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comunicato stampa

Sisma, il PD vuole vederci chiaro sulla gestione del Contratto di sviluppo Istituzionale Sisma

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“La giunta regionale ha inquinato la procedura di finanziamento con comportamenti opachi da far prefigurare perfino un marcato profilo di illegittimità. Il Contratto di Sviluppo, che prevede ingenti somme a favore dei territori del cratere, è un tema cruciale, prioritario, per la ripresa e il rilancio socio-economico delle aree colpite dal sisma. Per questo abbiamo il dovere di tutelare tutti i sindaci e tutte le comunità esigendo trasparenza.”

A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Romano Carancini, che a tal proposito ha depositato una mozione sottoscritta da tutto il gruppo assembleare del Partito Democratico.

“Stiamo parlando di 160 milioni di euro – rincara Carancini – volti a sostenere la Ricostruzione. Non è pensabile che la giunta regionale li gestisca quasi fossero cosa loro, senza coinvolgere realmente gli Enti Locali a parte i pochi incontri di facciata, senza una verifica sui reali fabbisogni dei territori, ma soprattutto infischiandosene di ogni più elementare principio di trasparenza amministrativa. La Regione, di fatto, ha introdotto in maniera unilaterale dei criteri di valutazione aggiuntivi a procedura ancora aperta e a progetti già classificati, quindi potenzialmente elaborati per preordinare la graduatoria finale, e ha dato mandato al Nucleo di valutazione di esaminare e inserire nell’elenco finale anche i progetti presentati oltre i termini di scadenza previsti”.

Carancini infatti punta il dito in particolare sul ruolo inquietante e condizionante dell’assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli, il quale, dopo aver trasmesso a Invitalia il 15 luglio scorso tutti i progetti pervenuti a quella data dai comuni interessati, l’11 agosto, di fronte alle richieste di chiarimenti di carattere tecnico da parte dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, ha ricostituito in poche ore il Nucleo di valutazione che, in fretta e furia, ha stilato una nuova graduatoria sulla base di criteri inizialmente non previsti e valutando schede-progetto pervenute dopo la scadenza del 9 luglio.

“C’è la chiara esigenza – conclude Carancini - di superare immediatamente questa imbarazzante situazione e di sgomberare il campo dalle ombre che avvolgono la procedura istruita dalla giunta regionale, salvaguardando i sindaci e i territori. Per questo motivo la mozione presentata dal Partito Democratico chiede alla giunta regionale di ripristinare la legalità a beneficio della Agenzia per la Coesione Territoriale. Vogliamo impegnare innanzitutto il presidente Acquaroli e la giunta, in autotutela amministrativa, ad attivarsi, attraverso il Nucleo di valutazione, affinché si rediga una nuova graduatoria selezionando solo i progetti pervenuti entro il termine perentorio del 9 luglio e sulla base dei criteri e delle modalità della delibera di giunta del 6 luglio. Per non lasciare indietro nessun altro progetto vogliamo impegnare anche alla redazione di una seconda graduatoria, previo un opportuno lavoro di istruttoria tecnica sulla base dei medesimi criteri sopra ricordati, ma per i progetti giunti dopo il termine del 9 luglio che potranno essere finanziati dalle nuove risorse che verranno eventualmente stanziate più avanti”.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-09-2021 alle 11:53 sul giornale del 30 settembre 2021 - 166 letture