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Civitanova: "Io, discriminata a un colloquio di lavoro perché disabile", il racconto di René Ciampa

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Discriminata ad un colloquio di lavoro perché disabile. È la triste storia in cui è incappata di René Ciampa. Originaria di Milano ma da anni residente col marito a Civitanova Alta, la donna è nata senza le mani a causa di una malformazione genetica. Ma ciò non le ha mai impedito di vivere una vita più o meno ordinaria, al punto da farsi artista e scrittrice molto apprezzata.

In questi giorni la donna sta cercando lavoro. E così quando qualche giorno fa ha trovato una opportunità da parte di una azienda civitanovese ha tentato la sorte. Ma non è andata esattamente come si aspettava. «Ho risposto all’annuncio di un’azienda che cercava una persona per mansioni di segreteria, quindi rispondere al telefono, lavorare al computer, prendere delle note, cose così – racconta Ciampa – ho fatto presente la mia disabilità alle mani, ma precisando che riuscivo comunque benissimo a svolgere tutte le mansioni indicate, come d’altronde faccio da sempre nelle mia vita. Ho chiesto di poter provare ma non c’è stato niente da fare. Mi è stato chiesto se so usare il pc e lo so fare, se riesco a rispondere al telefono e lo so fare. Io volevo soltanto la possibilità di essere messa alla prova, ma non mi è stata data neppure quella soltanto perché non ho le mani».

Nata nel 1976 nell’hinterland milanese, dalla nascita è affetta da una malformazione chiamata "focomelia". René ha avuto un'infanzia come tutti gli altri e arriva nel 2006 a Civitanova, trasferendocisi stabilmente nel 2009 mi trasferisco per amore del marito. Nel 2009 vince il Premo Letterario Montecosaro e il Premio Divulgazione in un concorso internazionale a Firenze. L’inizio della sua attività artistica si struttura qualche anno dopo, tra il 2013 e 2014, allestendo negli anni varie mostre di origami, quilling e disegno. «Molto spesso le aziende a cui ho chiesto in passato almeno si nascondevano dietro il fatto della crisi – aggiunge l’artista civitanovese d’adozione – ho lavorato per un periodo con un amico come centralinista e aiutavo a fare le fotocopie, non ho avuto mai problemi a fare cose del genere. Se non mi si dà la possibilità di provare, come faccio a dimostrare cosa posso o cosa non posso fare? Per molte aziende l’inserimento di persone con disabilità è solo un obbligo di legge cui ottemperare. Però ora sono stanca, devo rimbalzare da un ufficio all’altro e sbattere contro aziende come quella che ho trovato che formalmente si rende disponibile ad accogliere persone che hanno problematiche ma che poi all’atto pratico non lo fa. Segnalerò la cosa all’ufficio del lavoro, ma è prima di tutto sconfortante per me».

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Questo è un articolo pubblicato il 05-10-2021 alle 21:34 sul giornale del 06 ottobre 2021 - 380 letture