Legambiente presenta il dossier "Abbatti l'Abuso", ecco i dati marchigiani sulle mancate demolizioni edilizie

demolizione 7' di lettura 23/06/2021 - Nelle Marche sono state emesse 1.098 ordinanze di demolizione relative agli abusi edilizi e, dal 2004 al 2020, ne sono state eseguite 437 cioè il 39,8%. Di questi immobili, 20 sono stati acquisiti al patrimonio pubblico immobiliare. Delle 661 ordinanze non ottemperate, 4 pratiche sono state trasmesse al Prefetto.

È quanto emerge in sintesi dalla fotografia scattata dalla seconda edizione del dossier “Abbatti l’abuso” di Legambiente sulle mancate demolizioni edilizie nei comuni italiani, dalla quale emerge con chiarezza una Penisola spaccata in due. Eloquente il dato nazionale: sulla base delle risposte complete date dai 1.819 comuni (su 7.909) al questionario di Legambiente (nelle Marche hanno risposto il 21,9% delle amministrazioni), nella Penisola dal 2004, anno dell’ultimo condono, al 2020 è stato abbattuto solo il 32,9% degli immobili colpiti da un provvedimento amministrativo, un dato “trainato” dall’attività degli enti locali delle regioni del Centro Nord.

Numeri nel complesso preoccupanti che per Legambiente dimostrano come in Italia l’abusivismo e il cemento illegale siano ancora una piaga da sanare. A ciò si aggiunge anche il “pasticcio” generato nelle scorse settimane dalla circolare interpretativa inviata dal Ministero dell’Intero a tutte le prefetture che va ad azzerare l’efficacia della norma, inserita nella L.120/2020, c.d. Dl Semplificazioni, che attribuisce ai prefetti il potere sostitutivo nelle demolizioni degli abusi edilizi, di fronte all’inerzia dei Comuni che emettono le ordinanze ma non le eseguono. Applicando le disposizioni della circolare ministeriale - denuncia Legambiente - si va a ristringere l’ambito d’azione dei prefetti ai soli abusi edilizi accertati dopo l’entrata in vigore della legge e, escludendo tutte le ordinanze su cui sia pendente un ricorso per via amministrativa, decine di migliaia di manufatti illegali sono destinati a rimanere esattamente dove sono, com’è successo finora. A confermare l’inequivocabile senso della norma sono le 935 ordinanze inevase trasmesse, da settembre 2020 a marzo 2021, dai Comuni alle prefetture.

“Procedere con gli abbattimenti - spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente - è il migliore deterrente perché si scongiuri il sorgere di nuovi abusi edilizi. Il quadro che emerge dal nostro dossier conferma la necessità, non più procrastinabile, di avocare allo Stato il compito di riportare la legalità dove le amministrazioni locali non sono riuscite a farlo per decenni. Per questo, su proposta di Legambiente, lo scorso, anno è stata approvata una norma inserita nel Dl Semplificazioni che assegna alle prefetture la responsabilità di demolire stante l’inerzia prolungata dei Comuni; ma con la sconcertante circolare interpretativa della legge del Ministero dell’Interno ora ciò verrà meno andando a tradire il senso e l’obiettivo di quanto approvato in Parlamento. Per questo abbiamo elaborato un emendamento all’ultimo decreto “Semplificazioni” del governo Draghi con l’obiettivo di ricondurre a un’interpretazione autentica della disposizione, nel pieno rispetto della ratio legis, fugando ogni margine di dubbio circa la sua applicazione. Alla ministra Lamorgese e al Parlamento chiediamo di rivedere e correggere la nota interpretativa del ministero riaffermando il potere d’intervento dei Prefetti su tutte le ordinanze emesse dai Comuni. Per liberare il Paese dallo sfregio del cemento selvaggio e dall’abusivismo impunito serve un netto cambio di direzione che solo la classe politica può intraprendere, non sono ammessi più ritardi o passi falsi”.

“La lotta agli abusi edilizi inizia dal loro abbattimento – aggiunge Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche -. Il contrasto all’illegalità, a partire dalla rimozione degli abusi, è fondamentale per costruire bellezza nei nostri territori, nel rispetto delle regole e delle fragilità ambientali a cui i cambiamenti climatici ci sottopongono sempre più spesso. È necessario accelerare in questa direzione per costruire percorsi virtuosi che rimettano al centro il valore del suolo, del paesaggio e delle bellezze naturali di questa regione”.

Questionario Abbatti l’abuso: nel questionario, che Legambiente ha inviato ai 7.909 comuni d’Italia e a cui hanno risposto in maniera completa e corretta 1819 amministrazioni (un tasso di risposta del 23%), è stato chiesto di fornire il numero di ordinanze di demolizione emesse dal 2004, anno successivo all’ultimo condono edilizio, al 2020 il numero di esecuzioni, il numero di immobili trascritti al patrimonio pubblico e quello delle pratiche trasmesse alle Prefetture come previsto dalla nuova legge (L.120/2020) in caso di inottemperanza entro 180 giorni.

Dati trascrizioni nel patrimonio immobiliare del Comune: quando il proprietario di un immobile abusivo non rispetta l’ingiunzione alla demolizione entro il termine di 90 giorni, l’edificio viene automaticamente acquisito al patrimonio immobiliare pubblico, inclusa l’area di sedime per un’estensione massima di dieci volte la superficie dell’abuso (art. 31, comma 3, DPR 380/2001). Non essendoci controlli o sanzioni, fatta eccezione per qualche pronuncia della Corte dei conti che in alcuni casi ha calcolato e addebitato ai Sindaci il danno erariale da mancata acquisizione o, peggio, da occupazione illegale da parte degli ex proprietari, i Comuni non procedono alle trascrizioni. Dal questionario di Legambiente, emerge che solo il 3,8% degli immobili risulta ufficialmente nel patrimonio immobiliare degli enti locali.

Dati su trasferimenti al Prefetto delle ordinanze di demolizione non eseguite (ex L.120/2020): Nel questionario inviato ai Comuni, Legambiente ha chiesto anche di indicare il numero di pratiche inevase inviate alle prefetture sulla base della legge 120/2020. Sebbene la norma che attribuisce le competenze sostitutive ai prefetti sia recente e abbia avuto un periodo di applicazione di pochi mesi (e nonostante la circolare del Ministero), c’è un numero che balza subito in evidenza. In Sicilia, tra le regioni leader per abusivismo e per mancate demolizioni, i Comuni che hanno risposto al questionario di Legambiente hanno già trasmesso ai prefetti il 12,7% delle proprie ordinanze non eseguite e ben il 48,6% del totale nazionale delle pratiche trasmesse ai prefetti, ossia 454 su 935.

Per Legambiente siamo di fronte a un dato che conferma la corretta interpretazione della legge da parte degli uffici comunali e la bontà della ratio della norma fortemente voluta da Legambiente, che deve sancire un definitivo cambio di passo sul fronte delle demolizioni, avocando allo Stato il compito di ripristinare la legalità quando i Comuni, per tutte le ragioni che sono state alla base dell’intervento legislativo (a cominciare da quelle legate ai contraccolpi sul consenso elettorale), non hanno provveduto.

Le demolizioni degli abusi edilizi nei comuni italiani.

Il rapporto tra ordinanze ed esecuzioni (2004-2020)

Regione / P.A.

Numero di Ordinanze di demolizione EMESSE

Numero di Ordinanze di demolizione ESEGUITE

%

Veneto

3.117

2.083

66,8

Friuli Venezia Giulia

1.300

839

64,5

Valle d'Aosta

240

135

56,3

P.A. Bolzano

497

234

47,1

Lombardia

5.889

2.604

44,2

Piemonte

3.721

1.624

43,6

Liguria

2.049

883

43,1

Toscana

6.225

2.578

41,4

Marche

1.098

437

39,8

Abruzzo

677

267

39,4

Emilia Romagna

6.071

1.870

30,8

P.A. Trento

607

171

28,2

Basilicata

732

190

26,0

Umbria

1.850

430

23,2

Molise

496

114

23,0

Sardegna

2.622

602

23,0

Lazio

5.574

1.260

22,6

Sicilia

4.537

950

20,9

Campania

6.966

1.363

19,6

Calabria

1.192

133

11,2

Puglia

1.790

71

4,0

Totale

57.250

18.838

32,9

Fonte: Elaborazione Legambiente su dati dei Comuni 2020

L’acquisizione degli abusi edilizi

al patrimonio immobiliare pubblico (2004-2020)

Regione / P.A.

Numero di ordinanze di demolizione EMESSE

Numero di immobili abusivi TRASCRITTI al patrimonio immobiliare del Comune

% di immobili trascritti rispetto al totale delle ordinanze emesse

Sicilia

4.537

873

19,2

Lazio

5.574

540

9,7

Campania

6.966

212

3,0

Piemonte

3.721

89

2,4

Emilia Romagna

6.071

135

2,2

Liguria

2.049

40

2,0

Marche

1.098

20

1,8

Sardegna

2.622

47

1,8

Veneto

3.117

43

1,4

Lombardia

5.889

81

1,4

Abruzzo

677

8

1,2

Toscana

6.225

66

1,1

Friuli Venezia Giulia

1.300

12

0,9

Valle d'Aosta

240

2

0,8

Basilicata

732

5

0,7

Calabria

1.192

5

0,4

Umbria

1.850

6

0,3

Molise

496

1

0,2

P.A. Bolzano

497

1

0,2

Puglia

1.790

3

0,2

P.A. Trento

607

0

0,0

Totale

57.250

2.189

3,8

Ordinanze di demolizione non ottemperate trasmesse

alle Prefetture (settembre 2020 - marzo 2021)

Regione / P.A.

Numero di ordinanze NON ESEGUITE

Numero di pratiche trasmesse al Prefetto (ex L. 120/2020)

Sicilia

3.587

454

Sardegna

2.020

187

Lazio

4.314

79

Lombardia

3.285

44

Puglia

1.719

36

Calabria

1.059

33

Toscana

3.647

23

Veneto

1.034

16

Basilicata

542

13

P.A. Bolzano

263






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-06-2021 alle 15:18 sul giornale del 24 giugno 2021 - 171 letture

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