vicenda di Serpina, furba serva di un nobile anziano, Uberto, che con uno stratagemma riesce a farsi sposare e mutare quindi, come da titolo, la propria condizione.

Formata da parti recitate, parti cantate (arie e duetti), “La serva padrona” divenne un vero “manifesto” polemico quando nel 1752 fu portata a Parigi dalla compagnia Bambini e ne nacque la famosa “querelles des bouffons” che coinvolse in accese dispute i sostenitori della musica francese (di Lully e di Rameau) e quelli della musica italiana, tra questi ultimi vi era Jean-Jacques Rousseau.

“Del capolavoro pergolesiano – spiega Flavio Emilio Scogna - esistono innumerevoli manoscritti e edizioni a stampa, ma non esiste l’autografo. Francesco Degrada, che di Pergolesi è stato senza ombra di dubbio il più grande conoscitore e revisore, realizzò una edizione critica di questo intermezzo che fu messo in scena nel 2004 per il Festival Pergolesi Spontini di Jesi. In occasione di quella rappresentazione, Degrada scrisse una nota al programma di sala in cui spiegava le problematiche e le difficoltà nel poter realizzare un’edizione critica di questo lavoro. L’attuale esecuzione e realizzazione ha corretto alcune parti musicali dubbie presenti nelle varie edizioni a stampa e tiene conto delle preziose indicazioni di Degrada basate sul libretto originale e sulla collazione di diversi manoscritti relativi alla prima edizione napoletana del 1733 e romana al Teatro Valle di due anni successiva (1735), utilizzando nell’aria finale “Contento tu sarai” le ultime 45 battute “Se comandar vorrò” che costituiscono la seconda parte del duetto col da capo presenti in quattro partiture manoscritte conservate e consultabili presso la biblioteca del Conservatorio S. Pietro a Maiella di Napoli”.

Commedia in un atto solo, di cui Gian Carlo Menotti è autore sia della musica che del libretto, “The telephone, or L’amour à trois” (1947) va in scena per la prima volta al Teatro Pergolesi di Jesi, nell’originale versione in lingua inglese andata in scena per la prima volta all’Heckscher Theater di New York.

“È un’opera comica, che ricorre alla struttura a numeri chiusi, tipica dell’opera buffa italiana, per descrivere i vizi della società moderna, vizi incarnati nel prototipo della donna ricca, alla moda, che passa tutto il suo tempo al telefono. Qui Menotti fu sorprendentemente lungimirante nell’interpretare il futuro anticipando la dipendenza da uno strumento che oggi ha ampiamente dilatato le sue funzioni”, spiega ancora il M° Scogna.

La storia è quella di Ben che vuole chiedere a Lucy di sposarlo e va a trovarla in casa, ma lei è sempre impegnata in estenuanti conversazioni telefoniche. L’unico modo che l’uomo avrà per raggiungere il suo amore è proprio al telefono, chiamandola però da una cabina esterna.

Nella messa in scena dei due titoli, Jacopo Fo attinge ai codici della Commedia dell’Arte. “The Telephone e La Serva Padrona sono due divertissement – spiega - Ho pensato che avrebbe aumentato il divertimento inserire giochi di contrappunto. L’idea mi è venuta riflettendo sul ruolo del Servo Muto nella Serva Padrona. Seguendo le strane associazioni che la mente ci propone mi sono ricordato di quello che in gergo teatrale si chiama il contrasto. Arci famoso e antichissimo quello tra il Clown Bianco, algido e serioso, e il Clown Rosso, caciarone, che lo disturba suonando la tromba. Mi sono chiesto: e se il Servo Muto fosse una sorta di Clown Rosso, un po’ sabotatore e un po’ complice. E come farebbe a interagire nel diverbio tra la serva e il nobiluomo?”

“Studio e progettazione around La serva Padrona”

In occasione della messa in scena del dittico, la Fondazione Pergolesi Spontini inaugura presso le Sale Pergolesiane del Teatro Pergolesi lo “Studio e progettazione around La serva Padrona”, esposizione di 18 modellini e bozzetti a cura degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata e di Bologna. La mostra resterà aperta per tutta la durata della Stagione Lirica. La realizzazione dell’allestimento è a cura del Laboratorio di Scenografia della Fondazione Pergolesi Spontini.

I bozzetti in esposizione sono quelli degli studenti che si sono impegnati in un lavoro di studio e progettazione intorno a “La serva padrona” di Pergolesi. Il percorso, promosso nel dicembre 2020 dalla Fondazione Pergolesi Spontini, ha portato alla nascita di una stagione sperimentale di formazione condivisa tra il biennio della scuola di scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Macerata e il biennio di scenografia del melodramma dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

I docenti che hanno proposto questa innovativa forma di contaminazione e collaborazione sono Benito Leonori, scenografo e direttore tecnico della Fondazione Pergolesi Spontini e docente di scenotecnica nell’Accademia di Macerata, Pierfrancesco Giannangeli docente di storia del teatro e della scenografia nell’Accademia di Bologna e Isabella Fumagalli docente di scenografia sempre a Bologna.

Per l’Accademia di Bologna, espongono gli studenti del II anno del Biennio di scenografia del melodramma e del teatro musicale: Benedetta Brocani, Choi Ye Weon, Gao Hui, Huang Ziqi, Huang Ziqing, Lu Hongying, Erika Nuzzo, Davide Peroni, Qin Ling, Song Zhenni, Tou Lu Yao, Wang Meng Jia, Zhou Yumeng.

Per l’Accademia di Macerata, gli studenti del Biennio di Scenografia che espongono i modellini sono: Federica Angelini, Luca Luchetti, Teresa Marinucci, Ding Tian, Francesca Zu.

Gli altri titoli del cartellone lirico 2021

Dopo questa nuova produzione, il cartellone lirico proseguirà sabato 30 ottobre ore 20,30 e domenica 31 ottobre ore 16 con “Il castello del principe Barbablù” di Béla Bartók, opera in un atto del 1918, con la direzione di Marco Alibrando sul podio dell’Orchestra Coccia di Novara, la regia di Deda Cristina Colonna, le scene ed i costumi di Matteo Capobianco. In scena Andrea Mastroni (il duca Barbablù) e Mary Elizabeth Williams (Judith, sua moglie). Nel prologo sono Giuditta Pascucci e Carolina Rapillo. Nuova la produzione, in coproduzione con Fondazione Teatro Coccia di Novara.

Sabato 20 novembre ore 20,30 e domenica 21 novembre ore 16, con anteprima riservata ai giovani giovedì 18 novembre ore 16, va in scena al Teatro Pergolesi, in una nuova produzione, il dittico “Il segreto di Susanna”, intermezzo in un atto di Ermanno Wolf-Ferrari, su libretto di Enrico Golisciani, rappresentato per la prima volta nel 1909, e “La scuola di guida”, idillio musicale di Nino Rota su libretto di Mario Soldati, del 1959. Gabriele Bonolis dirige il Time Machine Ensemble, la regia è di Alessio Pizzech, light designer è Nevio Cavina. Le scene sono di Bianca Piacentini ed i costumi di Cristiana Attorrese, vincitrici della I edizione del “Concorso per scenografi e costumisti” dedicato a Josef Svoboda aperto a neodiplomati delle Accademie di Belle Arti di Macerata e Bologna: una nuova modalità per valorizzare i giovani creativi. Nel cast de “La scuola di guida” sono Solodkyy Vasyl e Angela Nisi, per “Il segreto di Susanna” cantano Salvatore Grigoli e Angela Nisi con il servo muto interpretato da Salvo Pappalardo.

Gran finale sotto il segno della danza, sabato 18 dicembre ore 21, con “Soirée Russe. Omaggio ai “balletti russi” di Sergei Diaghilev” a cura di Daniele Cipriani. Una serata con musica dal vivo e interpreti di fama internazionale per ricordare una delle pagine più significative della storia della danza e gli autori di un’espressione artistica rivoluzionaria che ha ispirato, nel mondo, coreografi, registi, intellettuali e interpreti.

In scena, i solisti della Compagnia Daniele Cipriani (riconosciuta dal Ministero della Cultura), Susanna Elviretti e Mattia Tortora, con ospiti straordinari Sasha Riva e Simone Repele (danzatori e coreografi, già interpreti per il Grand Théâtre de Genève), in un inedito programma dedicato ad uno dei periodi più intensi della storia della cultura e del teatro.

La Stagione Lirica del Teatro Pergolesi di Jesi è curata dalla Fondazione Pergolesi Spontini, con il sostegno di Ministero della Cultura – Regione Marche, Soci Fondatori Comune di Jesi – Comune di Maiolati Spontini, Partecipante Aderente Comune di Monsano, Partecipante Sostenitore Camera di Commercio delle Marche, con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche. Educational partner Trevalli Cooperlat, Sponsor P.S. Medical Center. Si ringraziano Emme Tre S.r.l. e tutti i MECENATI 2021 per il contributo erogato tramite Art Bonus

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Biglietteria Teatro G.B. Pergolesi: Piazza della Repubblica, 9 – 60035 Jesi (AN) – tel. +39 0731 206888 mail biglietteria@fpsjesi.com – www.lirica.fondazionepergolesispontini.com








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-10-2021 alle 15:56 sul giornale del 22 ottobre 2021 - 195 letture

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