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Civitanova: Fondi covid, opposizione all'attacco: "Finanziato di tutto con i fondi statali ma non si aiutano le famiglie, Capponi sia revocata"

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«All’assessore Capponi andrebbe tolta la delega per come sta gestendo la pioggia di fondi arrivata dalla Stato per i sostegni covid». L’opposizione continua a tuonare sulla gestione degli aiuti covid da parte del Comune.

Giulio Silenzi (Pd), Stefano Mei (Movimento 5 Stelle) e Pier Paolo Rossi fanno fronte unico e puntano il dito sul fatto che l’amministrazione comunale abbia fatto confluire di tutto all’interno di questo grande calderone anziché distribuire le risorse a chi ne aveva davvero bisogno, in primis il migliaio di famiglie in difficoltà residenti in città. «Il sindaco si stracciava le vesti per i 3 milioni di euro stanziati un anno fa, facendo credere che si stava tagliando da qualsiasi capitolo di bilancio per far arrivare soldi ai cittadini, ma in realtà lo Stato ha erogato qualcosa come 4,8 milioni di euro per Civitanova – rimarca il trio – e all’interno di questo grande pentolone, l’amministrazione ha rendicontato di tutto, il Comune di suo per l’emergenza sanitaria non ha speso una euro. Nonostante ciò, nel 2020 l’ente ha speso solo 2,7 milioni, mentre i restanti 2,1 milioni sono finiti come avanzo vincolato per il 2021. Lo Stato ci ha riempito di soldi e non è arrivato nulla alle famiglie».

Secondo Silenzi, Mei e Rossi, ci sono1.181 famiglie bisognose, quelle che richiesero i buoni spesa durante la primavera 2020: da quell’elenco si potrebbe partire per far arrivare altri aiuti. «E invece queste famiglie non hanno visto un euro, a parte quei buoni spesa per i quali si sono messi in fila in piazza – rilanciano i tre consiglieri di opposizione – i 2,1 milioni sono stati usati per qualsiasi cosa: 200 mila euro per sgravi della Tari, 140 mila euro per il centro vaccini, 321 mila euro per coprire maggiori spesa del Cosmari. Tutto con fondi statali, il Comune non ci ha messo un euro. Dei restanti 1,5 milioni, 945 mila euro sono andati per i bandi a società sportive, affitti, casse integrazione, sgravi alle attività e altro. Ma nelle tasche dei bisognosi ancora non c’è niente. Rimangono ancora 510 mila euro, di cui 335 mila vanno ai servizi sociali per aiuti ai soggetti in difficoltà e di questi ben 194 mila euro servono per l’ordinaria attività dell’assessorato. Dov’è la straordinarietà dettata dal covid? Il concetto è che viene usato un fondo straordinario per finanziare anche l’ordinario. Lo spirito è tutt’altro. Alla Capponi andrebbe tolta la delega, ha dimostrato un’incapacità gestionale incomprensibile. Nel 2021 sono stati dedicati solo 95 mila euro per persone in emergenza, 50 mila in meno dei 143 mila del 2020. Troppo poco, significa che non c’è efficienza ed efficacia».

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Questo è un articolo pubblicato il 08-10-2021 alle 16:45 sul giornale del 09 ottobre 2021 - 215 letture